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postato da andrij83 alle ore 17:53
sabato, 31 marzo 2007

Continua il presidio permanente sul terreno dove dovrà nascere la centrale a ciclo combinato (Turbogas di Aprilia). Rifondazione Comunista ha assunto in questa lotta un importantissimo ruolo assieme e all'interno dei comitati cittadini, ma anche nelle istituzioni, all'interno della Regione Lazio dove Anna Pizzo, consigliera indipendente eletta con Rifondazione e Ivano Peduzzi, capogruppo del PRC hanno deciso di presentare un ordine del giorno (clicca qui per il testo completo) in cui si chiede al presidente regionale Marrazzo: a] di esigere dal ministro dello sviluppo, Bersani, la sospensione dell'autorizzazione a costruire la centrale turbogas di Aprilia [Latina] finché non si sarà stabilito se e quanto nuoce alla salute dei cittadini; b] di aprire un "tavolo" regionale sull'energia per capire se la centrale è necessaria, visto che la regione produce già il 20 per cento di energia in più di quel che le occorre. La mozione è stata via via firmata da molti consiglieri della maggioranza e dell'opposizione e alla fine è stata approvata, in pratica, all'unanimità. Questa è la dimostrazione di come una sintesi tra movimenti cittadini e il lavoro nelle istituzioni possa portare a qualche frutto, anche se certamente nulla è scongiurato visto che comunque l'ultima parola spetterà a Bersani.

Intanto, il presidio di cui si parlava all'inizio continua e tutti sono invitati a portare il proprio contributo. Ogni giorno si gioca, si mangia, si legge. C'è musica dal vivo e assemblee pubbliche. Insomma una situazione in fermento dove si fa vita da cittadini "attivi e dissenzienti.

No Turbogas

clicca qui per vedere la locandina in dimensione originale

www.noturbogasaprilia.it

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categoria : locale, in movimento

postato da andrij83 alle ore 16:10
domenica, 25 marzo 2007

Absolut Molotov

LENTAMENTE UNA PANTERA SI AVVICINA

GLI HO LANCIATO LA BOTTIGLIA DI BENZINA

DA QUEL ROGO SI E' SALVATO UN CELERINO

MA DI MANO E' GIA' PARTITO UN SANPIETRINO

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categoria : provocazioni

postato da andrij83 alle ore 17:28
venerdì, 23 marzo 2007

Parti di questo post sono presi dall'articolo di Loris Campetti apparso sul manifesto del 2 marzo 2007. Spero che possa trovare più tempo per completare il discorso che tempo fa avevo iniziato in questo blog sul Kurdistan. Con la scusa aggiungo anche un link. Uiki Onlus: ufficio d'informazione del Kurdistan in Italia.

Kurdistan libero!

Abdullah Ocalan sta morendo. Questo l’allarme lanciato dai suoi avvocati. Abdullah Ocalan che dal ’99 è rinchiuso, unico prigioniero, nel carcere di massima sicurezza di Imrali, affogato in un'isoletta inavvicinabile del Mar di Marmara, dopo un rapimento organizzato dai servizi segreti turchi in collaborazione con la CIA e il Mossad, in violazione di tutte le convenzioni dell’Onu. Da un’analisi dei capelli del leader Kurdo emergono dati sconvolgenti: il cadmio e lo stronzio hanno una concentrazione altissima e potrebbero provocare la morte del prigioniero.

Qui a Imrali è stato processato, Apo, qui è stato condannato a morte, sentenza poi trasformata in ergastolo e cioè in morte lenta, per mettere a posto la coscienza di un'Europa complice del regime di Ankara. Qui a Imrali Ocalan è costretto a un gravissimo isolamento, rarissimamente gli è consesso di incontrare i familiari e gli avvocati, le sue condizioni peggiorano di mese in mese e i «medici di regime» si limitano a misurargli saltuariamente la pressione, la temperatura e il peso.

