DIRLO IN MUSICA

5 per 1000
Contro il neo-liberismo ATTAC ITALIA CF 91223590372

CHI SONO
Blogger: andrij83
Nome: Andrea Oleandri
"Le condizioni, le circostanze imponevano una rivoluzione (...) Solo la gioventù ha il coraggio, la passione e la purezza per compiere delle vere rivoluzioni". J.P. Sartre
DA DOVE ARRIVO...

...DOVE SONO

essere comunisti

FINO A QUANDO UNA BANDIERA ROSSA NON SVENTOLERA' SUL TETTO DEL MONDO...

A TUTTI COLORO CHE LOTTARONO PER LA NOSTRA LIBERTA'

...FOTOGRAMMI...
www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from Andrea_Oleandri. Make your own badge here.
CONTATORE
*loading* visitatori Locations of visitors to this page
LA MIA LIBRERIA
APRITE I VOSTRI OCCHI

Evo Morales, Nobel per la pace 2007

Supporta la causa di Monfalcone

NO TFR NEI FONDI PENSIONE

ACQUA BENE COMUNE

sbattezzamoci con l'UAAR

Boicotta Coca-Cola

Kurdistan Libero!

LA MIA CREATURA

nella vita bisogna anche divertirsi: - IGUANA CLUB - dei fratelli

www.iguanaclub.it

CHE LI CONDIVIDA O MENO, FREQUENTO QUESTI POSTI

A POMEZIA

DISCLAIMER
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. L'Autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'Autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Alcune delle foto presenti su questo blog sono state reperite in internet: chi ritenesse danneggiati i suoi diritti d'autore può contattarmi per chiederne la rimozione.
BOTTONI
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder
Template by: Pannasmontata

