Da una ventina di giorni leggiamo "il sole 24 ore". Credo sia il giornale più no-global che esista in Italia, fuori da ogni ironia. A tratti non serve neanche decostruire gli articoli per poi leggerli sotto un'ottica diversa.
Così, anche stamattina l'ho comprato. E, mentre ero sui mezzi, per andare alla riunione regionale d'area - approposito mi sono ritrovato con compagni che mai avrei immaginato (della corrente DP) - sono riuscito a dargli una letta.
A pagina 7 c'era una bella notizia. Era già nell'aria da alcuni giorni. Ma ora è ufficiale. «Finmeccanica [...] il gruppo aerospaziale conquista il colosso Usa Drs Technologies, che per gli italiani significa salire al massimo livello dell'industria militare statunitense ed entrare direttamente nel mercato della Difesa si Washington».
Niente di meno.
Ora, i dibattiti che si possono aprire su queste riflessioni sono due.
Primo. Perché Finmeccanica, una Spa la cui fetta azionaria maggiore appartiene al ministero dell'economia e delle finanze e, quindi pubblica, investe in un settore chiave per quanto riguarda la Difesa statunitense. Dove per difesa va letto guerra preventiva e dottrina Bush, come del resto anche "il sole" evidenzia in altri punti.
Ma del resto c'è chi, come Attac, ripete da anni che le privatizzazioni tolgono potere di decisione ai cittadini, anche quando le Spa siano a maggioranza a capitale pubblico. Sono un regalo ai privati che, con denaro pubblico, riescono ad ottenere incredibili profitti. Regalo che, anche nel caso di Finmeccanica, viene soprattutto da governi di centro-sinistra, i primi che in Italia abbiano iniziato le grandi privatizzazioni. Quella di Finmeccanica risale al 1993. Ma poi c'è Acea SpA, municipalizzata mista pubblico privato del Comune di Roma, creatura di Veltroni, che oggi punta alla gestione dell'acqua, l'oro blu per cui tra qualche anno ci scanneremo. In questa chiave l'investimento di Finmeccanica sembra lungimirante. Per scannarici avremo bisogno di armi.
Il secondo punto invece riguarda più che altro una previsione per il futuro. Quanto ci metteremo prima di rientrare in una qualche impresa bellica statunitense?
Per giustificare questo punto riporto ampi stralci di un altro articolo sempre a pagina 7 del "sole 24 ore" di oggi. Alcuni di questi stralci servono anche a spiegare cos'è Finmeccanica e di quante cose si occupi.
«Il Wall Street Jorunal ha sottolineato ieri l'eccezionalità dell'operazione discussa: ha attribuito l'avanzata di Finmeccanica anche a quella che ha definito la "scrappy diplomacy" del Paese, una diplomazia aggressiva, indicando come durante il precedente Governo guidato Silvio Berlusconi il premier italiano avesse stretto rapporti di fiducia con la Casa Bianca di Geroge W. Bush.
L'avventura americana di Finmeccanica, di sicura, è di lunga data e da sempre porta con sè una forte componente tecnologica. L'azienda nel settore civile, è tra i principali fornitori di Boeing nel progetto del velivolo passeggeri 787 Dreamliner. Ha operato nelle teconologie ferroviarie Ansaldo Breda e Ansaldo STS (nata dall'acquisizione della United Switch & Signla). Vanta una prtacipazione importante, anzitutto con Telespazio, alla costruzione della Stazione Spaziale internazionale. Nei sistemi per il traffico aereo ha la Selex e nell'elettronica per la sicurezza la Elsag.
Il mercato statunitense , quando si tratta della Difesa, è tuttavia particolarmente cruciale e complesso: il Pentagono spende 625 miliardi di dollari l'anno per le Forze Armate, e anche escludendo le guerre in Iraq e Afghanistan l'investimento è di 500 miliardi di dollari l'anno. Con queste cifre, gli Stati Uniti rappresentano oltre la metà della spesa globale in armamenti e sistemi di difesa.
[...]
