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postato da andrij83 alle ore 17:23
sabato, 09 giugno 2007

Leone (23 luglio - 22 agosto): 

«La geografia del tuo cuore sta cambiando. In alcune zone sta scomparendo la linea costiera. In altre sono emerse nuove isole dal mare. I confini si stanno spostando a causa della scomparsa di alcuni paesi e della nascita di altri. Anche il clima sta cambiando: dove un tempo c'era il gelo tutto l'anno cominciano a soffiare venti caldi, e negli ecosistemi dei deserti si sta sviluppando un clima monsonico. Strade che un tempo portavano al centro dell'azione hanno perso importanza, mentre alcune vie periferiche sono diventate arterie principali. Tieni conto di tutto questo per ridisegnare la tua mappa, Leone. Aggiornala in base ai nuovi paesaggi del tuo cuore». INTERNAZIONALE

Non ho mai creduto negli oroscopi e continuo a non crederci. Non credo neanche in quello di internazionale. Però lo leggo spesso. E' divertente e non pretende di essere illuminante come gli altri.

Comunque, leggere quest'ultimo è stata un'illuminazione... Oggi sono due mesi che la mia vita è stata sconvolta (in senso positivo). I lettori abituali di questo piccolo blog se ne saranno probabilmente resi conto. Il fatto è che, strade che un tempo portavano al centro dell'azione hanno perso importanza, mentre alcune vie periferiche sono diventate arterie principali. Su queste vie ha cominciato a soffiare un vento caldo. Così, in questo ultimo periodo mi sono fermato un attimo a riflettere e a tentare di capire un pò di cose. Tutto è stato così improvviso da aver per l'appunto stravolto quella che era la direzione che avevo impresso alla mia vita. E' ho capito che le priorità sono cambiate, radicalmente.

Così, ho deciso di chiudere questo spazio. O meglio, di lasciarlo aperto non scrivendoci più. Cmq, non più nei prossimi mesi. Quando decisi di creare questo non-luogo, non pensavo sarebbe durato così tanto. Venivo fuori da un intenso periodo politico. Da quando feci la tessera fu un lento crescere di impegni. Il 2005, con il congresso di Rifondazione dove giravo giornalmente per andare a presentare la mozione della mia area (essere comunisti), pensavo fosse l'apice. Invece l'impegno è cresciuto ancora di più. Fino ad arrivare al punto di ritrovarmi a fare anche 5-6 riunioni a settimana. Chiaramente tutto questo si è ripercosso sulla mia vita universitaria. 9 esami il primo anno, 7 il secondo e il terzo, 5 il quarto e quest'anno, fino ad ora, solo 3. E si è ripercosso anche sulla mia vita privata alla quale ho sempre lasciato poco spazio.

Fino al 9 aprile per l'appunto, quando si è fatta prepotentemente sotto. Così, in questi due mesi mi sono in qualche modo barcamenato nel tentativo di trovare tempo per tutto. Ma mi sono reso conto che, se non voglio mi venga un'infarto, non posso continuare così. E poi, a dire la verità, tante cose neanche mi interessano più come una volta. Sto aprendo gli occhi su un pò di cose.

Ho così capito che, tante cose di cui vorrei scrivere ora, non sarebbero adatte a questo spazio. Così preferisco abbandonarlo. Se poi sarà per sempre o per riprenderlo più avanti si vedrà. Voglio sbrigarmi a laurearmi. Voglio concentrarmi sul lavoro. Voglio pensare solo alla mia dolce Creatura.

Questo è quello che mi interessa al momento.

In più, ne sono felice di lasciare questo blog. Non mi piace decaffeinare troppo il mio sè. Non ho mai amato chat, forum, blog, ecc... Mio malgrado su un paio di cose ci sono finito dentro. Sono contento di iniziare l'uscita da questi spazi. Sono a tratti troppo arcaico, ma del resto mi piace esserlo. Non a caso il titolo del mio blog è "il mondo alla fine del mondo". Per i più profani, è la Patagonia. Spesso sento il bisogno di rifuggire da molto di quello che la modernità e il concetto di progresso ad essa intrinseco hanno portato.

