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postato da andrij83 alle ore 17:47
sabato, 24 febbraio 2007

E' sempre accesa e starà a noi non farla mai spegnere. Intanto vi lascio con questo video sempre di Ascanio Celestini.

Perchè non sempre uccidere un padrone è sbagliato. Tutte le rivoluzioni sono nate sovvertendo l'ordine esistente. Ordine che sembrava incontrovertibile. Ognuno la prenda come crede questa mia considerazione. E se dovesse passare qualcuno della Digos da queste parti, vi risparmio la fatica, non sono un brigatista. Molto di più.

Oggi ho ripreso tra le mani Germinal di Zola. Mi chiedo quanto sia cambiato da allora.

 
A Gaetano Bresci, tessile, anarchico e uccisore di Re.
 

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
Mi guardo intorno nella casa del ladro: è tutto rubato
Pure l'aria che adesso respiro con il fiato corto
è frutto di un furto.

Quando un ladro trova un ladro dentro casa non è mica contento
E difatti quel ladro mi vede e mi dice: "stai attento"
Lui mi dice: "guardami bene, io non sono ladro soltanto.
Io sono il padrone."

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

Ma io dico che suonare un sonaglio davanti un serpente
Io dico che pure il serpente, pure quello, si pente
E capisce che sputare veleno per tutta una vita
non è servito a niente.

Ma il padrone è una cosa diversa, è uno strano serpente
Il padrone è una cosa diversa, è una bestia curiosa
Lui comincia succhiando il latte da quando è bambino
Ma poi succhia ogni cosa.

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

E difatti alla fine il padrone è una specie di ladro
Solo che quando ruba il padrone non è mica reato
E anche quando che viene arrestato il suo alibi regge
Perchè lui è la Legge.

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
E quel ladro mi dice che lui non è un ladro soltanto
Ma neanch'io sono un ladro gli dico e così mi avvicino.
Io sono un assassino.

E così sotto il cielo turchino c'è un padrone di meno.

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

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categoria : nazionale, internazionale, locale

postato da andrij83 alle ore 14:31
venerdì, 23 febbraio 2007

Messo da parte il programma della coalizione ecco i 12 punti di Prodi. I DICO (surrogato dei PACS) si faranno in Parlamento. Morale, non si faranno mai. La legge sul conflitto di interessi? Mah, rimane un mistero. In più la TAV si dovrà fare, le alleanze non si mettono in dubbio quindi si alla base Dal Molin, si all'Afghanistan e forse anche all'Iran? Per il mezzogiorno si parte dalla sicurezza. Certo, perchè è con la polizia e la militarizzazione che si batte la mafia, non con il lavoro, con lo stato sociale, ecc... Politiche per la famiglia, ma quale famiglia? Visto quanto sopra sui DICO sarà la famiglia cattolica. Dio, Patria, Famiglia. Questa è politica di sinistra. E infine, la chicca, l'autorità del premier. Forse qualcuno si ricorderà che nella riforma costituzionale che bocciammo l'estate scorsa c'era anche il premierato forte. Lo contestammo, e oggi ce lo ripropongono. Certo, in una forma più blanda e non per un effetto della legge, ma pur cambiando la forma, la sostanza è quella.

Devo dire che c'hanno tirato un bel gioco e che da stronzi Turigliatto e Rossi hanno abboccato. Da oggi sarà tutto peggio, però hanno creato nella società quel movimento di pressione contro la sinistra radicale che rifiutare questi punti sarebbe un suicidio politico. Accettarli anche. Non c'è che dire, c'hanno inculato.

I punti. Leggete e inorridite.

1. Politica estera. "Rispetto degli impegni internazionali e di pace. Sostegno costante alle iniziative di politica estera e di difesa stabilite in ambito Onu ed ai nostri impegni internazionali, derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea e all'Alleanza Atlantica, con riferimento anche al nostro attuale impegno nella missione in Afghanistan. Una incisiva azione per il sostegno e la valorizzazione del patrimonio rappresentato dalle comunità italiane all'estero".

