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postato da andrij83 alle ore 16:39
mercoledì, 31 ottobre 2007

Tre post in due giorni, di cui due sul locale... E' un record.
Comunque, quest'ultimo è per invitare tutti a partecipare (naturalmente chi è della zona, non pretendo che la gente arrivi da chissà dove) alla presentazione del libro di Marco Bersani sul tema dell'acqua.
Come qualcuno saprà, l'impegno mio e di altri compagni e compagne è stato grande a Pomezia per supportare l'iniziativa popolare di legge acqua pubblica. Dopo l'ottimo esito della campagna, l'impegno continua. Con un gruppo di lavoro di Attac Pomezia per studiare le ripercussioni che il riordino dei sistemi idrici (gli ATO) avrà anche sul nostro territorio. E continuando la mobilitazione in vista della manifestazione nazionale del 1 dicembre a Roma.
Mi spiace per la mia amata Creatura che queste cose si fanno sempre quando lei è a Torino.
Ah, la locandina l'ho fatta io. Mi sto cimentando da autodidatta in photoshop. Quindi, abbiate pazienza. E comunque è piaciuta.

Presentazione libro "acqua in movimento"

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categoria : libri, locale, attac, in movimento

postato da andrij83 alle ore 20:13
martedì, 30 ottobre 2007

Non è che ne avessi molti dubbi su quale sarebbe stato l'esito della commissione d'inchiesta su Genova, ma diciamocielo, un pò ci speravo.
E invece, i democristiani di ferro, molto di destra, attualmente a sinistra per questione di poltrone - l'UDEUR - e gli inseparabili amici di Grillo, i giustizialisti per eccellenza - l'ITALIA DEI VALORI - con la complicità dei vecchi cari compagni socialisti - SDI - oggi insieme ai RADICALI, storicamente forza di destra (avanzata, ma pur sempre di destra) oggi a sinistra, dato preoccupante sull'attuale sinistra, l'hanno affossata votando con il centro destra (o meno coraggiosamente, non presentandosi) in commissione affari costituzionali.
Ai tempi delle dichiarazioni di Fourier, sugli abusi perpetrati alla scuola Diaz dalle forze dell'ordine, Carta fece girare un appello a cui aderire. Si chiedeva la commissione d'inchiesta. Non lo firmai. La commissione d'inchiesta era nel programma. Il mio appello lo firmai con la mia "X" su quella maledetta scheda, sul simbolo di Rifondazione Comunista.
Ci speravo, ma i poteri forti in Italia sono davvero o, comunque appaiono, troppo forti.
E' forte De Gennaro, promosso capo della polizia da D'Alema.
E' forte la magistratura che ha chiesto pene pesantissime per i manifestanti. Pene che non si chiedono neanche per omicidi colposi. Interessante il post sul blog di moltitudini.
E' ancora forte Fini che ha soavemente dichiarato: «
era unicamente una cambiale che si pagava agli amici dei black bloc: alla sinistra più radicale. Tutto il mondo ha visto quello che è accaduto a Genova nel 2001 cioè che gli aggrediti erano le forze di polizia, e gli aggressori coloro che hanno coperture e amicizie in Parlamento e nel governo»
Sono forti tutti quei poliziotti che sono saliti di grado.

Debole è invece la sinistra di governo che chiedeva verità. Debole è la strategia di chi in questo governo c'ha portato convinto che potesse servire.
Debole è la sinistra sociale, lo sono i movimenti, lo sono le migliaia di cittadini - genitori con bambini, anziani, ragazzetti - che in quei giorni si recarono a Genova per far sentire la loro voce e che in cambio rimediarono solo qualche smanganellata (i più fortunati).