Ultima nota a margine. Sarei dovuto essere alla manifestazione no Bush ora. In realtà ha vinto lo studio. Anche questa cosa, il fatto che per la prima volta lo studio abbia vinto sulla politica è un segno di questo tempo.

E' il momento di ridisegnare la mia mappa e di iniziare a percorrere nuove strade che sembra portino verso nord-ovest, più in particolare nei dintorni di Torino.

Per quelli che passano qui solitamente dico solo, ci vedremo sui vostri blog.

A presto. Me.

Bandiera Unione Sovietica

La bandiera che da 4 anni è appesa nel muro sopra il mio letto. Che volete farci, sono un nostalgico.

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postato da andrij83 alle ore 20:28
martedì, 05 giugno 2007

Prosegue il periodo di insofferenza per l'attuale fase storica che si ritrova ad attraversare la sinistra, Comunista e non.
Da tempo vorrei un riavvicinamento con i Comunisti Italiani e con i movimenti. Ho provato a lavorare molto in questo senso, ma mi rendo conto delle difficoltà che questo lavoro comporta.
Da ogni parte, compresa la mia, si pretende di essere i custodi e i portatori della verità. Ognuno a difendere le proprie posizioni (chiaramente non è di quelle ideologiche a cui mi riferisco).
Così osservando il depliant dell'iniziativa della mia area, mi sono soffermato, tra gli altri invitati, in particolare su Nicola Tranfaglia, grande intellettuale in forza al PdCI.
Da qui è partito un ragionamento che mi ha portato a credere che, oggi più che mai, abbiamo bisogno (noi Comunisti) di una profonda discussione che esca fuori dall'attualità e torni ai fondamenti della dottrina.
Mi sono chiesto il perchè io e Nicola Tranfaglia - e come lui tanti altri - la pensiamo allo stesso modo e attualmente però facciamo parte di due partiti diversi.
Mi sono reso conto di quanto stupidi e velleitari fossero e siano i tentativi di cercare l'unità tra le varie "forze". Non perchè essa sia impossibile. Semplicemente perchè, per quanti tentativi si facciano, sarà sempre e comunque una sommatoria di ceti politici. Di cui a mio modesto parere fanno parte anche alcuni leader di movimento.
Tento di spiegarmi.
Il compito degli intellettuali oggi dovrebbe essere quello di ridisegnare - fuori da tutti i partiti o gruppi - una linea ideale capace di guidare il Movimento (Comunista). A mio parere, qui concordo con Sermau, ripartendo da una posizione Marxista-Leninista.
Intorno a questa linea ideale si dovranno sciogliere e ricreare i partiti, non certo attorno a obiettivi programmatici o capi popolo come accadrebbe oggi.
E', credo, dai tempi di Gramsci ormai che non si affronti un discorso serio sui fondamenti della dottrina. Da quasi ottant'anni ci si barcamena più o meno sui temi del momento. Ma qual è seriamente l'idea di società che oggi avanza il Comunismo? Ma soprattutto, come bisogna arrivarci? Con una rivoluzione democratica? Con una rivoluzione d'avanguardia? Penso manchi completamente una teoria organica che affronti i grandi sconvolgimenti che sono accorsi in questi ultimi decenni. Cosa che il movimento Comunista sconta in pieno. Forse sarebbe il caso di assumersi l'onere di ricominciare a discutere di questo.
Scrivo ciò perchè è da un pò di tempo che avverto la necessità di recidere il rapporto che mi lega a Rifondazione Comunista (e alla stupida disputa partito-movimenti) per tornare ad essere un libero pensatore della Sinistra (Comunista, nel mio caso), offrendo il mio apporto a questo cammino.
Non che mi consideri un intellettuale, ma credo comunque di avere delle minime conoscenze da poter mettere al servizio di una discussione più seria di qualsiasi altra oggi se ne faccia.
Anche perchè, non credo al compromesso. In questo sono profondamente Leninista. Credo che la verità universale e la partigianeria, l'atto di prendere parte, non si escludono a vicenda, ma anzi, siano condizione di possibilità una dell'altra. In ogni situazione, la verità universale può essere articolata solo a partire da una posizione profondamente partigiana. Marx e Lenin lo fecero. Fu intorno alla loro verità che si saldò il movimento comunista. Senza compromessi o mediazioni.
A questo proposito - e qui arriviamo alla proposta - ho deciso di aprire il mio blog agli interventi di chi vorrà offrire il proprio contributo.
Contributi che dovranno riguardare discorsi generali sulla dottrina. Quindi, vi prego di astenervi da io movimenti, noi Rifondazione, tu Verdi... i pacs, la guerra, la tav...
Naturalmente il blgo è, e resta personale, nel senso che ogni tipo di contributo lo posterò io specificando, chiaramente, l'autore e qualsiasi altra informazione mi venga richiesta di postare. Per inviarmeli si potrà fare tramite msg privato o e-mail ad uno dei miei indirizzi, questo: mr_white:1983@msn.com (anche contatto msn, per chi volesse. Anche se msn lo uso quasi zero).
Per i post non c'è lunghezza massima. Se sono di 10 pagine si divideranno in più parti. E soprattutto non c'è censura. Al massimo mi dissocerò.
Grazie a chi vorrà contribuire a una discussione di questo tipo. Quanto meno si farà un pò di chiarezza su obiettivi, orizzonti e posizioni al di fuori delle inutili dispute della real politick.
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categoria : nazionale, internazionale, locale

