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postato da andrij83 alle ore 14:57
sabato, 17 maggio 2008

Che da qualche tempo il Presidente della Repubblica sia vittima di sindrome da revisionismo storico lo hanno sottolineato in molti, fra cui moltitudini nell'ultimo suo post.
Che quando si parli di nazisti e sterminio si pensi solo agli ebrei e pratica comune.
E', credo, di oggi la lettere che Napolitano ha inviato ai giovani che, da diverse città italiane, partecipano all'incontro Internazionale di Mauthausen, per rendere omaggio a tutte le vittime della tragedia dei campi di sterminio nazisti, una lettera che il 18 maggio sarà letta nel corso del raccoglimento davanti al monumento nazionale italiano e all'urna contenitiva le ceneri trovate il 5 maggio 1945 all'interno dei forni di Mauthausen.
La lettera l'ho letta e mi ha lasciato davvero molto deluso. Così l'ho ripensata. Ripensata, non riscritta. Diciamo che ho scritto quello che mi sarebbe piaciuto sentire da parte di Napolitano. Io sarei stato molto più netto. Ma tanto non sarò mai presidente della repubblica, quindi inutile perderci tempo. La lettera vera la trovate qui (link). Di seguito quello che mi sarebbe piaciuto leggere:

"Cari giovani,
la vostra partecipazione all’incontro internazionale di Mauthausen vi porta molto lontano dalla realtà odierna dell’Europa unita, dell’Europa di pace e armonia fra i popoli, in cui voi avete la fortuna di vivere.
Eppure, non è molto il tempo trascorso da quando questo era un luogo di sterminio di moltitudini di esseri umani: donne e uomini che venivano trasportati da ogni parte d’Europa in questo e in altri “lager” nazisti per trovarvi la morte, come animali condotti al macello. La Shoah, l’eliminazione di milioni di Ebrei, il Porajmos, lo sterminio di centinaia di migliaia di Rom, e ancora l'assassinio di milioni di innocenti solo perché omosessuali, comunisti o oppositori poltici, decisa e realizzata dalla Germania nazista con l’appoggio dei regimi suoi alleati, fu una tragedia immane, che non ha precedenti nella storia d’Europa. Le vittime furono 6 milioni.
Non è facile per voi accettare ciò che è stato, trovare una risposta alle domande che in questo luogo e in questo momento vi ponete.
Sappiamo bene ciò che voi oggi vi chiedete, perché, prima di voi, noi ci siamo posti le stesse domande.
Come ciò è potuto accadere?
Come è potuta scaturire, dall’interno della nostra antica civiltà, e come può essersi imposta a popoli di grandi tradizioni culturali, una tale dottrina di morte?
Come può essere stata organizzata una tale gigantesca macchina operativa per l’annientamento preordinato di milioni e milioni di persone, private della loro identità umana ancor prima che della loro vita?
Sia Primo Levi che Elie Wiesel hanno detto: comprendere è impossibile; conoscere è necessario.
Questo è il compito amaro, angoscioso, che voi oggi affrontate. Vi è stato proposto, e voi avete accettato di compiere, questo pellegrinaggio, nella convinzione che occorre conoscere il passato, affinché esso non possa ripetersi.
Trasmettere, da una generazione all’altra, la memoria del nostro passato non è un rito che si tramanda. E’ un dovere che si ha il dovere di adempiere.
Oggi purtroppo quella cultura di odio che colpisce il diverso, l'estraneo, sta tornando a pulsare nelle vene della nostra fragile società. L'assassinio alcuni giorni fa del ragazzo di Verona, gli assalti e gli incendi dei campi rom nel napoletano, la crescente ondata omofoba nei confronti di gay, lesbiche e transessuali, sono tutte cose su cui ci dobbiamo soffermarci e riflettere.
Non dimenticate che fu la scoperta dei campi di concentramento e di sterminio, insieme con lo spettacolo delle immani distruzioni belliche, e il ricordo delle decine di milioni di morti provocate dai conflitti del secolo, che spinse i sopravvissuti, di tutte le nazioni, a dire: mai più guerre tra noi.
Ieri, 17 maggio, a Verona si è scesi in piazza alzando la voce contro un assassinio frutto della cultura che vede tutto ciò che è diverso come sbagliato e da cancellare, per dire "mai più guerre tra noi". Ieri, in tutta italia e in molte parti del mondo si scende in piazza per celebrare la giornata internazionale di lotta all’omofobia e dire così "mai più guerre tra noi". Proprio in tale data, nel 1990, l’omosessualità veniva cancellata dalla lista delle malattie mentali, mettendo fine a secoli di pregiudizi, violenze e sofferenze. 
Ascoltate queste voci perché toccherà a voi, nel corso della vostra vita, il compito di mantenere viva la memoria delle vittime della guerra e dell'odio e di portare, con impegni ed azioni concrete, in un mondo ancora insanguinato da troppi conflitti, il nostro messaggio di pace".
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categoria : nazionale