Image by: Andrea Oleandri

Distributed by:
Pannasmontata Templates
and : Non solo template

postato da andrij83 alle ore 21:57
martedì, 19 febbraio 2008

Ora, che il giornalismo italiano sia tra i peggiori al mondo è cosa risaputa ed evidenziata da tutti. Il telegiornalismo ha dato una grossa mano a portare ancora più in basso ciò che era difficile prevedere si potesse peggiorare.
Solitamente non guardo la tv. O comunque limito la visione al meno possibile. Stasera, mentre cenavo, guardavo Scrubs. Purtroppo MTV, come tutte le tv commerciali, intervalla volentieri i programmi con la pubblicità. Solo che io odio le pubblicità. Così solitamente faccio un frenetico zapping. Oggi, durante questo zapping, mi sono imbattutto su due servizi di quelli che dovrebbero essere i tg più prestigiosi della tv italiana: il tg1 e il tg5.
Vi linko i servizi. Mi hanno profondamente disgustato.
Quello del tg5 (LINK) era sulla dichiarazione di Di Pietro sul fatto di togliere canali sia alla rai che a mediaset. Non mi pronuncio sul servizio in sé, tranne per la solita storia che mediaset ha prodotto tanto, ha pagato tante tasse, come a dire che se in italia si fanno fiction, film e le scuole pubbliche ancora hanno i gessi per scrivere sulla lavagna lo si deve a mediaset e che tutto quello finirebbe senza questa azienda. Peccato che secondo questa idea malata di mercato sia proprio la concorrenza il vero fulcro del mercato e il vero motore delle società. Vabbè, ma lasciamo stare questi particolari. Dicevo, quello che mi ha sorpreso per la bassezza dell'informazione è stato l'intervento del direttore del tg5, Clemente J. Mimun, che ha preso le parti di mediaset e si è scagliato contro Di Pietro e il PD di Veltroni e Prodi (sottolineerei questo particolare; nominando Prodi si tenta di dare allo spettatore quell'idea di continuità col governo appena caduto che il solo nominare Veltroni non darebbe) chiedendogli di dare spiegazioni sull'accaduto. Ora, già detto di Prodi, mi concentrerei un attimo su questa richiesta di spiegazioni. Le spiegazioni, le chiedono, al massimo, gli avversari politici. Che il direttore di un telegiornale, si unisca al coro di una parte politica nell'avanzare questa richiesta, esce fuori da qualsiasi logica del giornalismo come informazione. Qui il giornalismo diventa qualcos'altro. Diventa propaganda. Poi, per chiudere il suo intervento il direttore Minum fa vedere la copertina di un prestigioso settimanale straniero che si chiede come l'Italia possa essere arrivata a diventare questo, sommersa di immondizia, e con una classe politica ed un'economia che ristagnano. La cosa grave è che non lo fa cambiando argomento. Lo fa ricollegando tutto al medesimo discorso. Quindi Di Pietro, Veltroni, Prodi, PD, rifiuti, ristagno politico ed economico. Questo è il messaggio che passa. Qui non si parla alla razionalità, ma all'emotività. Cosa che il giornalismo non dovrebbe mai fare.
Veniamo invece al tg1 (il link al servizio il tg1 non lo ha, per cui dovreste guardare il tg delle 20 di oggi, 19 febbraio; è il primo servizio). Il servizio è su Fidel Castro. Ora, a parte le solite menzogne su Cuba e su tutto il resto, e già un servizio dovrebbe essere imparziale e non prendere le posizioni dominanti in una parte del mondo (ma questa è la difesa del pensiero unico neo-liberista), anche qui la cosa che mi ha colpito è stata l'intervista dopo il servizio. Buona prassi prevede che, se proprio non si può fare a meno di dare anche le opinioni - oltre alla notizia imparziale - devono quantomeno essere riportate tutte. Invece, cosa ti combiana il tg1? Intervista ad un dissidente cubano. Che chiaramente butta fango su Fidel e su tutta la Revolucion. Ora, non avrebbero dovuto sentire anche qualcuno che invece vede sotto una luce diversa Castro e la Rivoluzione Cubana? E non dico magari proprio un cubano. Si sa, che i cubani per paura di ripercussioni direbbero che a loro piace la Rivoluzione. I dissidenti, invece, nonostante i miliardi di dollari che prendono dal governo degli Stati Uniti, riescono a mantenere la loro imparzialità. Anche qui, quale notizia è passata? Il regime cubano è cattivo, Fidel è un dittatore crudele e sanguinario. Ma a Cuba, come si vive oggi?
Ahiahiai... dov'è l'informazione in questo servizio? Anche qui, si parla all'emotività. Di informazione razionale, neanche l'ombra. Non devi pensare sul modello cubano. Non si deve iniziare un ragionamento su di esso. La notizia data va assunta acriticamente. Poco importa che la notizia di contenuto informativo non ne avesse.
Ho rimesso Scrubs. Mi sono fatto altre due risate. Già, Scrubs mi fa ridere, è scemo come programma e sa di esserlo, tanto basta. Sicuramente meglio di chi crede di essere autorevole e non lo è affatto. E allora, se proprio Mimun vuole provare a dare una risposta alla domanda del settimanale che fa vedere, io gli consiglierei di iniziare a guardare se stesso e il tipo di giornalismo che mette in piedi. Perchè se è vero che l'Italia è un posto che sta cadendo nel baratro, nessuno, specie l'informazione - pilastro di ogni democrazia - è assolto.
Permalink ? commenti (12)? commenti (12)(popup)
categoria : media, nazionale

postato da andrij83 alle ore 12:27
martedì, 05 febbraio 2008

Tra un mese la Spagna va al voto. La chiesa cattolica non ha perso l'occasione per farsi sentire. Ha stilato una lista di dieci motivi per cui non votare il PSOE di Zapatero. Ora, non è che io sia un seguace di Zapatero, però certo che averlo in Italia non sarebbe male. Poi PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo), la dice lunga già dal nome, rispetto al nostro PD. Comunque di fronte all'attacco della chiesa cattolica Zapatero ha risposto in un modo che non so cosa darei per sentire un politico italiano qualsiasi dire le stesse cose. In parole povere ha detto (lo virgoletto ma vado a memoria): "è un'ingerenza inaccettabile da parte di una religione integralista". Ho sottolineato una religione perchè, se è vero che le parole sono importanti, il fatto di definirla una religione come le altre e non "la religione", ha già di per sè un grande portato. Quello che mi auguro ora è che nonostante tutto Zapatero rivinca le elezioni con un importante scarto, in modo da dare una lezione definitiva alla chiesa integralista cattolica spagnola.

Ma perchè in Spagna tutto questo è possibile e in Italia no? Eppure la Spagna non è di certo un Paese del nord Europa, maestra di democrazia. Ha vissuto fino a quarant'anni fa una delle dittature più lunghe, crudeli ed oscuranti dell'intera Europa, quella di Franco. La chiesa cattolica, proprio grazie agli ottimi rapporti con il dittatore, permea molti aspetti della società. E allora? E allora forse la colpa è della società civile. Probabilmente la colpa è della società civile. Forse proprio il fatto che la Spagna sia uscita da poco dalla dittatura riesce a far apprezzare al popolo le conquiste della libertà. Probabilmente in Italia, in molti, hanno dimenticato il valore della libertà. Ma perchè? Perchè l'Italia è condannata a questa perenne arretratezza. In un libro che sto studiando si prova a dare una spiegazione. Devo dire che aiuta a ragionare. Ne riporto il pensiero. Chiaramente premetto che io la colpa dell'arretratezza dell'Italia non la dò alla politica e ai politici, ma alla società civile. E del resto, alla società civile la dà anche l'autore del libro.

