Prima del tema del post lo stesso avviso del precedente post. Ho messo la musica nel mio blog. Ora, una cosa che ho sempre odiato è la musica nei blog, specie quella che parte in automatico e specie quella che non ha la stringa di comando e quindi non si può disattivare. Detto ciò... voi, compagni e compagne visitatori del mio blog, cosa ne pensate??? Se vi da fastidio parta in automatico la disattivo e ognuno la farà partire solo se vorrà... Partecipiamo questo blog. Datemi il vostro parere.
Cannavò esagera quando dice che è la fine di Rifondazione Comunista. Di certo, però, è stato fatto un passo avanti enorme verso Il voto di fiducia sul protocollo welfare è una presa in giro verso il nostro elettorato, verso tutte le persone che sono scese in piazza il 20 ottobre, verso il Parlamento intero, come ben hanno sottolineato i compagni Burgio e Grassi in un loro comunicato stampa (clicca qui).
Beninteso non credo sia una presa in giro perpetrata da noi di Rifondazione Comunista, bensì dall’attuale governo, sempre più schiavo di confindustria e di pochi senatori in bilico tra destra e sinistra.
«Votiamo per un vincolo sociale non più politico» hanno dichiarato Giordano e Migliore dopo la nostra decisione di votare la fiducia.
Io a questo punto mi chiedo quale sia questo vincolo sociale. Dal momento che il governo ha tradito tutto ciò che aveva promesso in campagna elettorale, tutto ciò che, ancor più, era previsto nel programma dell’Unione, non dovrebbe esistere neanche il vincolo sociale.
Da sempre, da quando ho iniziato a fare politica, ho creduto che sociale e politico si intrecciassero e sovrapponessero.
Che fare politica, che occuparsi della cosa pubblica, significasse occuparsi della società.
Credo che il vincolo sociale e politico allora Rifondazione non lo avesse con il Governo o con Prodi, ma con i suoi elettori. Con il milione sceso in piazza il 20 ottobre; con il milione che ha votato contro nella consultazione promossa dai sindacati tra i lavoratori; con i centinaia di migliaia di precari che da questo governo si aspettavano delle garanzie, di poter vedere il loro futuro con maggiore sicurezza.
Guarda caso in tutti e tre i casi rientro anch’io. C’ero il 20 ottobre; ho votato no al referendum; e ho un contratto da precario a tempo determinato. Una triplice delusione mi arriva dall’approvazione del pacchetto e da questo Governo.
E come me rientrano in queste categorie alcuni dei miei amici che, a fatica, ero riuscito a portare fino a votare Rifondazione Comunista e, che da tempo, mi chiedano cosa sia cambiato. Per chi non segue la politica giornalmente, da dentro, leggere i piccoli passi in avanti non è certo facile. Specie perché i media, complici dei poteri forti e di Confindustria che tengono in pugno questo Governo, non ne fanno menzione. Che sia un tentativo, fino ad oggi ben riuscito, di far apparire come fallimentare l’esperienza della Sinistra Comunista al governo e ti raschiarne via l’elettorato per indebolirla sempre di più? Forse ci dovremmo fermare a meditare su ciò. Il nostro Partito sui media – il mio campo di studi – mi sembra sempre molto distratto.
Certo anche in questo caso c’è lo spauracchio. Questa volta non è solo il ritorno del centro-destra e di Berlusconi, ma è anche lo Scalone Maroni che entrarà in vigore dal 1 gennaio 2008 se non sarà modificato.
Però credo che questa paura ci abbia portato ad approvare nel corso di questo anno e mezzo di governo troppi provvedimenti al ribasso. Di rospi e rospetti ne sono stati ingoiati. Durante la finanziaria, con il rifinanziamento delle missioni, con il pacchetto sicurezza, ecc… Anche se non si può negare che, su alcune materie, piccoli passi avanti non sarebbero stati fatti senza il grande apporto di Rifondazione. Ma qui torniamo al problema di cui parlavo pocanzi.
Ramon Mantovani a suo tempo parlò di referendum interno a Rifondazione per decidere o meno della nostra permanenza all’interno di questo Governo. Non se ne è fatto nulla.