L'offensiva sul fronte delle acquisizioni non è l'unico recente vanto del gruppo italiano nella difesa americana. E' ancora fresco il suo principale successo in termini di contratti: la squadra di nuovi elicotteri presidenziali, battezzata US101, messa a punta dalla AgustaWestland grazie a una cordata con il colosso americano Lockheed Martin. Una commessa più delicata di quella per la Casa Bianca è difficilmente immaginabile.
Finmeccaninca ha inoltre un ruolo nel programma joint strike fighter, il caccia interforze, con Lockheed, Northrop e BAE Systems. Ha in corso contratti per il velivolo tattico da trasporto cargo
C27J, attraverso la Alenia North America assieme alla L-3 Communications. E con la OtoMelara per la fornitura di un cannone da 76 millimetri per la marina. E' poi tutt'ora in lizza, sempre con Lockheed, per una commessa di nuovi elicotteri "search and rescue" destinati all'aviazione statunitense, una fornitura stimata in 15 miliardi di dollari».
Domanda, quanto ci metteremo a rientrare in guerra, che si dovrebbe porre con maggior forza visto che i rapporti politici Italia-Usa ritornano spesso nella pagina. «A favore del gruppo pubblico italiano hanno giocato i buoni rapporti diplomatici tra i due Paesi, cementati negli anni del Governo Berlusconi, e anche uno sponsor del calibro dell'ambasciatore italiano Giovanni Castellaneta».
Prima di chiudere però, sento la necessità di riproporre la prima domanda. Chi di noi ha deciso che una società per azioni a maggioranza pubblica dovesse fare questi investimenti?
Cesare va a morire... e morirà!
P.S. Per chi volesse approfondire la conoscenza di Finmeccanica segnalo la pagina su wikipedia e il sito ufficiale della Spa. (link) e (link).
P.S. Sono azzerato di cervello. Capace che domattina rileggendolo con calma aggiusterò il mio italiano. Non cambierà comunque la sostanza. Scusate.
Bene, dopo qualche giorno aggiungo una cosa al post ma non ho cambiato nulla. Alla fin fine ho preferito lasciare tutto com'era. Ho tra l'altro, partendo da questo post, aggiunto una nuova tag (categoria): ripubblicizzazioni, da intendere anche come un no alle privatizzazioni.
Questa aggiunta è dettata da un altro articolo che leggo oggi sul "sole 24 ore" a pag. 19. Parla delle nomine nelle aziende di Stato. Ora, riprendendo ciò che dicevo sopra sul fatto che le privatizzazioni, anche quando si tratti di Spa a capitale interamente o anche solo in parte pubblico, tolgano potere decisionale ai cittadini. A partire per l'appunto dalle nomine, fino alle politiche che intraprendono le imprese. Eppure su questo punto non mi pare ci sia un grosso interesse. Così, poco importa se finmeccanica, come da post sopra, investa su arsenali da "difesa" o se Eni sia colpevole di devastazioni ambientali dall'Ecuador alla Nigeria, o ancora se Enel investa sul nucleare in Francia. Si perde la consapevolezza che queste politiche, sono politiche dello Stato Italiano, quindi di tutti noi. Per cui, apriamo gli occhi da subito invece di strapparci poi le vesti per le guerre, specie se in difesa di interessi petroliferi o se in Italia oggi è rilanciato con forza il tema del nucleare. Sono anni che lo Stato italiano investe sul questa politica energetica.
Comunque, dicevo delle nomine. Interessano le più importanti aziende di stato: Alitalia, Eni, Finmeccanica, Enel, Poste Italiane. I nomi già girano e anche le richieste dei partiti. In particolare della Lega che vorrebbe la presidenza di Enel, anche se - stando a quanto scrive il "sole" - poterbbe rinunciare perchè sprovvista dell'uomo giusto, piazzando comunque consiglieri di amministrazione in tutte le controllate.
I giochi politici si fanno anche e soprattutto in questo modo. Accordi sottobanco governo-opposizione e tra gli stessi partiti che di governo e opposizione fanno parte. Inutile dare la colpa alla casta come di certo qualcuno preferisce. Forse, come da sempre sostengo, è il momento di ripensare alla strada che il nostro Paese, dal punto di vista economico e di conseguenza sociale - visto il primato del mercato nel pensiero neo-libersita - ha intrapreso circa 15 anni fa.