Le commissioni d'inchiesta - cito il mio manuale di diritto pubblico, curato da Barbera e Fusaro - sono previste dall'art 82 della costituzione, il quale stabilisce che queste «a) abbiano per oggetto materie di pubblico interesse; b) siano composte in modo da rispecchiare la proporzione fra i gruppi [parlamentari, n.d.r.]; c) dispongono degli stessi poteri dell'autorità giudiziaria. Le commissioni d'inchiesta costituiscono lo strumento più incisivo per approfondire la conoscenza di grandi fenomeni sociali o per controllare l'operato delle pubbliche amministrazioni, avvalendosi dei poteri dell'autorità giudiziaria (per cui le persone da ascoltare non sono meramente "invitate", ma "convocate" e devono intervenire pena essere accompagnate dalle forze dell'ordine) e, data l'eco che esse necessariamente finiscono con l'avere, facendone partecipe l'opinione pubblica: purchè l'oggetto individuato sia di effettiva rilevanza collettiva e il numero delle commissioni contemporaneamente operanti sia limitato. L'inchiesta parlamentare verte sempre su questioni politicamente scottanti [...]; ovvero per far luce su vicende mai chiarite o grandi fatti sociali che preoccupano l'intera collettività nazionale. Tali commissioni possono essere previste con atto monocamerale, ma sono spesso istituite mediante legge: allo scopo di permettere una durata che eventualmente scavalchi la legislatura corrente (le commissioni d'inchiesta monocamerali decadono alla fine della legislatura) e una composizione bicamerale (anche per evitare duplicazioni), e allo scopo (in qualche caso) di attribuire alla commissione stessa poteri che vadano al di là di quelli dell'autorità giudiziaria (ad es. in materia di segreto)».
Detto ciò risulta evidente che per rispettare la proporzione fra i gruppi, della stessa faranno parte sicuramente più membri di AN che di Rifondazione o dei Comunisti Italiani. Che la commissione non è di quelle che può permettersi di violare il segreto di stato.
E' chiaro che la posizione di Fini, o chi per lui, è pretestuosa. Far chiarezza sui fatti del G8, non significa attaccare le forze dell'ordine. Se lui, o chi per lui, è certo di quello che asserisce, che
«gli aggrediti erano le forze di polizia, e gli aggressori coloro che hanno coperture e amicizie in Parlamento e nel governo», lui, o chi per lui, dovrebbe volere per primo la commissione d'inchiesta. Sarebbe una bella vittoria sui movimenti e la sinistra.
Solo chi ha paura della verità non vuole che verità sia fatta.
E' la verità è una sola. Noi la sappiamo. Noi abbiamo la nostra verità e vogliamo che diventi la verità di tutti. Noi non abbiamo paura che dal lavoro della commissione d'inchiesta possa risultare che eravamo noi gli aggressori e i poliziotti gli aggrediti.
Noi continueremo la nostra lotta perchè la commissione si faccia e chiarisca ciò che qualcuno non vuole si chiarisca.
G8 di Genova
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categoria : nazionale, in movimento

postato da andrij83 alle ore 14:05
martedì, 30 ottobre 2007

Visto che questo blog, almeno nelle intenzioni, doveva parlare anche di locale (e inizialmente lo faceva abbastanza), posto un comunicato stampa del mio circolo di Rifondazione. Anche perchè, almeno in questo caso, l'argomento di cui si tratta si può ritrovare in ogni realtà. Locale e globale ormai si affiancano e sovrappongono.

20 ottobre“Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare..."

Bertold Brecht

“Zingari”, “nomadi”, “rumeni”. Vari aggettivi – spregiativi – e comunque in contrasto tra loro (i nomadi per loro stessa natura solitamente sono apolidi, senza cittadinanza, per cui certamente non rumeni) per definire il popolo Rom e Sinti.

Oggi in Italia ve ne sono 150mila e, contro ogni stereotipo razzista del “rimandiamoli a casa”, 70mila sono cittadini italiani e solo il restante provengono dai balcani.

I Rom e i Sinti da centinaia d’anni sono presenti in Europa e la persecuzione nei loro confronti non è certo cosa nuova. Durante i regimi nazi-fascisti 500mila ne furono assassinati. Porrajmos, questo il nome del loro olocausto.

I nazisti li consideravano, al pari degli ebrei, una razza inferiore. Lo sterminio fu preceduto da robuste campagne di stampa, organizzate dal ministro della cultura Josepf Goebbels. L’establishment politico e intellettuale italiano partecipò a questo sterminio con leggi speciali sulla discriminazione razziale e aderendo alle campagne di stampa e di opinione pubblica ispirate da Goebbels.

Oggi, in troppi casi, si assiste a rinnovate campagne in tal senso.

Nonostante le statistiche dicano che il numero di omicidi è al minimo storico negli ultimi decenni, che i furti in casa siano in costante diminuzione, non si fa che parlare di sicurezza. Pomezia non fa naturalmente eccezione.