postato da andrij83 alle ore 15:47
sabato, 02 giugno 2007

E' un pò che non scrivo... ma sono in una fase molto impegnata, sia nella vita privata che nella vita politica-lavorativa. In più sento il bisogno di cambiare la natura di questo blog. Già da un pò di tempo era in corso questa evoluzione. Poca attualità, molti più spunti di riflessione, anche attraverso citazione di filosofi o quant'altro.
Sto scrivendo un post, ma richiede molto tempo, quindi non è detto che vedrà la luce a breve.
Questo, serve in particolar modo per giustificare la mia assenza da queste pagine o dalle altre che sono usuale visitare.
Oggi, tra le altre cose sono andato in edicola è - tacci sua - mi sono comprato una rivista bimestrale diretta niente di meno che da Fausto Bertinotti, "alternative per il socialismo". Costa 10 €. La leggerò con attenzione. In più rinnoverò l'abbonamento all'Ernesto, nonostante abbia deciso di seguire, dopo la scissione, la maggioranza di quest'area, oggi Essere Comunisti, a cui mi abbonerò alla nuova rivista che verrà presentata il 7 durante un incontro che reputo molto interessante. Per chi fosse di Roma, vi invito a partecipare (locandina qui).
Tutte considerazione che mi hanno fatto concordare con una parte di un intervento sul manifesto di oggi di Giampaolo Calchi Novati, il quale dice: "La sinistra radicale non ha i mezzi per andare oltre una testimonianza fatta di incursioni su temi o singoli episodi particolarmente sensibili che possono salvare la coscienza ma che non intaccano la sostanza dei rapporti di forza. Alla sinistra, anche a Rifondazione per non parlare dei partiti da one issue come i Verdi, fa difetto una strategia coerente per l'inseme dei problemi interni e internazionali. Quando mai anche a sinistra si osa portare in fondo un contenzioso o un semplice discorso culturale su scelte come il mercato, l'intervento dello stato nell'economia o la redistribuzione delle ricchezze che in teoria potrebbero dare un senso complessivo alle ripicche sui provvedimenti indigesti? La stessa «pace» per rimediare ai travagli della globalizzazione è destinata a perdere punti di fattibilità con l'abbandono del fronte anti-Bush da parte della Francia. Si può continuare a rintuzzare di crisi in crisi la lobby pro-americana senza porre la questione dell'appartenenza a un blocco di potenze e di potere che, a vario titolo, è responsabile della predazione a livello mondiale ed esporta la guerra per difendere una condizione di privilegio, in una fase di estenuante transizione? Le campagne sulle discariche, l'alta velocità o le basi militari vedono la sinistra come fulcro del movimento e ci si compiace quando il suo raggio di mobilitazione, a Vicenza o in Val di Susa, va oltre il recinto della sinistra. Ci si deve aspettare però che al momento di un voto generalista, sul piano locale o nazionale, chi è di destra e ha interessi di destra voti per i partiti della destra, dimenticando le battaglie generose di un giorno o di una stagione".
Il problema è quello. La mancanza di una politica organica o comunque di una vera strada per raggiungere gli obiettivi di cui la sinistra si fa portatrice. Ma poi oggi, quali sono questi obiettivi? Il capitalismo è ancora messo in dubbio? Troppi movimenti non proprio comunisti stanno inquinando il pensiero comunista. L'altermondismo solo per citarne uno. Bisognerebbe capire dove si vuole andare. Io mi sento ancora comunista. Interpreto ancora la realtà attraverso la lente datami da questo movimento di pensiero. Anche per questo ho aderito ormai da parecchio all'unica area ancora apertamente marxista-leninista esistente in Rifondazione. Tra l'altro contestata perchè ha sempre guardato ai movimenti non propriamente comunisti con una certa distanza (anche se non mi pare il termine più appropriato). Ma per il partito è ancora così? A mio parere no. E però mi chiedo perchè continuare a dirsi comunisti? Perchè continuare ad avere nel proprio nome la parola "Comunista" e nel proprio simbolo la falce e martello? E' senza dubbio fuorviante. Allora, visto il congresso che si avvicina voglio tentare di capire quale sarà la mia posizione. Se continuare a dirmi Comunista e quindi a stare nell'attuale area di cui faccio parte, oppure accettare il fatto che Rifondazione sia diventato un partito plurale dove di Comunisti ve ne sono comunque pochi e quindi sposare una linea che proponga di superare nel nome e nel simbolo (nei contenuti già di fatto è parecchio superata la cosa) questo portato ideale dichiarandosi semplicemente un partito di sinistra alternativa e radicale plurale.
Con questo blog vorrei offrire degli spunti di riflessione, quanto meno per provare insieme a chi di volta in volta verrà a commentarlo, ad aprire una discussione seria sulle radici ideali da seguire. Il resto (Pacs, guerra, pensioni...) sarà solo una conseguenza di questo.

