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postato da andrij83 alle ore 13:15
domenica, 30 settembre 2007

Ricomincio... Avrei voluto ricominciare già alla fine dell'estate, ma poi ho rinunciato. Sono stato sul punto qualche giorno fa di eliminare del tutto questo spazio... ed invece eccomi qui a ripercorrerlo.
Sono tanti i motivi che mi spingono a ricominciare a scrivere.
Questo blog, sono convinto, non ha mai rappresentato un punto di riferimento, al massimo qualche momento piacevole per qualcuno e spero, almeno qualche volta, uno spunto di riflessione. Ma questo dovrebbe essere un blog.
Se scrivo questo è perchè in questo tempo sono successe tante cose in Italia. Quasi tutte, dal mio punto di vista, preoccupanti.
La prima, è il successo di Beppe Grillo e del suo V-day. Tante parole sono state dette e non mi va di annoiare. Vi consiglio solo due link, uno dal blog di Daniele Luttazzi, l'unico vero satiro che io oggi stimi (cliccate qui) e uno dal sito di Carta, che da domani, ci tengo a ricordarlo, lancerà il suo quotidiano on line (cliccate qui). La elenco tra le prime perchè segna quella che da sempre è la più grande virtù italiana (ma non solo) di cui Grillo in questa fase storica si fa portatore, il populismo qualunquista. Da sempre nemico di qualsiasi democrazia. Degno forse di un Peron, non certo di una democrazia dal basso che il nuovo caudillo vorrebbe affermare. Fa male, specie a chi, ogni giorno, con il proprio lavoro cerca di trovare una soluzione alla politica verticista, riavvicinando la gente al controllo dello spazio pubblico (e non solo con il partito). In più, il buon Grillo, cosparge tutto di quel sano giustizialismo, anch'esso tipico di regimi tutt'altro che democratici. Non a caso Di Pietro strizza l'occhio. Più osservatori hanno scritto che soprattutto la sinistra deve stare attenta, perchè quello è il suo popolo. Ma di quel popolo troppi hanno dimenticato cosa voglia dire stare a sinistra. E me la prendo proprio con chi ha firmato quella pseudo proposta di legge durante il v-day. Il problema è che in troppi hanno dimenticato qual è la funzione del carcere in Italia. Quella di recuperare (rieducare mi sa tanto di 1984 di Orwell) e non di recludere e poi ributtare in mezzo ad una strada come e peggio di prima (sul tema del carcere ci tornerò spesso non solo qui spero, di seguito nel post spiegherò). In più non è logico fare di tutta l'erba un fascio. Di un condannato in via definitiva per reati connessi alla mafia chiaro che non mi fiderei, di una persona condannato in via definitiva per aver occupato uno spazio sociale o "reati" affini, si. In più, non credo si possa impedire alla gente di esprimere una preferenza su chiunque sia. La democrazia è imperfetta, si sa, ma se uno volesse votare un mafioso perchè impedirglielo? La legge è fatta dagli uomini. Oggi gli uomini che governano non vogliono far candidare mafiosi. Gli uomini che governavano ieri non facevano candidare nessuno se non gli aderenti al Partito Fascista. Discorso che provocherà reazioni anche disgustate immagino, ma così è. Vivere in democrazia, lasciare il diritto di voto a tutti i cittadini maggiorenni (salvo alcuni casi previsti dalla legge) vuol dire consegnare al popolo il diritto di scegliere chi più lo rappresenta. Limitare questa scelta vuol dire limitare la democrazia. Dico questo perchè io probabilmente sono uno di quelli che limiterebbe volentieri la democrazia. Ma soprattutto sono uno di quelli che ancora aspetta di capire cosa sia la democrazia e su quale basi si valutino le differenze tra Paese e Paese, tra Paese "democratico" (es. Stati Uniti) e Paese "dittatoriale" (es. Cuba).
Potrei andare avanti per ore ma mi fermo qui. E vi invito, prima di continuare a leggere, se non lo abbiate già fatto, di leggervi i due testi che ho linkato su.
Secondo punto. La morsa securitaria del centro-sinistra. Nulla di strano, credo. Sarkozy insegna alla destra quanto alla sinistra. Per vincere bisogna blindare le città, allontanare il diverso, possibilmente fare di tutto perchè se ne torni da dove arriva. Ieri ascoltavo il nuovo prefetto di Roma al TgR Lazio. Parlava di una banda di romeni che hanno terrorizzato coppiette appartate a scopo di rapina. Il prefetto si scagliava su questi esseri che da quando la Romania è entrata nell'UE si sono riversati in massa da queste parti e, che comunque, disonorano anche la loro Patria. Ora non mi soffermo a lungo su quest, ci scriverò un post apposito. L'unica cosa che mi chiedo è: «cos'è l'Europa?»
Terzo punto. Il motivo che mi aveva spinto a chiudere il blog e non vedere in questi spazi, come alcuni cyberentusiasti, dei luoghi di libertà. Tento di spiegarmi. Forse è vero, sono luoghi di libertà, in cui alcune persone si rifugiano, scrivendo quello che credono giusto e lasciando però che le cose che scrivono muoiano su queste stesse pagine, senza far seguire la pratica. Io avevo chiuso perchè era giusto buttarsi sulla pratica. Ora spero di riusciere ad avere il tempo di accompagnare teoria e pratica, altrimenti richiuderò.
Questo per quanto riguarda i motivi della riapertura. Ce ne sono mille altri ma non voglio angosciarmi/vi.

Alcune note a margine. Dicevo che spero presto di non scrivere solo qui. Il fatto è che ho comprato uno spazio web: www.andreaoleandri.com. Spero presto riuscirò a costruire il sito. Tornando a questo spazio, ho cambiato la colonna a lato. In futuro non escludo possa cambiare anche il template, vedermo il tempo e la voglia. Ho cambiato il titolo.
"Il mondo alla fine del mondo". I motivi sono molteplici. Il primo è che il mio mondo non è più alla fine del mondo, ma a 700 km. circa da me. E spero che in un futuro prossimissimo sia a poche centinaia di metri da me. Poi "l'internazionale" comprende anche quella parte di mondo alla fine del mondo. Altro motivo è che non perdo la speranza nel cambiare le cose. Preferisco sostituire quella parte di mondo da cui sarei voluto partire o, forse, mi sarei voluto rifugiare con un messaggio più ottimistico, di un internazionalismo che possa divenire prima o poi realtà. E lo faccio oggi che questa realtà sempra lontanissima.
Ah, tra l'altro sono uscito da Kilombo.



Un pò di sano egocentrismo. La settimana scorsa qui a Pomezia, dopo un decennio, c'è stata la "Festa di Liberazione". Quattro giorni interessanti, faticosi ma anche appaganti. Dibattiti, musica, cucina. La foto è proprio di un dibattito: "Partito, movimenti e partecipazione. Tra confronto e collaborazione". Lo coordinavo io. Gli altri sono: Alfio Nicotra (segretario regionale Lombardia PRC); Claudio Grassi (senatore PRC-SE); Anna Pizzo (consigliera regionale Ambiente e Lavoro); Sergio Giovagnoli (ARCI); Marco Bersani (ATTAC Italia). Altre foto: http://prcpomezia.leonardo.it.
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