Durante l’ultimo consiglio comunale si è discusso sul campo nomadi di Castel Romano, lungo la S.S. Pontina.

Su iniziativa di Rifondazione Comunista, col consigliere Boager, e del centro-sinistra, l’ordine del giorno presentato dall’opposizione è stato completamente cambiato.

Si è proposto un approccio che vada verso la chiusura del campo nomadi perché, di fatto l’atteggiamento con questa popolazione è da vedere nell’ottica dell’integrazione e non della segregazione.

Del resto, con questa presa di posizione del consiglio comunale, si è data una risposta anche a quello che è il “pacchetto sicurezza” presentato dal ministro Amato sul quale, in consiglio dei ministri, Ferrero, ministro della solidarietà sociale si è astenuto, rimandando la stessa approvazione del pacchetto a una fase successiva.

Con l’emendamento Rifondazione Comunista e il centro-sinistra hanno voluto cogliere e dare voce anche al sentire di alcune organizzazioni che su questi temi avevano scritto una lettera al Sindaco di Roma. Comunità di Sant’Egidio, Caritas, Arci Solidarietà, Comunità di Capodarco, Jesuit Refugee Service, Servizio Rifugiati e Migranti della Conferenza Episcopale italiana scrivono: “Siamo cittadini di questa metropoli e anche noi crediamo che la sicurezza e la legalità siano un diritto per tutti; anche per Rom e Sinti. Ma dire che l’illegalità a Roma e nelle grandi città sia un problema di rom, immigrati e prostitute ci sembra fuorviante”. Queste associazioni, come noi di Rifondazione Comunista, ritengono che la proposta di risolvere il problema rom costruendo mega campi controllati per 1000 – 1500 persone fuori dal Raccordo, costituisca una palese violazione dei diritti umani. Abbiamo ritenuto – e continuiamo a farlo – che la proposta in sé, come il messaggio che contiene, cioè che accanto ai Rom e ai Sinti non si può vivere sia grave e pericoloso.

Confinarli in aree di questo tipo, con sole a picco sui container, polvere e brecciolino, acqua grigia non potabile e, comunque, solo per due volte al giorno per 10 minuti, nessun presidio sanitario né collegamento autobus, porta con sé solo conseguenza negative. Crollo della scolarizzazione per i più piccoli e devianza, che a volte si traduce in criminalità, per gli altri.

Con il voto sull’emendamento e l’ordine del giorno, Rifondazione Comunista ha voluto esplicitamente dichiarare che un problema sicurezza c’è, ed è quello causato dal lavoro precario; dall’assenza di alloggi; di percorsi e di politiche per l’inclusione sociale; dall’assenza di reti solidali per chi vuole costruire un percorso positivo; dall’impoverimento di un pezzo di società autoctona e migrante.

Rifondazione Comunista ribadisce che la città in cui vogliamo vivere sono le città di tutte e di tutti.

Le compagne e i compagni del Circolo PRC di Pomezia

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categoria : locale, laltro

postato da andrij83 alle ore 19:55
venerdì, 26 ottobre 2007

Russia_1917

Intervento in Aula di Fosco Giannini, senatore Prc-Se, sulla Rivoluzione d’Ottobre.

L’intervento è avvenuto tra la contestazione, tentativi di interruzione e le urla continue dell’intero centro-destra

Signor Presidente, ieri sera, sul Tg2 – “Seconda parte”, ore 20.30, è andato in onda un servizio sulla Rivoluzione d’Ottobre.

Affermo in modo determinato, forte e chiaro che questo servizio è stato una vergogna!

E’ stato esplicitamente detto – Signor Presidente – che la Rivoluzione d’Ottobre è stata solamente un sanguinoso colpo di stato, che ha messo fine alla vera rivoluzione, quella menscevica; che ha prodotto solo nuovo zarismo; che ha gettato la Russia nel sangue e nella violenza; che ha esportato con la forza l’orrore nel mondo; che la Rivoluzione d’Ottobre ha favorito il sorgere del fascismo in Italia; che lo stesso nazismo sarebbe nato per combattere il mostro del comunismo; che la storia avrebbe dimostrato che comunismo e nazismo sono la stessa cosa; che – infine – il comunismo avrebbe “manipolato” i contadini e gli operai italiani.