postato da andrij83 alle ore 23:19
martedì, 13 maggio 2008

Da una ventina di giorni leggiamo "il sole 24 ore". Credo sia il giornale più no-global che esista in Italia, fuori da ogni ironia. A tratti non serve neanche decostruire gli articoli per poi leggerli sotto un'ottica diversa.
Così, anche stamattina l'ho comprato. E, mentre ero sui mezzi, per andare alla riunione regionale d'area - approposito mi sono ritrovato con compagni che mai avrei immaginato (della corrente DP) - sono riuscito a dargli una letta.

Finmeccanica_LogoA pagina 7 c'era una bella notizia. Era già nell'aria da alcuni giorni. Ma ora è ufficiale. «Finmeccanica [...] il gruppo aerospaziale conquista il colosso Usa Drs Technologies, che per gli italiani significa salire al massimo livello dell'industria militare statunitense ed entrare direttamente nel mercato della Difesa si Washington».

Niente di meno.

Ora, i dibattiti che si possono aprire su queste riflessioni sono due.

BBC Iraq WarPrimo. Perché Finmeccanica, una Spa la cui fetta azionaria maggiore appartiene al ministero dell'economia e delle finanze e, quindi pubblica, investe in un settore chiave per quanto riguarda la Difesa statunitense. Dove per difesa va letto guerra preventiva e dottrina Bush, come del resto anche "il sole" evidenzia in altri punti.
Ma del resto c'è chi, come Attac, ripete da anni che le privatizzazioni tolgono potere di decisione ai cittadini, anche quando le Spa siano a maggioranza a capitale pubblico. Sono un regalo ai privati che, con denaro pubblico, riescono ad ottenere incredibili profitti. Regalo che, anche nel caso di Finmeccanica, viene soprattutto da governi di centro-sinistra, i primi che in Italia abbiano iniziato le grandi privatizzazioni. Quella di Finmeccanica risale al 1993. Ma poi c'è Acea SpA, municipalizzata mista pubblico privato del Comune di Roma, creatura di Veltroni, che oggi punta alla gestione dell'acqua, l'oro blu per cui tra qualche anno ci scanneremo. In questa chiave l'investimento di Finmeccanica sembra lungimirante. Per scannarici avremo bisogno di armi.

Il secondo punto invece riguarda più che altro una previsione per il futuro. Quanto ci metteremo prima di rientrare in una qualche impresa bellica statunitense?

