L'appello del Movimento di massa Antiproibizionista di Roma per la street parade nazionale che si terrà a Roma l'11 marzo 2006.
L'ultimo atto si è compiuto. Con una fraudolenza è un'arroganza senza pari il moribondo governo Berlusconi ha varato la più proibizionista legge sulle droghe di cui si abbia memoria in questo Paese. Disattendendo gli orientamenti politici prevalenti in tutta Europa, le indicazioni di operatori e scienziati, il buon senso e la più pallida idea della libertà si apprestano a consegnare decine di migliaia di più o meno giovani consumatori al dramma delle persecuzioni e della carcerazione di massa. Ricordiamo i tratti salienti della legge Fini: Pene da 6 a 20 anni per la detenzione di qualunque sostanza compresa la cannabis, equiparazione tra droghe leggere e pesanti e di fatto, tra spaccio e consumo, agevolazione delle comunità di recupero private a scapito del servizio pubblico.
Non possiamo tollerare l'idea di migliaia di donne e uomini criminalizzat@ per la semplice detenzione e il consumo di sostanze (si stima che circa un quarto della popolazione tra 15 e 44 anni ne abbia fatto o ne faccia uso). Già ora più del 40% della popolazione detenuta è tale per reati connessi alle droghe, con un sovraffolamento crescente di tutte le carceri italiani. Ma evidentemente non basta! Ci propongono due sole "vie d'uscita": il carcere o la comunità, supponendoci evidentemente malati o criminali.
Noi di MDMA vogliamo dirlo chiaro e forte: questa storia non ci piace! Siamo donne e uomini, giovani e adulti, abbiamo figli, responsabilità e, se siamo fortunat@, lavoriamo... Facciamo la nostra vita e... Siamo consumatori, coltivatori e consumatori consapevoli (finalmente il giusto Co.Co.Co.!!) e non ci sentiamo, nè permetteremo a nessuno di categorizzarci come tossicodipendenti o come criminali. A volte siamo sia malati che consumatori perchè qualcuna delle sostanze che cercano di proibire può avere anche usi terapeutici: la medicina ufficiale da anni impiega il thc (principio attivo della cannabis) per la cura di moltissime patologie. Non riconosciamo alla Stato la possibilità di sancire la liceità delle nostre scelte, nè tanto meno di farlo attraverso la repressione e la carcerazione di massa. Lo diciamo da anni e lo ripetiamo ancora più forte...
GIUSTO O SBAGLIATO NON PUO' ESSERE REATO
Come abbandontemente previsto, il reazionario governo di centro/destra, come ultimo atto di una legislatura totalmente fallimentare approva la legge Fini sulle droghe. Anche alla Camera come già avvenuto al Senato la legge, inserita nel pacchetto sicurezza per le Olimpiadi di Torino, è stata approvata con voto di fiducia (307 si contro 207 no).
Questa legge di fatto cancella tutte le differenze tra le varie sostanze. Nessuna differenza tra chi si fa una canna e una pera. Elimina la quantità minima inserita con il referendum del 1993 (di fatto ad oggi l'unico vero strumento di democrazia diretta. Anche in questo senso il governo di destra si conferma scarsamente democratico). Così, che verrà trovato in possesso di una canna (o di una dose di eroina o cocaina) sarà soggetto a pene amministrative che vanno dal ritiro della patente a quello del passaporto, a speciali forme di limitazione della libertà personale (un vero e proprio coprifuoco). Ancora più grave ciò che accadrà se si verrà trovati in possesso di quantità di marijuana di poco maggiori. Infatti, in questo caso, si verrà automaticamente cosiderati veri e propri spacciatori. Scatteranno così pene reclusive che vanno dai 6 ai 20 anni.
Con questa legge sarà distrutto il sistema integrato dei servizi pubblici e del privato-sociale e ogni politica anche timida di riduzione del danno
. Di fatto servirà solo a riempire le carceri di migliaia di giovani e a nulla servirà per combattere il dramma delle tossicodipendenze ne tantomeno il fenomeno delle narcomafie. Sarà la cuasa di drammi umani e sociali. Basti ricordare i tanti casi di ragazzi morti suicidi, dopo essere stati penalmente perseguitati per poche foglie di
marijuana. I casi di Giuseppe Ales di Pantelleria, di Cristian Brazzo di Vigodarzere e di tante altre vittime senza nome, con la nuova normativa diventerebbero una quotidiana tragedia.
L'Unione (da Rifondazione Comunista alla Margherita) si è schierata tutta contro questa legge promettendo che, in caso di vittoria alle elezioni del prossimo 9 aprile, intenderà abrogarla entro i primi 100 giorni di governo.