E per dare forza a tale affermazione, il servizio si è chiuso con le immagini di manifestazioni operaie italiane degli anni ‘50 –‘60 con le bandiere rosse.

Io mi sono alzato in piedi, Signor Presidente, come si alzavano i contadini di Di Vittorio di fronte ai padroni delle terre; mi sono alzato in piedi senza togliermi il cappello per dire a tutti che questo servizio televisivo è contro la democrazia, contro la storia e contro la civiltà.

La Rivoluzione d’Ottobre è stata tra i più grandi eventi della storia dell’umanità. Essa – superando il capitalismo – ha dimostrato, una volta per tutte, a tutti i popoli oppressi, all’intero proletariato mondiale, che i rapporti di produzione capitalistici non sono naturali e dunque eterni ed immutabili.

Ha dimostrato che lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sulla donna non è un destino ineluttabile; che i padroni – come l’aristocrazia francese – non sono figli di Dio!

La Rivoluzione d’Ottobre, Signor Presidente, non favorì il fascismo, ma sconfisse il nazifascismo e spinse masse sterminate – sul piano planetario – a liberarsi dal colonialismo, dallo sfruttamento e dalle dittature fasciste!

E le grandi lotte operaie e contadine di questo Paese furono possibili anche grazie all’ideale acceso dalla Rivoluzione d’Ottobre!

Il comunismo – si è detto – sarebbe uguale al nazifascismo. Si vergognino!

Lo si vede ancora oggi – e sempre si vedrà – la differenza: ancora oggi i fascisti e le destre sono i rappresentanti e i servi fedeli del potere economico e dei signori della guerra; e, come i nazisti di un tempo, hanno in odio i diversi, i Rom, gli immigrati e i comunisti!

Noi, i comunisti e la sinistra, come sempre, per nostra natura ideale, siamo dalla parte della pace e dei lavoratori.

Mi lasci rispondere a tanta vergogna, Signor Presidente, mi lasci parlare con il cuore: viva la Rivoluzione d’Ottobre! viva Antonio Gramsci! viva Giuseppe Di Vittorio! viva i morti di Reggio Emilia! viva il socialismo!


Per vedere il video (in real player) cliccare qui

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categoria : nazionale, internazionale, pensiero e dottrina

postato da andrij83 alle ore 22:59
lunedì, 22 ottobre 2007

20 ottobre 2007La foto è mia

Bella la manifestazione del 20 ottobre. Bella e partecipata. Ha dimostrato che ancora in Italia un popolo di sinistra non sfiduciato, non grillizzato c'è. Ha dimostrato, di questo ne sono felice, che Rifondazione Comunista ha ancora una certa forza organizzativa. Che quando si impegna per mobilitare ci riesce. Ha dimostrato che la sinistra sociale non si è arresa di fronte a questo anno e mezzo di governo orribile e reazionario.