Per giustificare questo punto riporto ampi stralci di un altro articolo sempre a pagina 7 del "sole 24 ore" di oggi. Alcuni di questi stralci servono anche a spiegare cos'è Finmeccanica e di quante cose si occupi.
«Il Wall Street Jorunal ha sottolineato ieri l'eccezionalità dell'operazione discussa: ha attribuito l'avanzata di Finmeccanica anche a quella che ha definito la "scrappy diplomacy" del Paese, una diplomazia aggressiva, indicando come durante il precedente Governo guidato Silvio Berlusconi il premier italiano avesse stretto rapporti di fiducia con la Casa Bianca di Geroge W. Bush.
L'avventura americana di Finmeccanica, di sicura, è di lunga data e da sempre porta con sè una forte componente tecnologica. L'azienda nel settore civile, è tra i principali fornitori di Boeing nel progetto del velivolo passeggeri 787 Dreamliner. Ha operato nelle teconologie ferroviarie Ansaldo Breda e Ansaldo STS (nata dall'acquisizione della United Switch & Signla). Vanta una prtacipazione importante, anzitutto con Telespazio, alla costruzione della Stazione Spaziale internazionale. Nei sistemi per il traffico aereo ha la Selex e nell'elettronica per la sicurezza la Elsag.
Il mercato statunitense , quando si tratta della Difesa, è tuttavia particolarmente cruciale e complesso: il Pentagono spende 625 miliardi di dollari l'anno per le Forze Armate, e anche escludendo le guerre in Iraq e Afghanistan l'investimento è di 500 miliardi di dollari l'anno. Con queste cifre, gli Stati Uniti rappresentano oltre la metà della spesa globale in armamenti e sistemi di difesa.
[...]
L'offensiva sul fronte delle acquisizioni non è l'unico recente vanto del gruppo italiano nella difesa americana. E' ancora fresco il suo principale successo in termini di contratti: la squadra di nuovi elicotteri presidenziali, battezzata US101, messa a punta dalla AgustaWestland grazie a una cordata con il colosso americano Lockheed Martin. Una commessa più delicata di quella per la Casa Bianca è difficilmente immaginabile.
Finmeccaninca ha inoltre un ruolo nel programma joint strike fighter, il caccia interforze, con Lockheed, Northrop e BAE Systems. Ha in corso contratti per il velivolo tattico da trasporto cargo Berlusconi e Bush
C27J, attraverso la Alenia North America assieme alla L-3 Communications. E con la OtoMelara per la fornitura di un cannone da 76 millimetri per la marina. E' poi tutt'ora in lizza, sempre con Lockheed, per una commessa di nuovi elicotteri "search and rescue" destinati all'aviazione statunitense, una fornitura stimata in 15 miliardi di dollari».
Domanda, quanto ci metteremo a rientrare in guerra, che si dovrebbe porre con maggior forza visto che i rapporti politici Italia-Usa ritornano spesso nella pagina.
«A favore del gruppo pubblico italiano hanno giocato i buoni rapporti diplomatici tra i due Paesi, cementati negli anni del Governo Berlusconi, e anche uno sponsor del calibro dell'ambasciatore italiano Giovanni Castellaneta».

Prima di chiudere però, sento la necessità di riproporre la prima domanda. Chi di noi ha deciso che una società per azioni a maggioranza pubblica dovesse fare questi investimenti?

Cesare va a morire... e morirà!

P.S. Per chi volesse approfondire la conoscenza di Finmeccanica segnalo la pagina su wikipedia e il sito ufficiale della Spa. (link) e (link).

P.S. Sono azzerato di cervello. Capace che domattina rileggendolo con calma aggiusterò il mio italiano. Non cambierà comunque la sostanza. Scusate.
Bene, dopo qualche giorno aggiungo una cosa al post ma non ho cambiato nulla. Alla fin fine ho preferito lasciare tutto com'era. Ho tra l'altro, partendo da questo post, aggiunto una nuova tag (categoria): ripubblicizzazioni, da intendere anche come un no alle privatizzazioni.
Questa aggiunta è dettata da un altro articolo che leggo oggi sul "sole 24 ore" a pag. 19. Parla delle nomine nelle aziende di Stato. Ora, riprendendo ciò che dicevo sopra sul fatto che le privatizzazioni, anche quando si tratti di Spa a capitale interamente o anche solo in parte pubblico, tolgano potere decisionale ai cittadini. A partire per l'appunto dalle nomine, fino alle politiche che intraprendono le imprese. Eppure su questo punto non mi pare ci sia un grosso interesse. Così, poco importa se finmeccanica, come da post sopra, investa su arsenali da "difesa" o se Eni sia colpevole di devastazioni ambientali dall'Ecuador alla Nigeria, o ancora se Enel investa sul nucleare in Francia. Si perde la consapevolezza che queste politiche, sono politiche dello Stato Italiano, quindi di tutti noi. Per cui, apriamo gli occhi da subito invece di strapparci poi le vesti per le guerre, specie se in difesa di interessi petroliferi o se in Italia oggi è rilanciato con forza il tema del nucleare. Sono anni che lo Stato italiano investe sul questa politica energetica.
Comunque, dicevo delle nomine. Interessano le più importanti aziende di stato: Alitalia, Eni, Finmeccanica, Enel, Poste Italiane. I nomi già girano e anche le richieste dei partiti. In particolare della Lega che vorrebbe la presidenza di Enel, anche se - stando a quanto scrive il "sole" - poterbbe rinunciare perchè sprovvista dell'uomo giusto, piazzando comunque consiglieri di amministrazione in tutte le controllate.
I giochi politici si fanno anche e soprattutto in questo modo. Accordi sottobanco governo-opposizione e tra gli stessi partiti che di governo e opposizione fanno parte. Inutile dare la colpa alla casta come di certo qualcuno preferisce. Forse, come da sempre sostengo, è il momento di ripensare alla strada che il nostro Paese, dal punto di vista economico e di conseguenza sociale - visto il primato del mercato nel pensiero neo-libersita - ha intrapreso circa 15 anni fa.
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categoria : guerra, internazionale, ripubblicizzazioni