Intanto, contro questa legge e contro la politica della repressione è stata promossa, dal Movimento di massa antiproibizionista, una manifestazione a Roma per l'11 di Marzo alla quale hanno già aderito diversi centri sociali tra cui il Leoncavallo di Milano.
Per altri spunti segnalo due interessantissimi articoli apparsi su "il manifesto":
Fatti nostri - Giuliano Pisapia (deputato PRC)
La macelleria giuridica del governo - Franco Corleone (Presidente fuoriluogo)
Appello urgente per la mobilitazione e il digiuno
Il Governo minaccia di approvare la legge proibizionista e punitiva sulle droghe, presentata dal leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini nel 2003, nelle prossime settimane, alla fine della legislatura.
Si tratta di un colpo di mano, fatto ricorrendo a un decreto-legge e utilizzando il voto di fiducia per evitare possibili dissensi.
Il Parlamento, ormai scaduto, dopo avere bocciato l’amnistia e l’indulto, si accinge a votare un provvedimento che in pochi mesi riempirebbe le carceri di altri venti o trentamila detenuti. Al centrodestra, evidentemente, non è bastata la legge ex Cirielli. Infatti, con la futura legge Fini-Giovanardi, i consumatori di qualunque sostanza e i tossicodipendenti verranno criminalizzati e condannati come spacciatori, seppure presunti, con pene dai sei a vent’anni (dai 6 ai 20) di reclusione e questo, oltre che sulla vita delle persone che vi incapperanno, avrà una drammatica conseguenza sul sistema giudiziario e penitenziario e favorirà invece le mafie del narcotraffico.
Dietro agli articoli di questa legge si intravede distintamente il disprezzo per coloro che vivono i problemi delle dipendenze patologiche e l’odio per i giovani e i loro stili di vita, confermato dalla penalizzazione della cannabis che viene equiparata nella repressione all’eroina e alla cocaina.
Si tratta di un messaggio assolutamente demenziale anche dal punto di vista educativo, di informazione e di prevenzione.
Sulla pelle dei tossicodipendenti e delle loro famiglie, in realtà, vogliono costruire un impero di affari offrendo l’alternativa della comunità autoritarie e di pseudo-recupero al carcere: in realtà si tratterebbe sempre di un luogo di costrizione, con una esecuzione privata della pena, senza neppure i diritti dell’ordinamento penitenziario.
Con questa legge vogliono distruggere il sistema integrato dei servizi pubblici e del privato-sociale e ogni politica anche timida di riduzione del danno, rimandando sulla strada le persone in trattamento e inserite nella società, attraverso il lavoro o lo studio, spezzando positive relazioni di inserimento.
Pur se fortemente preoccupati del silenzio e della pericolosa disattenzione con cui si sta andando verso l’approvazione del decreto-legge Fini-Giovanardi, non intendiamo arrenderci di fronte a questa inaudita provocazione, sia nel merito sia nelle procedure seguite, e non possiamo e non vogliamo attendere passivamente il disastro sociale che produrrebbe in breve tempo.
Denunciamo il ministro Carlo Giovanardi come responsabile morale dei drammi umani e sociali, provocati dall’ideologia e dal moralismo che avverranno presto, troppo presto. Basti ricordare i tanti casi di ragazzi morti suicidi, dopo essere stati penalmente perseguiti per poche foglie di marijuana o pochi grammi di sostanze. I casi di Giuseppe Ales di Pantelleria, di Cristian Brazzo di Vigodarzere e di tante altre vittime senza nome, con la nuova normativa diventerebbero una quotidiana tragedia, di fronte alla quale nessuno, e per primo il centrodestra, potrà dire: «non sapevamo, non potevamo prevedere».
Noi, partigiani della ragione contro l’intolleranza e la violenza di leggi ingiuste, proclamiamo uno sciopero della fame contro il concretissimo e attuale rischio di approvazione di questa legge, che avverrebbe senza discussione, con una procedura d’urgenza ingiustificata e fraudolenta, e contro l’opinione degli operatori dei Servizi pubblici per le tossicodipendenze e delle Comunità terapeutiche libere, delle società scientifiche, delle associazioni che si occupano di diritto e giustizia.
Facciamo appello a tutti i senatori e deputati di non essere complici del delirio repressivo della legge Giovanardi-Fini e di decidere in piena autonomia.
Già da ora rivolgiamo un pressante invito al Presidente Ciampi perché non consenta che l’ultimo atto della legislatura avvenga sotto il segno della disumanità e della intolleranza verso i più deboli.
Per aderire all’Appello inviare un’email all’indirizzo di posta elettronica cartellodipendenze@cnca.it