Dal suo avvocato Irfan Dundar, l'ultimo ad aver incontrato Ocalan, apprendiamo che il leader kurdo del Kongra-gel - sano come un pesce al momento dell'arresto - soffre di angina e faringite e ha gravi problemi di respirazione. Ma tutto questo fa parte della «normalità» carceraria di Imrali, dove Ocalan è l'unico prigioniero. Ora la situazione si è fatta molto più grave, al punto di convincere gli avvocati italiani e turchi - che ieri hanno tenuto una conferenza stampa a Roma - a lanciare un grido d'allarme alle istituzioni e all'opinione pubblica internazionali: forse stanno uccidendo il prigioniero. Forse lo stanno «progressivamente avvelenando».

Sei capelli del prigioniero sono stati consegnati al dottor Pascal Kintz in Francia. Si tratta di un'autorità mondiale nell'analisi dei capelli. «Non mi hanno detto di chi fossero - ha precisato nel suo rapporto e ha ribadito dalla Francia in collegamento con la conferenza stampa romana - se non dopo che l'analisi era stata effettuata». Quel che emerge dal rapporto e dal racconto del dottor Kintz è sconcertante, ed è stato confermato da altri due luminari indipendenti, il professor Antonio Oliva dell'Università cattolica del Sacro cuore e il professor Jan Alexander di Oslo. Nel campione prelevato da Ocalan è stata rinvenuta la presenza di 32 elementi, comprese tracce di arsenico, piombo e argento. Quello che più preoccupa, però, è il cromo, presente con una concetrazione 7 volte superiore alla norma, nonché lo stronzio, 100 volte al di sopra della concentrazione media. Ciò spiegherebbe, dicono gli avvocati kurdi Irfan Dundar e Mahmud Sakar, il pesante aggravamento delle condizioni di salute di Ocalan che da tre settimane denuncia, oltre ai problemi antichi, bruciori su tutto il corpo, la pelle che si squama e gravi problemi circolatori alle gambe. Secondo gli esperti che hanno realizzato le analisi e letto i risultati, il prigioniero malato dovrebbe essere subito allontanato da Imrali e trasferito in ospedale dove dovrebbero essere subito effettuati nuovi e più particolareggiati esami. Mentre il cromo3 non è pericoloso, anzi aiuta i processi metabolici, il cromo6 è tossico e addirittura cancerogeno, colpisce il fegato, i reni, la pelle e i polmoni, ha precisato il professor Kintz. La tossicità dello stronzio, invece, non è ancora scientificamente accertata.

L’avvocato Pisapia chiede al nostro governo un intervento risoluto: «E' un dovere giuridico, politico e morale». Ma è la società civile a doversi muovere. E a doversi muovere non solo per Ocalan ma per tutto il popolo Curdo. Nel corso di una manifestazione indetta per la giornata internazionale delle donne circa un centinaio di donne sono state arrestate con l'accusa di aver gridato slogan a favore dei curdi, e specialmente del leader Abdullah Ocalan. Il tribunale di Cizre, nella provincia a maggioranza curda di Sirnak, ha incolpato 92 donne, di cui 31 sono state incarcerate. Il folto gruppo femminista, tra cui vi sono dei membri del principale partito curdo, il Partito per una Societa' Democratica, aveva bloccato la via principale di Cizre e si era rifiutato di allontanarsi dal resto del corteo nonostante l'ordine della polizia. Fatti di questo tipo accadono ogni giorno in Kurdistan, ed anzi, questo è il minimo che può accadere. Probabilmente alcune di loro saranno torturate e rilasciate. Ma la quotidianità è fatta anche di villaggi bruciati e persone assassinate.

In questi giorni è nelle sale il film dei fratelli Taviani sul genocidio degli Armeni condotto dai Turchi ad inizio ‘900. Oggi un altro genocidio è in corso. Possiamo mobilitarci e provare a fermare quanto meno la spirale di silenzio che su questo argomento si fa. Oppure, tra 50 anni potremmo andare a commuoverci davanti ad un film che racconterà il genocidio dei Curdi e a chiederci come sia stato possibile.

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categoria : kurdistan

postato da andrij83 alle ore 13:41
domenica, 18 marzo 2007

Prima di leggere se volete guardate questo filmato. Ad un certo punto della lettura può tornare utile.

Dopo alcuni giorni di malattia finalmente riesco a riaffacciarmi al computer e, ahimè, allo studio.