postato da andrij83 alle ore 10:35
venerdì, 09 maggio 2008

E' stato l'ultimo regalo di Prodi.  Dallo scorso 1 maggio le centrali elettriche e le altre infrastrutture critiche potranno essere oggetto di segreto di Stato.

Questo, in buona sostanza, quanto previsto nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emanto in data 8 aprile 2008 con il titolo: "Criteri per l'individuazione delle notizie, delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attività, delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato" (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16 aprile 2008 e che entrerà in vigore il 1 maggio 2008), all'articolo 5 vengono indicate come materie suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato quelle esemplificativamente elencate nell'allegato al decreto, nel quale, al punto 17, compaiono inaspettatamente anche "gli impianti civili per produzione di energia ed altre infrastrutture critiche".

Di seguito riporto il testo del Decreto, che comunque potrete trovare anche a questo link.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 aprile 2008

Criteri per l'individuazione delle notizie, delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attivita', delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato. (GU n. 90 del 16-4-2008 )

  IL PRESIDENTE
                     DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  Vista  la  legge  3 agosto  2007,  n.  124  ed  in  particolare gli
articoli 1, commi 1 e 2; 4, comma 5; 9, commi 1 e 2; 39, 42 e 43;
  Visto  il  regio  decreto  11 luglio  1941, n. 1161 recante: «Norme
relative al segreto militare" e successive modificazioni;
  Vista  la  direttiva  del  Presidente del Consiglio dei Ministri in
data  30 luglio  1985  in  materia di tutela del segreto di Stato nel
settore degli organismi di informazione e sicurezza;
  Visto il parere n. 4247/2007 reso dal Consiglio di Stato - adunanza
della  Commissione  speciale  del  5 dicembre  2007,  richiesto dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Segretariato generale;
  Ritenuta  la  necessita'  di disciplinare con regolamento i criteri
per   l'individuazione   delle   notizie,   delle  informazioni,  dei
documenti,  degli  atti,  delle  attivita',  delle  cose e dei luoghi
suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato;
  Ritenuta  la  necessita'  di individuare con regolamento gli Uffici
competenti  a  svolgere,  nei  luoghi coperti da segreto di Stato, le
funzioni  di  controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie
locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
  Acquisito  il  parere  favorevole  del Comitato parlamentare per la
sicurezza della Repubblica, reso in data 24 gennaio 2008;
  Sentito  il  Comitato  interministeriale  per  la  sicurezza  della
Repubblica;
                               Adotta
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
                               Oggetto
  1.  Il  presente regolamento, in attuazione dell'art.39 della legge
3 agosto  2007,  n.  124,  disciplina  i criteri per l'individuazione
delle  notizie,  delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle
attivita',  delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di
segreto di Stato, nonche' individua gli uffici competenti a svolgere,
nei  luoghi  coperti  da  segreto  di Stato, le funzioni di controllo
ordinariamente  svolte  dalle  aziende  sanitarie  locali e dal Corpo
nazionale dei vigili del fuoco.