2. Scuola e cultura. "Impegno forte per la cultura, scuola, università, ricerca e innovazione".

3. Infrastrutture e Tav.
"Rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare ai corridoi europei (compresa la Torino-Lione). Impegno sulla mobilità sostenibile".

4. Fonti energetiche. "Programma per l'efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori".

5. Liberalizzazioni.
"Prosecuzione dell'azione di liberalizzazioni e di tutela del cittadino consumatore nell'ambito dei servizi e delle professioni".

6. Mezzogiorno.
"Attenzione permanente e impegno concreto a favore del Mezzogiorno, a partire dalla sicurezza".

7. Riduzione della spesa pubblica. "Azione concreta e immediata di riduzione significativa della spesa pubblica e della spesa legata alle attività politiche e istituzionali (costi della politica)".

8. Pensioni. "Riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilità finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani. Con l'impegno a reperire una quota delle risorse necessarie attraverso una razionalizzazione della spesa che passa attraverso anche l'unificazione degli enti previdenziali".

9. Politiche della famiglia. "Rilancio delle politiche a sostegno della famiglia attraverso l'estensione universale di assegni familiari più corposi e un piano concreto di aumento significativo degli asili nido".

10. Incompatibilità. "Rapida soluzione della incompatibilità tra incarichi, di governo e parlamentari, secondo le modalità già concordate".

11. Portavoce. "Il portavoce del presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di portavoce dell'esecutivo".

12. Autorità del premier. "In coerenza con tale principio, per assicurare piena efficacia all'azione di governo, al presidente del Consiglio è riconosciuta l'autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto".

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categoria : nazionale

postato da andrij83 alle ore 21:05
giovedì, 22 febbraio 2007

NON POSSIAMO DIMENTICARE CHI SIAMO E PER COSA LOTTIAMO

NO ALLA GUERRA

NO ALLA NATO

VIA I MILITARI DALL'AFGHANISTAN

Spendete 6 minuti a guardare questo video, ne vale la pena.

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categoria : nazionale

postato da andrij83 alle ore 14:42
giovedì, 22 febbraio 2007

Dedicato a tutti i neo-centristi, ex democristiani, vetero-conservatori-democratici. Perchè non leggete bene prima di accusare la sinistra?

Dopo lo sfogo di ieri, la lucidità di oggi. Non cambio le mie idee su Turigliatto. Per quanto mi riguarda si è posto fuori dal Partito. Però non sopporto le accuse verso la sinistra che piovono in queste ore. Se il governo è in questa situazione non è certo per colpa della sinistra, ma per certi personaggi candidati dalla parte moderate che amano saltare da una parte all'altra senza troppi rimorsi di coscienza. Vi dice qualcosa De Gregorio dell'Italia dei Valori? E Pininfarina, e Andreotti??? Tutti riconducibili alla sinistra radicale. La verità e che le trame centriste anche questa volta hanno portato a questo risultato. Le dichiarazioni di Casini e di Follini stanno li a dimostrarlo. Niente cambi di sponda, ma in una situazione così delicata per il Paese, ci vuole un carico di responsabilità che siamo pronti ad assumerci, purchè si rompa con i partiti comunisti. Questo Casini. Per un Paese di qualunquisti quale l'Italia mi sembrerebbe un giusto epilogo. E se questa volta ci salveremo sarà per la prossima.

I numeri della votazione

Facciamoci due conti : Presenti al senato 319, votanti 318 (il senatore Rossi ex-Pdci non ha votato pur presente mentre Turigliatto si era dimesso) quindi il quorum (che si calcola sui votanti) era 160, i si sono stati 158 e si è andati sotto.
Se Turigliatto e Rossi avessero votato a favore avremmo avuto 320 presenti e 160 si MA il quorum sarebbe stao di 161 e il governo sarebbe andato sotto lo stesso! Sarebbe servito anche un voto di un altro senatore a vita.