In questo periodo sto ragionando su una cosa. I partiti comunisti da sempre nella storia si sono distinti da quelli socialisti e socialdemocratici per un elemento, quello rivoluzionario. Mentre gli ultimi hanno accettato di agire all'interno di uno stato borghese e di fare accordi con le forze borghesi progressiste, i comunisti hanno sempre tentato di sovvertire l'ordine attuale. Alla fine la lotta di classe serviva ad affermare il dominio di una classe (quella proletaria) su un'altra (quella borghese).
Partendo da questi presupposti e senza voler allungare troppo il brodo, da 1 a 10 quanto sono comunisti PRC o PdCI? Quanti comunisti ci sono in Italia?

Mi chiedo questo perchè ultimamente mi viene da scontrarmi con alcuni "compagni" che ci danno addosso accusandoci di non essere comunisti. Solitamente amo rispondergli, prendi il fucile e inizia una rivoluzione. Certo, saresti un perfetto Stalinista per almeno due motivi: 1. le rivoluzioni si fanno solo se spinte dal popolo. Oggi non mi pare che il popolo italiano spinga in quel senso. Senza prima un cambiamento culturale non si può pensare ad una rivoluzione; 2. direttamente collegato alla prima, se la facessi e riuscisse come pensi di controllare un popolo che culturalmente non la pensa come te? Servirebbe un pò di oppressione e forse qualche gulag. Almeno questa è la mia opinione.

Mi chiedo queste cose perchè oggi mi sembra che in molti si dicano comunisti solo per motivi identitari, senza nessuna base ideale dietro. A questo proposito mi sono permesso di consigliarvi di vedere il video all'inizio. Mi spingo a certi ragionamenti anche dopo aver letto un'intervista a Ferrando, dove rifacendosi ad alcune dichiarazioni di Bertinotti e a posizioni di Rifondazione afferma: "tra Marchionne e Marcos, preferisco Marx". Su Marchionne ci siamo. Sul Subcomandante Marcos segno tutta la mia distanza invece da un certo tipo di "comunisti" come lui. Per quanto mi riguarda penso che il solo fatto di fondare un partito politico per partecipare alle elezioni all'interno di un sistema borghese-capitalista, per un comunista duro e puro sia già una sconfitta della sua posizione ideologica. In molti lo giustificano dicendo che appunto la rivoluzione non è possibile e che quindi bisogna utilizzare i mezzi del nemico per arrivare al potere e cambiare la società. Ma come diceva Allende: "chi dice di combattere una dittatura dal suo interno né è già complice". Quindi, pessima scusa. Il fatto è che oggi la situazione è cambiata, ed è cambiata di molto. Sono nate e cresciute istanze che il pensiero marxista non poteva considerare. L'ambiente, alcuni tipi di diritti civili, l'autodeterminazione e il riconoscimento di popoli indio costretti a 500 anni di massacri, deprivazioni e repressioni. Non cogliere queste tematiche significa porsi fuori dalla realtà, dalla storia, ed essere condannati a trasformarsi in una nicchia di nostalgici in via d'estinzione.

Domenica scorsa Bertinotti era ospite da Fazio a chetempochefa (il video in streaming). Non mi è sembrato abbia brillato come era solito fare, ma una cosa interessante l'ha detta. Una cosa che ho sempre stimato in Bertinotti e penso che abbia stimato chiunque è iscritto a Rifondazione, è la sua grande capacità di richiudere in poche parole un intero movimento di idee. Così, ad un certo punto dell'intervista ha affermato: "LA RIVOLUZIONE NON E' LA PRESA DEL PALAZZO D'INVERNO, LA RIVOLUZIONE NON E' IL POTERE, E' LA TRASFORMAZIONE DEL POTERE".

Il problema è che Marx al centro delle sue analisi ha sempre posto il cambiamento economico come base di quello sociale e politico. Ma oggi siamo davvero sicuri che non dovrebbe essere il cambiamento sociale e politico a cambiare quello economico? Io credo di si. Per quello Marx rappresenta sempre la mia base ideale, ma penso che Marcos o Evo Morales, rappresentino quelle nuove dinamiche di trasformazione del potere. Un potere allargato, partecipato e restituito a coloro che nonostante maggioranza per secoli ne erano stati tenuti lontani.