Una cosa che è certa, per uno come me che lavora nella base del Partito, che ogni giorno si confronta con il mal contento della gente, con il malessere socio-economico delle persone – idea restituitami da quanto ogni giorno posso vedere nella mia attività di collaboratore del nostro assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pomezia – il vincolo sociale e quindi politico è da tempo rotto. La verifica di gennaio servirà a ben poco. Non servirà certamente a riavvicinare quella parte di popolo che stiamo man mano perdendo.
Qualche puntata fa di “Anno Zero”, il programma di Santoro, si parlava di lavoro e del referendum sul pacchetto welfare. Un operaio di una fabbrica metalmeccanica del nord, dove i NO stravinsero, intervistato disse che era andato a firmare da Grillo perché non sapeva più che cazzo fare (citazione testuale). In quelle sue poche parole ho sentito tutto il peso della Nostra sconfitta.
Ultima cosa. Io sono un convinto sostenitore del centralismo democratico. Il nostro Partito però lo abolì a suo tempo. Sono un militante convinto che il Partito vada sostenuto anche lì, dove si compiano scelte difficili. In questo anno e mezzo di governo lo ho fatto, a volte anche contro le mie stesse convinzioni.
Oggi però credo che un Partito della Rifondazione Comunista non possa assolutamente difendere né, tantomeno, mantenere in vita un governo che compie queste scelte, senza mutare profondamente la sua ragion d’essere. In questo mi ricollego a ciò che dicevo all’inizio a proposito della Cosa Rossa.
Si potrebbe anche pensare che lo strappo, non si sia voluto consumare, per non rompere il legame che ci lega a Sinistra Democratica nell’ambito Cosa Rossa. Mi chiedo, se fosse mancata la nostra fiducia, cosa avrebbero fatto SD e i Verdi che nel Consiglio dei Ministri votarono a favore del protocollo mentre il nostro Ferrero e il ministro dei Comunisti Italiani si astennero?
Oggi più che mai esprimo la mia vicinanza ai Compagni che, nonostante abbiano votato contro nella riunione del gruppo parlamentare, voteranno in aula la fiducia posta dal Governo sul protocollo welfare, io non ce l’avrei fatta.
Da buon marxista, credo ancora che il comunismo sia il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. E lo stato di cose presente, credo ancora che si chiami capitalismo e neo-liberismo che, tanto centro-destra, quanto centro-sinistra oggi stanno legittimando e praticando.
di Gennaro Carotenuto (www.gennarocarotenuto.it)
Cosa succederebbe in Italia se un pregiudicato romeno ubriaco investisse sulle strisce una signora italiana con due bambini e la riducesse in fin di vita? La risposta è facile, diverrebbe in un lampo prima notizia su tutti i media e molti sciacalli sarebbero pronti a organizzare fiaccolate, a chiedere mano dura, espulsioni e a fare passeggiate vestiti come Humphrey Bogart. Cosa succede se avviene il contrario? Questa settimana ne abbiamo avuto una ATROCE dimostrazione pratica. E i media italiani ne escono in maniera vergognosa.
La storia, nella sua crudezza, è semplice. Il giorno 20 novembre in pieno giorno, nella città di Roma, la cittadina rumena Marinela Martiniuc, 28 anni, attraversava sulle strisce nei pressi di una scuola. Spingeva una carrozzina con suo figlio Elias di appena quattro mesi e teneva per mano sua nipote Adina di 12 anni.
Sono stati spazzati via da un'auto guidata da un cittadino italiano, in evidente stato di ebbrezza, e appena uscito di galera. Il neonato è stato sbalzato a 20 metri di distanza, la piccola Adina ha avuto multiple lesioni alle gambe. La signora Martiniuc è stata per 24 ore incosciente ed in pericolo di vita. Tutt'ora è ricoverata in condizioni critiche.
Nessun giornale o gr o tg ha ritenuto opportuno diffondere la notizia. Questa è stata diffusa oggi, cinque giorni dopo, solo in una lettera inviata da Anna Maffei, presidente dell'Unione cristiana evangelica battista italiana, pubblicata dal quotidiano Il Manifesto.