Lo ha urlato, strillato, con tanta rabbia repressa nelle corde vocali. Manuela Palermi, capogruppo dei senatori Verdi-Pdci, dopo l'esito della votazione, è sbottata: "Hai visto, stronzo?". L'epiteto era rivolto al senatore Rossi che non ha partecipato alla votazione sulla politica estera del governo. Mettendo così in crisi Governo e maggioranza. Ma la capogruppo dei senatori Verdi-Pdci non è stata l'unica.
Qualcosa di irripetibile lo ha urlato anche Loredana De Petris, ma a quel punto non serviva a niente. Perché anche con il sì dei dissidenti Rossi e Turigliatto il risultato non sarebbe cambiato perché il colpo a sorpresa della Cdl è riuscito in pieno, con un lavoro certosino cominciato già da qualche giorno. Nella notte è stato spostato il voto del senatore De Gregorio che alla vigilia annunciava il suo sì e poi ha votato no. Si è spostato anche il voto del senatore a vita Andreotti che aveva assicurato il suo sì condizionato, però, alla relazione di D'Alema che evidentemente non gli è piaciuta. Ma il vero colpo di teatro è stato l'ingresso in aula di Sergio Pininfarina che mancava da mesi (dal giorno del sì al governo Prodi) in aula. Appena arrivato, pochi minuti prima del voto, si è seduto tra i banchi di Forza Italia. A nulla è valso il tentativo di persuasione di Valerio Zanone, liberale come lui e suo vecchio amico, oggi nelle fila dell'Ulivo.
Al momento del voto, quando ha visto la luce bianca sul suo scranno, è stato proprio Zanone ad avvicinarsi a Pininfarina. «Ma cosa fai!», gli ha urlato, «Cambia voto», suscitando le ire dei forzisti che lo proteggevano con il proprio corpo. Sono volati fogli di carta e parole grosse. Zanone ha perso il proverbiale aplomb, ma Pininfarina ha resistito. Massimo D'Alema invece non si è mosso, è rimasto impassibile. Ha anche ascoltato i cori del centrodestra: «A casa, a casa», poi un più esplicito «dimissioni, dimissioni».

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categoria : nazionale

postato da andrij83 alle ore 21:15
mercoledì, 21 febbraio 2007

C'hanno tirato l'amo e abbiamo abboccato. Ora voglio vedere cosa cavolo cambierà.

rif%20(35)Sono d'accordo con le dichiarazioni di Alfonso Gianni della prima ora: "Si tratta di un risultato contro noi del Prc, oltre che contro il governo. Non mi pare un incidente di percorso. Ora ragioniamoci sopra contando fino a 10 prima di prendere ogni decisione definitiva". Troppo scomodi, troppo coerenti. Guarda caso sono rispuntate fuori le BR. Sarà stato un caso? Io credo di no e si sa che a pensar male spesso ci si azzecca. Anche perchè come ha detto bene qualcuno, se le Brigate Rosse esistessero davvero, ne farei parte. Sono d'accordo con il documento del Partito di queste ore. Mi spiace ma Turigliatto si è dimostrato inadatto a tale ruolo. Sono dell'idea che dovrà essere espulso dal Partito. Rimarrà un compagno e uno dei migliori, ma le sue idee non sono compatibili con le scelte di Rifondazione Comunista. Io sono sempre stato e continuerò ad essere per il "centralismo democratico". Penso che sia comunque più un credo personale che non un fattore imponibile. Anche se Rifondazione vi ha rinunciato negandolo perfino nel suo statuto, io credo, per la mia formazione leninista, che le battaglie si facciano nel partito. Al suo interno si può dissentire, e io lo faccio ampiamente (riporterò tra qualche giorno il mio intervento alla conferenza di organizzazione), ma una volta che il Partito sceglie una linea si porta avanti quella. Poi al congresso successivo si fanno i conti e si cambiano, se c'è chi ne ha la forza, i rapporti di forza. Il compagno Turigliatto ha sbagliato. Avrebbe dovuto dare le sue dimissioni all'interno del Partito, magari convocando un CPN strordinario. Lì avrebbero avuto un significato politico e si sarebbe potuta sviluppare una discussione vera. Così, ha fatto solo il gioco di chi vuole ricreare questo "grande centro" magnone facendo fuori Rifondazione e la sinistra alternativa. Per carità, non condivido neanche le parole di Russo Spena e le sue grandi lodi alla politica estera dell'Unione. Sono convinto che l'Afghanistan abbia rappresentato e rappresenti ancora un errore. Sono convinto che il terrorismo e le sue cause vanno ricercate altrove. Ma sono convinto anche che far cadere il governo in questa fase riconsegnando il Paese ad una mandria di non so bene cosa, non sia la scelta più giusta. Anche in questa fase mi sono ritrovato con Fosco Giannini, area Essere Comunisti (la stessa mia per chi ancora non lo sapesse). Il suo intervento lo riporto perchè penso che esprima bene il sentimento di chi è convinto che la guerra e la politica di guerra, ma non solo, dell'Unione facciano schifo, ma che quella della destra non sarà nulla di migliore. Comunque, resto convinto del fatto che alla fine si andrà avanti. Quello che mi preoccupa è quel cazzo di UDC e di Follini. Ah, maledetti vecchi democristiani.