Avrei voluto scrivere un post che riguardasse la politica italiana, ma mi sembra davvero una cosa troppo misera su cui ragionare. L'unica cosa che posso dire è che preferisco un finto governo di centro-sinistra ad un governo di Piduisti. Che preferisco assumermi la responsabilità di governo e non sprecare il mio tempo solo a protestare. Dopotutto 60 anni di proteste dal PCI ad oggi non mi pare abbiano fatto dell'Italia un Paese migliore. Comunque molto peggio di Paesi che partiti comunisti non ne hanno mai avuti ma che hanno avuto invece brillanti socialdemocrazie.

Visto tutti questo forse qualcuno penserà che non sono comunista. Parti della canzone di Gaber: Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda. / Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi. / Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera./ Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana. / Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri. / Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita. / Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

Questi sono essenzialmente i motivi per cui oggi mi sento e mi dico comunista. Se qualcuno penso non lo sia, non fa niente. Non ho bisogno di sentirmelo dire.

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categoria : nazionale, internazionale, locale, in movimento, pensiero e dottrina

postato da andrij83 alle ore 14:44
domenica, 11 marzo 2007

Spero capiate lo spagnolo. Approfittando di questa escursione per l'America Latina, vi segnalo anche il bannerino che ho messo nella colonna di destra per sostenere la candidatura di Evo Morales premio Nobel per la pace 2007.

Bush TerroristaEl 8 de marzo, George W. Bush inicia una gira por Brasil, Uruguay, Colombia, Guatemala y México. El viaje de Bush estará marcado por masivas manifestaciones de repudio en cada uno de los países que visitará. Nada bueno para nuestros pueblos se trae Bush entre manos.

Después del estrepitoso fracaso del ALCA en Mar del Plata hace 2 años, y frente al prestigio creciente de la propuesta de integración solidaria lanzada por Cuba y Venezuela en beneficio de los pueblos del continente, el ALBA (Alternativa Bolivariana para América Latina y El Caribe), el jefe del imperio pretende venir a contrarrestar el desarrollo de esta iniciativa y, en particular, a obstaculizar al gobierno del Presidente Chávez sus fluidas relaciones con los gobiernos de la región.

Actualmente Bush enfrenta uno de los momentos de mayor debilidad y desprestigio al interior de su país y a nivel internacional. Su política de guerra ha despertado un gran repudio a nivel mundial que se evidenció en el potente movimiento contra de la guerra, que hoy cobra verdadera masividad en los Estados Unidos.

Expresamos nuestro apoyo decidido a todas las manifestaciones populares que se llevarán a efecto en los cinco países cuyos pueblos han declarado indeseable a George W. Bush en el territorio de Nuestra América.

Nos unimos a todas y todos los que en estos días levantarán muy fuerte sus voces para gritarle a Bush que la ocupación de Iraq es una ignominia que debe cesar.

Nos unimos a las manifestaciones anti Bush por considerarlo  enemigo de la

vida, de la paz, de la soberanía y de la libertad.

 

PARTIDO COMUNISTA DE CHILE

Santiago, 07 de marzo de 2007. 

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categoria : sud america, internazionale

postato da andrij83 alle ore 15:59
venerdì, 09 marzo 2007

Ogni giorno nel mondo c'è chi muore di stenti. Chi non ha diritto all'istruzione e alle cure mediche. Chi non ha una casa dove vivere.

Nonostante tutto i soldi ci sarebbero per invertire lo stato delle cose presente. Ma si preferiscono usarli in altri modi. Come non essere concordi. Una nuova inchiesta di RaiNews24.

PROTESTERAI CON DOLORE. Il paradosso dell'arma innocua che può cambiare la democrazia di Mario Sanna, Angelo Saso, Maurizio Torealta

L’inchiesta analizza i rischi connessi con l’arma non letale “Active Denial System” detta anche “Il raggio del dolore”, un raggio di microonde che lancia un impulso di pochi nanosecondi alla distanza di circa mille metri, il raggio eccita i recettori del dolore del corpo umano provocando una insostenibile sensazione di bruciore senza apparentemente lasciare traccia. Questo sistema d’arma non letale è stato presentato dal Dipartimento Interforze per le armi non letali del Pentagono lo scorso 24 Gennaio. I ricercatori inglesi intervistati da Rainews24 lanciano l’ allarme: questa arma potrebbe modificare la libertà d’espressione del dissenso. L’ invisibilità e l’assenza di conseguenze visibile sulle persone colpite , renderebbe impossibile qualsiasi responsabilità legale nel caso di uso improprio.