Art. 2.
            Segreto di Stato e classifiche di segretezza
  1. Il segreto di Stato e' finalizzato alla salvaguardia dei supremi
ed  imprescindibili  interessi  dello  Stato  di  cui all'articolo 3,
comma 1,   lettere a), b), c)  e d)  del  presente  regolamento,  che
attengono all'esistenza stessa della Repubblica democratica.
  2.  Il segreto di Stato e' distinto dalle classifiche di segretezza
di  cui  all'articolo  42 della legge 3 agosto 2007, n. 124, che sono
attribuite   dalle   singole  amministrazioni  per  circoscrivere  la
conoscenza  di  notizie,  informazioni,  documenti, atti, attivita' o
cose  ai  soli soggetti che abbiano necessita' di accedervi e siano a
cio' abilitati in ragione delle proprie funzioni istituzionali.

Art. 3.
                               Criteri
  1.  Possono costituire oggetto di segreto di Stato le informazioni,
le  notizie,  i  documenti,  gli atti, le attivita', i luoghi ed ogni
altra  cosa  la  cui diffusione sia idonea a recare un danno grave ad
uno o piu' dei seguenti supremi interessi dello Stato:
    a)  l'integrita'  della Repubblica, anche in relazione ad accordi
internazionali;
    b)  la  difesa  delle  Istituzioni poste dalla Costituzione a suo
fondamento;
    c)  l'indipendenza  dello  Stato  rispetto  agli altri Stati e le
relazioni con essi;
    d) la preparazione e la difesa militare dello Stato.
  2.  Ai  fini  della  valutazione  della idoneita' a recare il danno
grave  di cui al comma 1, si tiene conto delle conseguenze dirette ed
indirette  della  conoscenza  dell'oggetto  del  segreto  da parte di
soggetti  non  autorizzati,  sempre  che  da  essa derivi un pericolo
attuale per lo Stato.

Art. 4.
                               Limiti
  1.  In  sede  di applicazione dei criteri di cui all'articolo 3, si
osservano  i  divieti  di  cui all'articolo 39, comma 11, della legge
3 agosto  2007,  n. 124, ed all'articolo 204, comma 1-bis, del codice
di procedura penale.

Art. 5.
                       Materie di riferimento
  1.  Ferma  restando  la  necessita'  di  valutare  in concreto ogni
singolo  caso  sulla base di quanto disposto dagli articoli 3 e 4 del
presente  regolamento, sono suscettibili di essere oggetto di segreto
di  Stato  le  informazioni,  le  notizie,  i documenti, gli atti, le
attivita',  i  luoghi e le cose attinenti alle materie di riferimento
esemplificativamente elencate in allegato.

Art. 6.
                             Apposizione
  1.  L'apposizione  del  segreto di Stato e' disposta dal Presidente
del   Consiglio   dei  Ministri  autonomamente  ovvero  su  richiesta
dell'amministrazione  competente,  tramite  il direttore generale del
Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS).
  2. Le determinazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri sono
comunicate,  per  il  tramite  del  direttore  generale del DIS, alla
amministrazione   competente.   In   caso  di  esito  positivo  della
richiesta,  l'amministrazione,  ove  possibile,  annota  sull'oggetto
dell'apposizione  la  dicitura  «segreto di Stato» in modo che non si
confonda   con   la  eventuale  stampigliatura  della  classifica  di
segretezza.
  3.  Gli  adempimenti  istruttori  di cui ai commi 1 e 2 sono curati
dall'Ufficio centrale per la segretezza (UCSe) ai sensi dell'articolo
9, comma 1, della legge 3 agosto 2007, n. 124.
  4.  Anche  prima  del  decorso  dei termini di cui all'articolo 39,
commi 7 e 8, della legge n. 124 del 2007, il Presidente del Consiglio
dei  Ministri  se  ritiene  che  siano  venute meno le condizioni che
determinarono   l'apposizione   del  segreto  di  Stato,  dispone  la
cessazione  del  vincolo,  anche  su  richiesta della amministrazione
competente, nei modi indicati nei commi 1 e 2.