Prima di tutto, il comunicato stampa diramato da Rifondazione Comunista (che non condivido in pieno)

“Il Prc ritiene che il governo Prodi debba continuare la sua azione. La gravità del voto che si è espresso oggi al Senato sulla politica internazionale non deve interrompere una esperienza di governo,  proprio nel momento in cui più significativamente si è delineata una linea di discontinuità con il precedente governo, di autonomia e di ricerca di un ruolo del nostro Paese nella direzione della pace”. E’ quanto si sottolinea in una nota della segreteria nazionale del Prc.

 “Riteniamo che questa richiesta sia in sintonia con il sentimento diffuso tra il nostro popolo e nelle associazioni e i movimenti democratici, anche in coloro che hanno dato vita in questi mesi alle grandi mobilitazioni che hanno attraversato il Paese. E’ in questo senso paradossale la distanza che il palazzo ha dimostrato oggi dal popolo reale - continua la nota -  Proprio per questi motivi, il governo Prodi può contare sulla fiducia e il sostegno del Partito della Rifondazione Comunista”.

 Per quanto riguarda, infine, la non partecipazione al voto del senatore Franco Turigliatto – si conclude - la segreteria ritiene il suo comportamento non solo sbagliato ma incompatibile con le scelte e la modalità di relazione dentro la comunità politica del partito. E’ infatti l’atto più antidemocratico e violento utilizzare una postazione di privilegio per cambiare le decisioni e la collocazione politica che il partito e i gruppi parlamentari democraticamente assumono. La segreteria nazionale del PRC valuterà l’ulteriore sviluppo della situazione politica a partire dall’incontro che si terrà fra poco al Quirinale”.

Ora l'intervento in aula di Fosco Giannini. (da applausi)

GIANNINI (RC-SE). Signor Presidente, ministro D'Alema, colleghi, ebbe a dire Robespierre: «L'idea più stravagante che possa nascere nella testa di un uomo politico è quella di credere che sia sufficiente, per un popolo, entrare a mano armata nel territorio di un popolo straniero per fargli adottare le sue leggi e la sua Costituzione. Nessuno ama i missionari armati; il primo consiglio che danno la natura e la prudenza è quello di respingerli come nemici». Così Robespierre; e quanto aveva ragione!

La gloriosa insurrezione del popolo vietnamita contro l'occupazione americana fa parte della storia dell'umanità, ma gli americani vengono respinti di nuovo in Venezuela, in tutta l'America latina, in Iraq, in Afghanistan, mentre in Italia è il nostro stesso popolo, è il popolo di Vicenza, a respingerli. Che Bush ne prenda atto, che ne prenda atto anche il nostro Governo: i marines sono indesiderati, e ciò che resta da fare è concedere il referendum al popolo vicentino.