Maffei invita a una riflessione sul ruolo dei media nella costruzione del clima di insicurezza e di crescente intolleranza e xenofobia fra la gente comune. Ha ragione: i media mainstream oramai formano un compatto partito del pregiudizio e utilizzano il loro sterminato potere per diffonderlo ad arte. Per un'elementare regola giornalistica infatti, se i romeni e solo i rumeni (o i rom che per il giornalista medio è lo stesso) sono tutti stupratori, assassini, ladri, autisti ubriachi, l'ennesimo cane che morde l'uomo non deve far notizia. Ma se è l'uomo italiano (pregiudicato e ubriaco) a mordere la cagna rumena, questa non dovrebbe essere una notizia più del suo stereotipato opposto? Non dovrebbe causare scandalo e vergogna che un nostro connazionale abbia ridotto in fin di vita una donna straniera e due bambini?
Sarebbe un triste paradosso, ovviamente, se solo per questo i media facessero un buon servizio all'informazione. La Maffei centra perfettamente il punto. Oggi i media mainstream, manipolando e scegliendo le notizie in maniera intenzionale, rappresentano un generatore di insicurezza sociale, intolleranza e xenofobia. E i giornali italiani che strillano l'investimento (o lo stupro, o l'omicidio) di una cittadina italiana da parte di un cittadino straniero, ma nascondono il caso opposto e sminuiscono sistematicamente i crimini dei quali gli stranieri sono vittime, vanno definiti per quel che sono: razzisti.
Per turpi fini (politici o commerciali che siano) si stanno prestando a mettere in pericolo la convivenza civile in questo paese e stanno giocando con la nostra democrazia. E' tempo che chi ha a cuore la convivenza civile in questo paese chieda sistematicamente loro conto delle loro intenzioni e malintenzioni. Un altro giornalismo è possibile.
La rivoluzione parte sempre con l’eliminazione del parassitismo presente. Sotto questo punto di vista l’Italia già nel dopoguerra era partita – a mio avviso – malino. L’esilio e un’appendice costituzionale sono figli di una mediazione al ribasso. Tant’è… per 50 anni ha funzionato. Fin quando non è arrivato il centro-destra che - tra un monarchico e un nazionalista stinto - ha eliminato quell’appendice, riaprendo le porte del Regno, perdon, lo Stato al prode regnante.
Così, tra una idiozia e un’altra… Tra un appoggio apertissimo alla Nuova DC per le Autonomie – partito tanto indipendente quanto i 2 milioni di euro che ogni anno riceve da Forza Italia – da parte del bell’Emanuele Filiberto e tutto il resto… siamo arrivati al botto di oggi.
Risarcimenti per 260 milioni di euro per danni morali. Più la restituzione di tutti quelli che erano i beni di casa savoia.
Di fronte a ciò, io ho una contro proposta. Perché non li rispediamo da dove vengono. Certo io preferirei ancora la cara vecchia ghigliottina che tante gioie ha dato a suo tempo… ma con la moratoria sulla pena di morte, non me la sento proprio di andare contro il mio governo… Si è notata l’ironia anche in quest’ultima frase??? Vi prego, ditemi di si.
Tra l’altro visto il caso eccezionale chiudo il sondaggio con 2 giorni di anticipo e ne propongo un altro. Secondo voi, di fronte alla richiesta di casa savoia quel è la giusta soluzione: A) hanno ragione. Risarciamoli; B) ghigliottiniamoli tutti (re e nobili); C) sono pur sempre italiani. Teniamoli ma non cacciamo una lira; D) ricacciamoli in esilio.
Il sondaggio resterà aperto fino a domenica 16 dicembre. Votate! Votate! Votate!
E per chi ieri non avesse visto le iene, consiglio il servizio di Enrico Lucci con il piccolo Emanuele, l'erede al trono d'Italia. Sul sito della trasmissione dovrebbe già esserci.

P.S. Dopo 20 giorni chiude il precedente e primo sondaggio della serie. I voti totali sono stati 23. Così distribuiti: 9 lavoro; 6 diritti degli omosessuali; 4 istruzione; 2 lotta all’immigrazione clandestina; 1 legalizzazione delle droghe leggere; 1 lotta alla criminalità; 0 per ambiente, cooperazione internazionale, disarmo, costruzione UE solidale.
Ognuno tiri le prorie parzialissime conclusioni. Una cosa però la ho appurata. Gente di destra in qualche modo arriva sul mio blog.

El Rey Juan Carlos con el dictador y genocida Francisco Franco
Juan Carlos de Borbón con el dictador y genocida Augusto Pinochet
El Rey de España con el dictador y genocida George Bush