Art. 7.
                 Conservazione del segreto di Stato
  1. Le notizie, le informazioni, i documenti, gli atti, i luoghi, le
attivita' ed ogni altra cosa coperti dal vincolo del segreto di Stato
sono  conservati  nell'esclusiva  disponibilita'  dei  vertici  delle
amministrazioni  originatrici  ovvero  detentrici  con  modalita'  di
trattazione e di conservazione tali da impedirne la manipolazione, la
sottrazione  o  la  distruzione, fissate nelle norme unificate per la
protezione e la tutela delle informazioni classificate ovvero coperte
dal segreto di Stato.
  2.  La  cessazione  del  vincolo  del segreto di Stato non comporta
l'automatica  decadenza  del  regime della classifica e della vietata
divulgazione.

Art. 8.
            Stati esteri ed organizzazioni internazionali
  1.  Nell'espletamento  della  procedura  di  cui  all'articolo  39,
comma 10,  della  legge  3 agosto  2007,  n.  124,  il Presidente del
Consiglio  dei Ministri si avvale del Dipartimento delle informazioni
per la sicurezza (DIS).

Art. 9.
Funzioni  di  controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie
          locali e dal corpo nazionale dei vigili del fuoco
  1.  Nei  luoghi  coperti  dal  segreto  di  Stato,  le  funzioni di
controllo  ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal
Corpo  nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici
di  controllo  collocati  a  livello  centrale  dalle amministrazioni
interessate   che   li   costituiscono   con  proprio  provvedimento.
Nell'esercizio   delle   funzioni   di  controllo  svolte  presso  il
Dipartimento  delle  informazioni  per  la sicurezza (DIS), l'Agenzia
informazioni  e  sicurezza  esterna (AISE) e l'Agenzia informazioni e
sicurezza  interna  (AISI),  ai  fini  dell'adempimento  da parte del
personale  di  cui all'articolo 21 della legge 3 agosto 2007, n. 124,
dell'obbligo  di  denuncia  di  fatti  costituenti  reato  o  per  le
comunicazioni   concernenti   informazioni   ed   elementi  di  prova
relativamente  a  fatti  configurabili  come  reati,  si  applicano i
commi 6, 7 e 8 dell'articolo 23 della legge 3 agosto 2007, n. 124.
  2.  Gli  uffici  di  cui  al  comma 1 sono costituiti da almeno due
esperti  per  ogni  singolo  settore  di attivita' che possono essere
individuati  nel  personale  medico  appartenente  ad amministrazioni
dello  Stato e nel personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
ovvero  da  altri  soggetti  muniti  di adeguate competenze tecniche.
Tutti  i  componenti dell'ufficio devono essere muniti del nulla osta
di sicurezza al massimo livello.
  3.  In  relazione  ai  luoghi  coperti  dal  segreto  di  Stato, le
amministrazioni  non sono tenute agli obblighi di comunicazione verso
le  aziende  sanitarie  locali  ed  il Corpo nazionale dei vigili del
fuoco  a  cui  hanno,  comunque, facolta' di rivolgersi per ausilio o
consultazione.

 Art. 10.
                               Accesso
  1. Qualora il diritto di accesso di cui all'art. 39, comma 7, della
legge  3 agosto  2007,  n.  124,  sia  esercitato  con  riferimento a
informazioni, notizie, documenti, atti, attivita', cose o luoghi che,
all'atto  dell'entrata  in  vigore  della  medesima legge, siano gia'
coperti  dal  segreto  di  Stato, i termini di quindici e trenta anni
previsti,  rispettivamente,  dai  commi 7  e  8 del citato art. 39 si
computano a decorrere dalla apposizione del vincolo o, in mancanza di
essa,   dalla   conferma  della  sua  opposizione  secondo  le  norme
previgenti.
  2.  Ai fini della richiesta di accesso di cui all'art. 39, comma 7,
della  legge  3 agosto  2007, n. 124, il Presidente del Consiglio dei
Ministri,     sentita     l'amministrazione    interessata,    valuta
preliminarmente la sussistenza in capo al richiedente di un interesse
diretto,  concreto  ed  attuale  collegato  all'oggetto dell'accesso,
nonche'  meritevole  di  giuridico  apprezzamento  in  relazione alla
qualita'  soggettiva  del  richiedente ed alla finalita' per la quale
l'accesso sia richiesto.
  3. Una volta cessato il vincolo del segreto di Stato in nessun caso
puo'  esservi  esclusione del diritto di accesso motivata con ragioni
di segretezza.