Nel giugno del 1849 la Seconda Repubblica francese intervenne militarmente contro la Repubblica sorella, la Repubblica Romana di Giuseppe Mazzini, per riportare al trono Pio IX. Sono certo che un Berlusconi o un Buttiglione dell'epoca avrebbero cantato le lodi all'armata francese. Ma ho il timore che anche un governo Prodi dell'epoca avrebbe accettato l'intervento armato come realpolitik. Da sempre i poteri imperialisti e colonialisti mascherano con la più aurea retorica i veri motivi - quasi sempre sordidi e inconfessabili - delle loro aggressioni militari.

Chi ricorda il motivo per cui fu attaccato l'Afghanistan? Dopo le Torri gemelle si doveva catturare Bin Laden, non dichiarare guerra all'Afghanistan. Ebbene, mi chiedo: perché per catturare un uomo occorre strutturare una guerra di così una lunga durata (sino al 2011, ministro Parisi?), perché si deve distruggere un intero Paese, affamare un popolo, perché si devono ammazzare oltre 200.000 afghani, di cui l'80 per cento civili? E mi chiedo ancora: i Governi italiani sono oggettivamente complici di questo genocidio?

È del tutto evidente che i giganteschi B-52, che per la loro grandezza oscurano i piccoli villaggi dei pastori afghani, prima di seminare la distruzione e la morte non sono in Afghanistan per cercare Bin Laden. Sono lì per garantire la penetrazione americana in quella Regione. Sono lì per il controllo delle vie del petrolio. Sono lì per estendere la presenza della NATO e la presenza militare americana nel cuore dell'Asia, ai confini del Pakistan e dell'Iran, soprattutto ai confini della Cina, avversaria strategica e storica degli USA.

È la guerra «infinita e permanente» che si estende e prende corpo! Mi chiedo: il Governo italiano non è complice - restando militarmente in Afghanistan - di questo sciagurato progetto USA di guerra «infinita e permanente»? Non aiuterebbe invece con una uscita strategica dall'Afghanistan la distensione internazionale, lo stesso partito democratico americano, lo stesso movimento per la pace americano?

Avverto da tempo che questo Governo che dovrei sostenere non riesce a liberarsi dalla subordinazione agli USA, alla NATO, all'Unione Europea, al nefasto Patto di stabilità, al Vaticano, alla Confindustria e ai poteri economici forti italiani.

Da 15 anni il capitalismo italiano registra i più alti picchi di profitto della storia della Repubblica. Da altrettanti anni sono bloccati i salari, gli stipendi dei lavoratori e le pensioni. Anche con il governo Prodi non si riesce a ridurre la miseria di massa e il disagio sociale. E mentre si innalzano a dismisura le spese militari si mettono i ticket sul pronto soccorso.

Sono un dissidente e dovrei votare contro il governo Prodi. (Applausi ironici dal Gruppo AN). Tuttavia da tutta la mia vita è dalla destra che soprattutto dissento tenacemente e non posso regalare il Governo a questa destra italiana, pericolosa e dal carattere eversivo, antioperaia e antidemocratica. (Applausi ironici dai Gruppi FI e AN ).

È una scelta, questa mia, sofferta, difficile.

Voterò ancora a favore di questo Governo che quasi nulla ha di alternativa sociale e politica. (Commenti dai banchi di AN).

Voterò ancora per non far tornare Fini, Castelli e Berlusconi, per senso estremo della disciplina, per non distinguermi aristocraticamente dalle compagne e dai compagni del mio Gruppo che soffrono e lottano quanto me e più di me.

Voterò ancora, ma tutto, tutto, dovrà cambiare; non per me, ma perché la destra non risorga dalle macerie delle nostre incapacità, per la costruzione della pace e per gli interessi del nostro popolo. (Commenti dai Gruppi FI e AN. Applausi dal Gruppo RC-SE.)

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categoria : nazionale

postato da andrij83 alle ore 14:19
mercoledì, 21 febbraio 2007

OST Berlin
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categoria : internazionale, in movimento

postato da andrij83 alle ore 14:33
giovedì, 08 febbraio 2007

sbatezzo

Andrò all'inferno lo so. Ma appunto perchè lo so, ci arriverò preparato. Provo pena invece per chi pensa di andare in paradiso. Ci sarà da divertirsi.

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categoria : nazionale, internazionale, locale, in movimento