Tutto questo da una parte è un bene. Dall'altra parte però apre parecchi interrogativi e ci carica di responsabilità sulle quali non ci si può non interrogare.
Ci dobbiamo interrogare specie pensando e rileggendo l'inizio dello statuto di Rifondazione: «il Partito della Rifondazione Comunista è libera organizzazione politica della classe operaia, delle lavoratrici e dei lavoratori». Questo significa che cedere sui temi del lavoro, delle pensioni, cedere sul protocollo welfare, significa rinunciare di fatto alla nostra stessa ragion d'essere.
Ci dobbiamo interrogare dopo il no netto dei metalmeccanici, nel referendum indetto dai sindacati. Tanti di quei metalmeccanici erano in piazza con noi sabato. Dobbiamo farlo perchè leggendo alcune delle tabelle che Santoro ha mostrato durante l'ultima puntata di "anno zero" si leggeva un dato inconfutabile su quanto varie categorie di lavoratori versino rispetto alle pensioni che poi percepiranno. I precari versano + 7mld. di euro rispetto al percepito; i lavoratori a tempo determinato +1,5mld. di euro; i dirigenti versano - 2,2mld di euro rispetto a quello che poi prenderanno una volta andati in pensione. Quando si dice che sono gli operai a pagare i lussi di dirigenti e padroni probabilmente non sono solo fantasie di qualche nostalgico della lotta di classe.
Dobbiamo capire quale dovrà essere il nostro comportamento se le nostre richieste di cambiamento che intervengono sia sulla finanziaria che sul protocollo welfare non saranno accolte.
Dobbiamo ragionarci seriamente perchè ciò che accadrà dopo potrebbe essere di gran lunga peggiore. Da più parti si spinge verso un nuovo centrismo. Lo aveva dichiarato Cesa qualche tempo fa affermando che la manifestazione del 20 ottobre significava di fatto la fine del governo Prodi ma che, non per questo, si sarebbe dovuti andare alle elezioni anticipate. Già, basterebbe sostituire la sinistra con l'udc e prodi con un nuovo traghettatore perchè tutto continui sui giusti binari. Sono di oggi poi le dichiarazioni di Peppino Caldarola, deputato ex Ds e neo-veltroniano di ferro. Il deputato democratico profila tre poli per lo scenario politico: Forza Italia-An-Lega; Pd-Udeur-Udc; Cosa Rossa o sinistra radicale, quale classificazione maggiormente corrispondente al clima italiano. In questa direzione vanno anche le dichiarazioni del Sindaco di Firenze, Domenici e il comportamento tenuto da altri rappresentanti del PD in varie parti d'Italia.
Certo, cedere sui temi del lavoro, come dicevo su, sarebbe la fine de facto di Rifondazione, ma uscire dal governo potrebbe significare la fine di ogni esperienza di centro-sinistra in Italia almeno per i prossimi decenni.
Tutto sommato io c'ho pensato. Oggi come oggi, uscirei. Uscirei convinto di ricominciare un percorso con la sinistra comunista e sociale in Italia che porti ad una vera e propria opposizione sociale. Uscirei per ritessere i fili di un unico grande Partito Comunista in Italia che sia da punto di riferimento per chi si oppone al dominio neo-liberista e capitalista.
Qui vengo anche al tema che da troppe parti ho sentito rilanciare proprio partendo dalla manifestazione del 20 ottobre e che, secondo me, la manifestazione del 20 ha proprio affossato. La "cosa rossa". La grandezza della manifestazione ha dimostrato come, le sole due forze comuniste presenti in Italia, assieme a sindacati e sinistra sociale possano smuovere centinaia di migliaia di persone. Ciò nonostante metà di quella che dovrebbe essere la "cosa rossa" fosse stata a casa. La manifestazione se era per cambiare l'attuale politica del governo e, di fatto, contro l'attuale politica del governo (non avrebbe senso voler cambiare ciò che si apprezza), era anche contro la politica messa in piedi da Verdi e Sinistra Democratica che sia nelle dichiarazioni che nei fatti hanno sostenuto e poi votato il protocollo sul welfare.
Quello che rilancia con prepotenza la manifestazione è invece la richiesta di unità che si apre all'orizzonte di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. Sfilare assieme a tanti compagni e compagne, con bandiere diverse dalle mie, ma con una stessa storia mi è sembrato davvero una cosa ancora più inconcepibile di quanto non mi sia sempre sembrata.
E da qui che si deve ripartire. Da un solo e unico grande Partito Comunista. E scusate se appaio ripetitivo.

P.S. Visto che sono stato tre quarti di manifestazione a distribuirne volantini, vi ricordo che il 1 dicembre alle ore 14.30 da piazza della repubblica c'è la manifestazione nazionale "acqua pubblica", per sostenere il percorso della legge di iniziativa popolare, per la moratoria di tutte le privatizzazione e per affermare l'acqua quale bene comune pubblico e accessibile a tutte e tutti. Mi raccomando, dovrà esssere un nuovo 20 ottobre.
   
Comunisti Italiani
Rifondazione Comunista
  













1700522_1700030_partito comunista
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categoria : nazionale, in movimento

postato da andrij83 alle ore 21:22
mercoledì, 10 ottobre 2007

In questo periodo ho riversato tutta la mia attenzione verso i Paesi Baschi. Un pò per il grande amore che provo per quel paese. Un pò per la poca informazione che si fa sulla realtà Basca e, forse, è meglio così visto che quando se ne è distorta e piena di falsità... come del resto quella su Cuba in questi giorni.
L'anniversario della morte del 'Che' è stato un buon pretesto per i media di mezzo mondo di riempire di menzogne Cuba e la Revolucion... Un disgusto che mi ha tenuto totalmente lontano dalla tv per circa 3 giorni... non che di solito la veda di più...
Comunque, tornando al tema del post e, in attesa di un altro post che sto scrivendo in questi giorni, per chi fosse di Roma, venerdì davanti all'ambasciata spagnola di Piazza di Spagna c'è un sit-in per chiedere la liberazione dei membri di Batasuna arrestati nei giorni scorsi.