Art. 11.
                  Disposizioni transitorie e finali
  1.  Il  presente regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno
successivo  a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
  2.  Ogni  richiamo  contenuto nel presente regolamento alle materie
disciplinate  dai regolamenti di cui agli articoli 42, comma 7, e 44,
comma 2, della legge 3 agosto 2007, n. 124, si intende riferito, fino
all'entrata  in  vigore  dei  suddetti regolamenti, alle disposizioni
vigenti.
    Roma, 8 aprile 2008
                                                 Il Presidente: Prodi

 Allegato
    1.  La  tutela  di  interessi economici, finanziari, industriali,
scientifici, tecnologici, sanitari ed ambientali;
    2.   la   tutela   della   sovranita'  popolare,  dell'unita'  ed
indivisibilita' della Repubblica;
    3.  la  tutela  da  qualsiasi forma di eversione o di terrorismo,
nonche'  di  spionaggio,  proveniente dall'esterno o dall'interno del
territorio  nazionale e le relative misure ed apparati di prevenzione
e contrasto, nonche' la cooperazione in ambito internazionale ai fini
di   sicurezza,   con   particolare   riferimento  al  contrasto  del
terrorismo, della criminalita' organizzata e dello spionaggio;
    4.  le  sedi  e  gli  apparati  predisposti  per  la  tutela e la
operativita' di Organi istituzionali in situazioni di emergenza;
    5.  le  misure di qualsiasi tipo intese a proteggere personalita'
nazionali  ed estere la cui tutela assume rilevanza per gli interessi
di cui all'art. 3 del presente regolamento;
    6.   i   compiti,   le   attribuzioni,   la   programmazione,  la
pianificazione,  la  costituzione,  la  dislocazione,  l'impiego, gli
organici  e  le  strutture del Dipartimento delle informazioni per la
sicurezza   (DIS),  dell'Agenzia  informazioni  e  sicurezza  esterna
(AISE),  dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI) e delle
amministrazioni  aventi quali compiti istituzionali l'ordine pubblico
e  la  sicurezza  pubblica,  nonche' la difesa civile e la protezione
civile,  nonche'  di altre amministrazioni ed enti nei casi in cui le
rispettive  attivita' attengono agli interessi di cui all'articolo 3,
comma 1, lettere a), b), c) e d) del presente regolamento;
    7.  i dati di riconoscimento autentici o di copertura, nonche' le
posizioni  documentali  degli  appartenenti  al DIS, all'AISE ed all'
AISI e quelli di copertura degli stessi Organismi;
    8.  l'addestramento  e  la  preparazione  professionale  di  tipo
specialistico  per  lo  svolgimento  delle  attivita'  istituzionali,
nonche' le aree ed i settori di impiego, le operazioni e le attivita'
informative,  le modalita' e le tecniche operative del DIS, dell'AISE
e  dell'AISI,  oltre  che  delle  amministrazioni aventi come compito
istituzionale  l'ordine  pubblico  e la sicurezza pubblica, la difesa
civile e la protezione civile;
    9. le relazioni con Organi informativi di altri Stati;
    10.  le infrastrutture ed i poli operativi e logistici, l'assetto
ed  il  funzionamento  degli  impianti,  dei  sistemi e delle reti di
telecomunicazione,  radiogoniometriche,  radar  e  cripto  nonche' di
elaborazione dati, appartenenti al DIS, all'AISE ed all'AISI, nonche'
appartenenti   ad   altre   amministrazioni   aventi   quali  compiti
istituzionali  l'ordine  pubblico  e la sicurezza pubblica, la difesa
civile e la protezione civile;
    11.  l'armamento,  l'equipaggiamento,  i  veicoli  i  mezzi  e  i
materiali  speciali  in  dotazione  al personale appartenente al DIS,
all'AISE  ed  all'AISI,  nonche'  alle  amministrazioni  aventi quali
compiti  istituzionali  l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica, la
difesa civile e la protezione civile;
    12.  il  materiale  o  gli  avvenimenti interessanti l'efficienza
bellica  dello  Stato  ovvero le operazioni militari in progetto o in
atto;
    13.  l'ordinamento  e  la dislocazione delle Forze armate, sia in
pace sia in guerra;
    14. l'efficienza, l'impiego e la preparazione delle Forze armate;
    15.  i  metodi  e  gli  impianti di comunicazione ed i sistemi di
ricetrasmissione ed elaborazione dei segnali per le Forze armate;
    16.   i  mezzi  e  l'organizzazione  dei  trasporti,  nonche'  le
dotazioni, le scorte e le commesse di materiale delle Forze armate;
    17.  gli stabilimenti civili di produzione bellica e gli impianti
civili per produzione di energia ed altre infrastrutture critiche;
    18. la mobilitazione militare e civile.