L'Italia è sempre stato un Paese arretrato, dove l'analfabetismo l'ha fatta da padrone. Non toccata nè dalla Rivoluzione Francese e dai suoi ideali illuministici, nè dalla riforma protestante che, convinta che con la bibbia sui propri tavoli i fedeli non avrebbero più avuto bisogno di un prete o del papa che facesse da intermediario, hanno portato all'alfabetizzazione di larghe fasce della popolazione - l'Italia è rimasta indietro. E' così passata dalla controriforma direttamente alla rivoluzione consumistica. Qualcuno ha colto nella tv una scorciatoia verso l'alfabetizzazione. Ma se questo mezzo ha effettivamente diffuso la conoscenza dell'uso colloquiale dell'italiano, non ha favorito una vera e propria alfabetizzazione. A questo si è accompagnata anche la dottrina De Mauro (definiamola così), secondo cui l'italiano insegnato nelle scuole non era più adatto ai tempi moderni. A scuola si insegnavano periodi complessi e parole fuori dall'uso comune. Quindi le persone istruite usavano questi tempi, ad esempio, nello scrivere sui giornali e, le persone meno istruite, non capendo la lingua dei giornali non li leggevano. Di fatto ogni tipo di alfabetizzazione politica era così impossibile. Ma semplificare il linguaggio anche attraverso l'insegnamento non ha avuto gli effetti sperati. Infatti, la lingua, prima che uno strumento di comunicazione, è cultura. Semplificare la lingua significa rinunciare a trasmettere una parte della propria cultura. Ciò porta ad un deficit di razionalità. Anche perchè non si hanno più gli strumenti necessari ad interpretare le difficoltà che in una lingua, lo si voglia o meno, per forza di cose ci sono. Nonostante questa semplificazione dunque l'alfabetizzazione politica non c'è stata. Poi la politica basata sulle immagini, che siano trasmesse dal video o siano le foto di cui i giornali oggi abusano, non hanno fatto altro che aumentare questo deficit di razionalità, non solo tra i cittadini ma tra i giornalisti stessi, che hanno iscritto nel proprio ruolo quello di controllori dello stato democratico. Cosa che associata ai giornalisti italiani fa venir voglia di ridere... per non piangere.

E' dovuto a questo la scarsezza della società civile italiana e dunque, di riflesso, della classe politica. E allora, anche pensare di trovare uno Zapatero in questo Paese appare oggi un miraggio. Così, la politica se ne approfitta. Tanto, chi è oggi in grado di togliere loro potere? O semplicemente di contestarne l'operato? Una società civile che si è fatta imbambolare dal tubo catodico? I giovani che stanno crescendo tra un grande fratello e un'università che più che un luogo di cultura sembra un grande magazzino della conoscenza?

Perchè l'Italia va a rotoli?

Permalink ? commenti (13)? commenti (13)(popup)
categoria : media, nazionale

postato da andrij83 alle ore 13:43
venerdì, 01 febbraio 2008

pciQuesto qui di seguito è un commento - leggermente modificato e riadattato alle circostanze - che ho lasciato ad un post di Moltitudini. A questo è dovuto il suo stile colloquiale. Lo riporto, perchè quel post mi ha spinto ad un ragionamento che fino ad oggi non avevo mai fatto compiutamente su questo blog. E' l'idea che ho io della Sinistra italiana e di cosa dovrebbe essere. Un'idea che ho maturato da tempi lontani, dal G8 di Genova in poi. Un'idea che mi ha spinto ad aderire a Rifondazione, credendola veicolo importante per raggiungerla. Un'idea che, ne sono convinto, avesse anche Bertinotti inizialmente. Ma che poi, non so bene perchè, se per sviluppi nel suo modo di vedere la politica, interesse personale o chissà cosa, ha perso di vista. Per una comprensione maggiore di questo post è, a mio modo di vedere, necessario leggere anche il post di moltitudini (link).

Buona lettura.

