Venerdì sono stato ad un sit-in di cinquanta lavoratori pachistani e indiani, licenziati dalla Global Logistica, cooperativa di servizi che gestisce un magazzino per conto della GS-Carrefour. Il motivo del licenziamento è semplice. I lavoratori erano stanchi di subire angherie, di ricevere paghe sempre in ritardo, di non avere le dovute tutele e si sono rivolti quindi al sindacato (CGIL).
Aggiungo una piccola nota di egocentrismo. Questo è l'articolo uscito su Liberazione di ieri, 9 agosto, sulla lotta di questi lavoratori. La foto è mia. Vi riporto la pagina in .pdfContinua la lotta dei cinquanta lavoratori licenziati alcuni giorni fa dalla Global Logistica di Santa Palomba. Stamattina i dipendenti hanno promosso l’ennesimo sit-in a cui hanno partecipato anche l’Assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi, una delegazione di Rifondazione Comunista di Pomezia – tra cui l’Assessore alle Politiche Sociali Anna Mirarchi e il Capogruppo Consiliare Franco Boager – e una delegazione sindacale della CGIL.
La storia è ormai nota e, nonostante la disponibilità ad un confronto da parte di istituzioni e sindacati, l’azienda – per il momento – ha respinto al mittente queste aperture.
“Già ieri mattina – ha dichiarato
Alla riunione col prefetto sarà presente anche una delegazione del Comune di Pomezia. Infatti, anche se l’azienda ufficialmente rientra nel territorio romano, vi sono importanti ricadute in termini di occupazione anche per il nostro comune dove alcuni dei lavoratori risiedono
Così si spiega anche la presenza di Rifondazione di Pomezia oggi.
Quando i lavoratori sono ricattati, ridotti a merce, costretti a vendersi sul mercato, rinunciando a diritti e sicurezza per rendersi appetibili e competitivi per le aziende e riuscire così ad ottenere un posto di lavoro, si registra una regressione non solo sul piano di diritti del lavoro, ma anche dei diritti dell’uomo.
La lotta dei lavoratori della Global Logistica è anche la nostra. Dobbiamo tutti assieme riaffermare un diritto, quello al lavoro, universalmente garantito, sottraendolo al mercato. Il lavoro non è una merce. Gli esseri umani non sono una merce”.
I cinquanta lavoratori della Global Logistica – alcuni da anni in Italia – se le cose rimarranno così, tra poco saranno dei clandestini. Il nostro impegno è di non lasciarli soli in questa difficile vertenza, che assume contorni tanto più inquietanti per i possibili risvolti razzisti dell’intera vicenda.

Ulteriori info sul blog di rifondazione di pomezia: http://prcpomezia.splinder.com
Preciso che non ho seguito molto il congresso. Speravo stamattina di ascoltare qualcosa, ma nulla. Poteri quindi tralasciare qualcosa, me ne scuso.
Da quando il governo si è instaurato sta portando avanti nel migliore dei modi ciò che il governo Prodi aveva preparato con cura, alcune volte opere lasciate a metà per la presenza di un'opposizione interna della parte sinistra della coalizione. Così, la strenua difesa della legge 30 si è trasformata nel pacchetto "anti-precari". Il ddl Lanzillotta ha cambiato nome, ma quello è rimasto. Libera concorrenza e mercato sono le parole chiave. Tutto, qualsiasi bene e servizio deve sottostare a questa logica. Tutto, anche il lavoro, la mano d'opera. Le campagne anti-immigrati avviate da sindaci di centro-sinistra oggi sono state tradotte nel pacchetto sicurezza, negli assalti ai campi-rom, nella proposta di La Russa dell'esercito per strada (io comincio a sentirmi meno sicuro), o nei fatti di Napoli degli ultimi giorni, dove di alcuni sfollati, solo gli italiani hanno trovato posto. Gli stranieri fuori! (e pensare che conosco gente che tratterebbe a quel modo i napoletani, dopotutto da alcune parti s'ode "Napoli merda, Napoli colera sei la vergogna dell'Italia intera" e via dicendo...mah!).
Mah!, ma del resto fa tutto parte del mondo che abbiamo creato. Del Paese a misura di Lega. Del resto libero mercato e concorrenza, specie fra individui, significa lotta l'uno contro l'altro. Difesa delle posizioni. Anche quando queste sono di semi-miseria. Il federalismo è un frutto di tutto ciò. Libero mercato e concorrenza, anche fra regioni. L'azienda regione più ricca sta sul mercato e assicura servizi (chiaramente privatizzati). L'azienda regione più povera, fallisce.
Leggendo Jean-Claude Izzo in questo periodo, vedo molto di quello che sarà l'Italia. Vedendo Napoli in questi giorni mi vengono in mente alcune sue pagine. Del resto lui descrive Marsiglia. Non troppo dissimile da Napoli. Se avessi il libro sotto mano ne riporterei qualcuna. Magari l'aggiungo dopo.
Credo - e ne parlavo in un vecchio post su Sanguinetti candidato a sindaco di Genova - vada ripescato un pò di odio di classe. Proposta violenta. Forse. Comunque allo stesso livello dell'odio all'interclasse che si è sviluppato oggi e che la destra estrema cavalca alla perfezione.
Che c'entra tutto questo con il congresso di Rifondazione Comunista. Per come intendo io il partito, molto. Non mi sono appassionato molto a questo congresso. Molto meno dell'altro. Ho sposato una linea non perché dovessi diventare maggioranza o perché avessi da difendere le mie posizioni personali. L'ho votata per coerenza di idee. Quello che sarebbe successo non mi importava granché.
Considero un partito un mezzo per fare politica, non il fine della politica. E ho considerato così Greenpeace quando ne ho fatto parte e oggi Attac. Magari se a Pomezia ci fosse stato un centro sociale non sarei mai entrato nel PRC, chissà?! Fin quando al suo interno potrò portare avanti le mie idee, lavorare per contrastare molto di cui parlavo su, ne farò parte. Poi ci saranno altri modi per fare quello che sto facendo.

Giovedì prossimo l'Irlanda andrà al voto nel referendum che chiama i cittadini a pronunciarsi sul ratificare o meno il Trattato di Lisbona.



costruire sulla fame e sulla povertà? Cito Luttazzi Daniele, pluricensurato ma secondo me sempre illuminante come pochi... "la libertà è tale sono se uno se la può permettere". Oggi ben pochi in giro se la riescono a permettere, credo.Ancora un anno nuovo è iniziato. Anno spero importante per tante cose. Ma di questo 2008 credo ne parlerò tra un anno, se sarò ancora da queste parti. Quello che so è che sarà impegnativo, come del resto tanti altri.
Questo 2008 vorrei iniziarlo con un consiglio per tutti. Se avete spazi comuni, o conoscete librerie, o quant'altro, organizzate la presentazione di questo libro di cui qui sotto riporto la recensione.
Altra cosa. Ho aggiunto una tag: 'classe operaia'... andrà in paradiso?.. dopo una vita all'inferno?
A ricordarci che nel nostro paese esiste ancora una classe operaia non possono essere per forza le tragiche morti bianche sul lavoro di centinaia di operai/e. Un modo può essere quello di conservare la memoria delle tante lotte che hanno accompagnato la storia del movimento operaio nella seconda metà del secolo appena trascorso.