I ricercatori intervistati dubitano anche della pretesa non letalità del “Raggio del dolore”, mancando dati degli effetti biologici nel medio e lungo periodo e delle conseguenze sul sistema nervoso centrale, sugli occhi e su altre aree del corpo .

Gli intervistati fanno spesso riferimento ad un'altra arma non letale :il “Taser”, un apparecchio acquistabile anche via internet che può essere considerato il fratello minore del “Raggio del dolore” in quanto è in grado di lanciare una scossa elettrica di 50 mila volt per cinque secondi alla distanza di alcuni metri. L’inchiesta mostra uno dei tanti video scioccanti rintracciabili sul web che mostra le drammatiche immagini di un ragazzo colpito dallo elettroshock provocato dal “Taser “per il solo motivo di essersi rifiutato di mostrare il suo tesserino universitario. Lo scenario che viene delineato è quello di una modificazione della forma del potere, che potrebbe incidere sulle regole democratiche, se l’uso di questo sistema non sarà disciplinato secondo il più alto livello di garanzia dei diritti umani . Uno degli intervistati ha anche espresso il sospetto che la sperimentazione di questa arma sia stata appaltata a Paesi con un livello di garanzia dei diritti civili minore degli standard europei.

La possibilità che queste armi, al momento molto costose , possano con il tempo essere disponibili sul libero mercato, crea una forte preoccupazione per chi vuole mantenere alto il livello di libertà e di espressione democratica nei propri Paesi.

http://www.rainews24.it/ran24/inchieste/26022007_armainnocua.asp

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categoria : media

postato da andrij83 alle ore 14:42
giovedì, 08 marzo 2007

Da sempre le lotte delle donne hanno rappresentato uno straordinario strumento di emancipazione per l'umanità tutta. Essenziale il loro ruolo durante tutto il '900 per le conquiste che quel secolo ha visto. Fondamentale il ruolo delle donne nella Rivoluzione Russa. L'8 marzo 1917 durante la "rivoluzione di febbraio" le operaie di Pietroburgo scesero in piazza e manifestarono contro la guerra e per chiedere pane per i loro figli. Fu una spinta necessaria per la "rivoluzione d'ottobre" e la liberazione del popolo russo.

O il ruolo delle donne, non troppo spesso richiamato, nella lotta partigiana e nella liberazione dell'Italia dal nazi-fascismo.

Ancora, il loro ruolo nella battaglia per l'aborto e più in generale per i diritti civili di cui oggi l'Italia e il suo popolo può vantare.

 

Come dicevo in un commento al post precedente, oggi la festa della donna si è trasformata in folklore. Chi sa da cosa è scaturita? Eppure tutti dovremmo sapere chi ha dato origine alla giornata internazionale della donna: Clara Essner sposata Zetkin, socialista, tedesca di nascita.

Il luogo di nascita è Copenaghen, 27 agosto 1910 e si tratta di una mozione letta alla II conferenza dell’Internazionale Socialista

 

La mozione recita: “In accordo con le organizzazioni di classe e sindacali del Proletariato, le donne socialiste di ogni nazione organizzano nei loro paesi, ogni anno una giornata delle donne che in primo luogo serve come agitazione per il diritto al voto femminile. La richiesta deve essere considerata alla luce del suo rapporto con l’intera questione femminile espressa dalla concezione socialista: La giornata della donna deve avere un carattere internazionale e deve essere preparata con ogni cura”.

 

Per la festa della donna di quest'anno come assessorato abbiamo proposto all'amministrazione comunale di superare le banali mimose e di regalare a tutte le dipendenti qualcosa di diverso.

Questo:

Iniziativa comune per le donne

 

In occasione della giornata della donna l'Amministrazione Comunale ha deciso di sostenere la campagna "Riscriviamo il futuro", con cui l'organizzazione internazionale Save the Children intende assicurare entro il 2010 l'istruzione di qualità ad 8 milioni di bambini che vivono in contesti di guerra.

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categoria : nazionale, internazionale, locale