La presa di posizione sulla fertilità delle posizioni psiuppine me l'aspettavo, visto il tuo pensiero politico. Cmq, trovo anch'io che abbia prodotto cose molte interessanti quell'area politica. Forse perchè non bloccata dall'eccessiva burocratizzazione del PCI. E dopotutto credo che la parziale convergenza di queste due idee - per molti versi contrapposte - che ci fu in Rifondazione all'epoca della sua fondazione fu un fatto davvero positivo.
Che dire. Posso essere d'accordo che all'Italia sia sempre mancata una forza socialdemocratica seria. Ma questo solo perchè avrebbe potuto eliminare la contrapposizione PCI (Unione Sovietica) - DC (Stati Uniti), che di fatto ha bloccato per tutta la prima repubblica l'alternanza di governo. Il fatto che la DC abbia governato per 50 anni ha fatto si che allungasse le mani su ogni risvolto della società. Di fatto oggi ancora governa. Se vai a vedere i dipendenti pubblici, specie molti dirigenti (non i vertici, ma i capi dipartimento), sono lì messi dalla DC. E a questa mentalità sono legati.
Apparte questo, non vedo e continuerò a non vedere alcun motivo per cui il PCI avesse dovuto abbandonare la sua collocazione internazionale e le sue posizioni.
psiup
D'accordo anche sull'inutile svolta del PDS.
Tra l'altro, proprio stamattina parlavo con un Compagno, approposito della "Sinistra l'Arcobaleno". Del fatto che Bertinotti spinga per affermare una forza socialdemocratica.
Dicevo a lui quello che tu hai scritto approposito del PDS. Ovvero che oggi non avrebbe senso. Una politica socialdemocratica oggi non avrebbe ragione di esistere. Oggi si è andati oltre. O sei liberista o sei anti-liberista. Da questo binomio non si può sfuggire.
Io, l'avrai capito, probabilmente avrei militato nel PCI fossi nato trent'anni prima, però non sono così geloso della falce e martello o del nome comunista. Non è un aggettivo o un simbolo che mi qualificano o squalificano, a seconda di come uno lo voglia vedere. Io sarei anche pronto ad abbandonare tutto questo per un nuovo soggetto, unitario e plurale per usare dei termini in voga.
Ma non per dare vita ad una socialdemocrazia. Durante il congresso del 2005 andando per circoli a presentare il documento congressuale dell'Ernesto, mi soffermavo spesso sul fatto che Bertinotti citasse, nel suo documento e nei suoi discorsi proprio Godesberg. Credo che oggi continuerò a farlo. Perchè si vende come il futuro della sinistra italiana, un'idea di politica nata oltre 60 anni fa e che, negli stessi Paesi dove trovò seguito è difatto affossata. Oggi le socialdemocrazie sono il Labour, l'SPD, il Partito Socialista Francese. Coerentemente con la loro storia si sono evolute. La stessa Die Linke, alla quale Bertinotti guarda con sempre maggiore interesse, non aspira di certo ad essere una socialdemocrazia. Sta creando cose diverse. Per questo non accetta, a nessun livello, compromessi di governo con la SPD. Noi col Partito Democratico siamo pronti a fare lo stesso?
Senza contare che noi dobbiamo fare questo soggetto con Sinistra Democratica che non è mai stata una forza socialdemocratica e che quindi non ha nel suo dna neanche questa storia politica.
Lo ripeto, se sinistra deve essere, dev'essere anti-liberista, all'opposizione, perchè, se una politica riformista e socialdemocratica si poteva sostenere nei confronti del modello capitalista (per motivi legati al modo di produzione, fordista, tutto all'interno di confini nazionali) una politica di riforme del sistema liberista non è possibile. Non almeno su scala nazionale... e neanche europea.

Dopottutto, e chiudo, io oggi sembro l'ultimo dei difensori del comunismo in Italia e quant'altro. Ma per me non è così. Io la mia militanza l'ho sempre fatta anche in associazioni (Greenpeace prima, Attac ora) dove da nessuna parte c'è l'appellativo comunista. Ed è dai tempi della mia militanza in Greenpeace che sono convinto che oggi è possibile trovare il coraggio di superare il vincolo con quell'appellativo, ma per un progetto politico ben chiaro e, con i giusti interlocutori. A mio parere i giusti interlocutori non sono Mussi e Pecoraro Scanio, ma i movimenti alter-mondisti, raccolti attorno ai Forum Sociali.
Ovvio, che non metto in dubbio la natura Partitica e Parlamentarista.

Permalink ? commenti (5)? commenti (5)(popup)
categoria : nazionale, internazionale, locale, pensiero e dottrina