free batasuna
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categoria : internazionale, in movimento, euskadi

postato da andrij83 alle ore 20:52
lunedì, 08 ottobre 2007

Prima del post una parabola suggeritami dallo spettacolo di Luttazzi che sto guardando mentre scrivo. Un giorno arrivando alla stazione di Santa Palomba - Pomezia, scendo nel sottopassaggio, risalgo per il binario dove arriverà il treno e appena riemerso trovo un cartello... Il cartello di uno di questi gruppi episcopali o pseudo-tali. In grande si leggeva:"La risposta è Cristo".
Vado all'università, il pomeriggio torno e vado al Pucci, un giardinetto dove ci ritroviamo con degli amici (Pomezia è un po' squallida). Lì c'è Diego che mi dice di aver visto il cartello con accanto scritto a penna:"se la Risposta è Cristo la domanda è sbagliata"...
Cazzo, beccato subito. Luttazzi insegna proprio a tutti.

Detto ciò, il post di stasera durerà poco. Però è troppo importante e ho troppa voglia di scriverlo. Ieri cercavo qualche articolo sul Che da mettere nel volantone dei Giovani Comunisti che distribuiremo in questa settimana fuori da qualche scuola. Mi imbatto sul sito www.agorapisa.it. Trovo questa notizia che riporto:

Salvatore Stefio rinviato a giudizio per aver arruolato mercenari per l'Iraq
rca news

Uno dei quattro mercenari italiani sequestrati in Iraq nel 2003 (di cui uno, Quattrocchi, fu ucciso dai sequestratori) è stato rinviato a giudizio. Salvatore Stefio insieme a Giampiero Spinelli sono accusati di «arruolamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero»: ovvero, mercenari. I due avrebbero arruolato alcuni degli ex ostaggi italiani sequestrati assieme a Stefio in Iraq nell’aprile 2004 e liberati dopo 56 giorni: Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Fabrizio Quattrocchi – l’ostaggio che poi venne ucciso – sarebbero stati assoldati dalla società Presidium, intestata a Stefio e Spinelli, per svolgere attività di intelligence e di supporto all’antiterrorismo a servizio di uno stato straniero. Il rinvio a giudizio è stato deciso dalla procura di Bari che, come anticipato da L’Espresso, contesta alla società dei due imputati di autodescriversi come una «società leader nell'addestramento operativo in Paesi ad alto rischio», che offre «corsi di formazione per persone che vogliano intraprendere attività a dir poco peculiari quali la negoziazione per la risoluzione di rapimenti, controspionaggio, piani di evacuazione, ricognizioni, sminamento e bonifica nel territorio, combattimento nella jungla, in ambiente urbano, nel deserto, commandos, controterrorismo, controguerriglia e, addirittura, controsorveglianza (cioè tecniche per eludere la sorveglianza di altri bodyguard, il che vuol dire per scopi solitamente poco edificanti quali il rapimento e l' omicidio della persona protetta)». Per la magistratura barese si tratta chiaramente di servizi di «attacco», e non «soltanto di difesa», come sostengono i legali dei due imputati che promettono di portare in aula testimoni eccellenti come «il premier Prodi e il ministro degli Esteri D'Alema». L'avvocato Francesco Maria Colonna, difensore di Spinelli, prende a difesa del suo assistito il nuovo accordo che il governo avrebbe intenzione di raggiungere con la Aegis Defence Services, «un' agenzia che su larga scala fa esattamente quello che facevano Spinelli e Stefio: lo Stato – secondo Colonna – sottoscrive un accordo per una prestazione che considera essere un reato». Per il procuratore aggiunto Giovanni Colangelo, invece, Stefio e Spinelli, tramite la loro società avrebbero militato «senza autorizzazione» in territorio iracheno al servizio delle forze armate anglo-americane.

Così, giusto per rinfrescare la memoria ha tutti, specie quelli che hanno chiesto la medaglia d'oro al valore per Fabrizio Quattrocchi.
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categoria : nazionale