Vi lascio con un link: http://www.congresobolivariano.org/ - Movimento per i popoli uniti della Nostra America.

E con una serie di dati in cui mi sono imbattuto sfogliando "internazionale" ieri e "il manifesto" oggi.
Diceva Sepulveda, un morto è una tragedia, mille morti sono una statistica.
Provate a sentire dietro ognuno di questi numeri la tragedia di una vita spezzata. Della storia di un essere umano interrotta senza un valido motivo. Forse il carico di disgusto sarà maggiore.

Israeliani e palestinesi: Numero di vittime dall'inizio della seconda intifada (28 settembre 2000). Dati aggiornati alle 16 del 30 maggio 2007. Tra le vittime palestinesi sono inclusi i kamikaze, mentre non sono conteggiate le persone accusate di collaborazionismo e uccise da altri palestinesi.
Palestinesi: 4.607 - Israeliani: 1.050 - Altre vittime: 77 - Totale: 5.734
Fonte: Afp

La guerra in Iraq: Numero di vittime dall'inizio della guerra in Iraq (19 marzo 2003). Dati aggiornati alle 16 del 30 maggio 2007.
Iracheni: 65.632 - 70.783 - Soldati statunitensi: 3.467 - Soldati di altre nazionalità: 276
Fonte: iraqbodycount.net, lunaville.com

Migranti: Dal 1988 a oggi si contano 8.974 morti tra i migranti nel tentativo di arrivare in Europa. Nel Mar mediterraneo e nell'oceano atlantico sono annegate 6.503 persone. 3.087 corpi non sono mai stati recuperati. Nel Canale di Sicilia tra la Libia, l'Egitto, la Tunisia, Malta e l'Italia le vittime sono 2.023, tra cui 1.209 dispersi.
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categoria : nazionale, internazionale, locale