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categoria : nazionale

postato da andrij83 alle ore 09:38
martedì, 06 maggio 2008

Fascismo es ignorancia«Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli / In quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori / lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano / quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.
Se tu penserai, se giudicherai / da buon borghese / li condannerai a cinquemila anni più le spese / ma se capirai, se li cercherai fino in fondo / se non sono gigli son pur sempre figli / vittime di questo mondo
». De Andrè

E' morto ieri il ragazzo massacrato di botte a Verona. Massacrato da cinque ragazzini. Cinque ragazzini come tanti ne incontro ogni giorno, anche a Pomezia. Sono fascisti. Ma davvero possiamo dare la colpa a questo loro ideale o, forse, più probabilmente, dovremmo interrogarci sul perché siano approdati a questo ideale, sul perché hanno covato tutta questa rabbia da sfogare in questo modo?

«Se tu penserai, se giudicherai / da buon borghese / li condannerai a cinquemila anni più le spese / ma se capirai, se li cercherai fino in fondo / se non sono gigli son pur sempre figli / vittime di questo mondo» così scriveva De Andrè. Se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo. E allora, forse, questa degenerazione interroga tutti. Anche noi di sinistra, anche noi comunisti. Ci interroga perché oggi sempre più giovani subiscono deviazioni di questo tipo che spiegarle con richiami al più becero squadrismo fascista, da solo, non può bastare.

fascismoLuciano Gallino nel suo libro "Il lavoro non è una merce - contro la flessibilità" parla di «figli della precarietà» chiamati anche «figli della globalizzazione». "Sono i giovanissimi che crescono entro famiglie dove ambedue i genitori sperimentano da lungo tempo l'insicurezza lavorativa pronunciata, non necessariamente correlata a un reddito basso, ma con l'assillo continuo di trovare un altro lavoro allorché quello in corso terminerà. Questi giovani manifestano disturbi della personalità rilevanti, relativi a una formazione incompleta e inadeguata della stessa, da cui tendenze comportamentali che oscillano tra la resa e la rivolta senza scopo, tra il rinchiudersi in se stessi e il ricorso alla violenza. I giovani che scelgono la prima soluzione sono socialmente poco visibili, se non forse alle assistenti sociali, agli operatori di comunità, alle organizzazioni caritative. Quelli che scelgono la seconda contribuiscono invece visibilmente alla cronaca nella scuola, negli stadi , nelle periferie, in Italia come in Francia o in Germania".

Potrebbe essere un punto di partenza. Anche perché sono da sempre convinto che all'età di quei ragazzi di ideologia ci sia poco. Dare la colpa al fascismo significa giustificare le colpe di tutta la società da cui il fascismo nasce - a suo modo - come risposta all'incertezza del vivere.

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categoria : antifascismo, pensiero e dottrina