DIRLO IN MUSICA

5 per 1000
Contro il neo-liberismo ATTAC ITALIA CF 91223590372

PRC: 7° CONGRESSO

CHI SONO
Blogger: andrij83
Nome: Andrea Oleandri
"Le condizioni, le circostanze imponevano una rivoluzione (...) Solo la gioventù ha il coraggio, la passione e la purezza per compiere delle vere rivoluzioni". J.P. Sartre
DA DOVE ARRIVO...

...DOVE SONO

essere comunisti

FINO A QUANDO UNA BANDIERA ROSSA NON SVENTOLERA' SUL TETTO DEL MONDO...

A TUTTI COLORO CHE LOTTARONO PER LA NOSTRA LIBERTA'

...FOTOGRAMMI...
www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from Andrea_Oleandri. Make your own badge here.
CONTATORE
*loading* visitatori Locations of visitors to this page
LA MIA LIBRERIA
APRITE I VOSTRI OCCHI

Evo Morales, Nobel per la pace 2007

Supporta la causa di Monfalcone

NO TFR NEI FONDI PENSIONE

ACQUA BENE COMUNE

sbattezzamoci con l'UAAR

Boicotta Coca-Cola

Kurdistan Libero!

LA MIA CREATURA

nella vita bisogna anche divertirsi: - IGUANA CLUB - dei fratelli

www.iguanaclub.it

A POMEZIA

DISCLAIMER
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. L'Autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'Autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Alcune delle foto presenti su questo blog sono state reperite in internet: chi ritenesse danneggiati i suoi diritti d'autore può contattarmi per chiederne la rimozione.
BOTTONI
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder
Template by: Pannasmontata

Image by: Andrea Oleandri

Distributed by:
Pannasmontata Templates
and : Non solo template

postato da andrij83 alle ore 12:11
domenica, 10 agosto 2008

Venerdì sono stato ad un sit-in di cinquanta lavoratori pachistani e indiani, licenziati dalla Global Logistica, cooperativa di servizi che gestisce un magazzino per conto della GS-Carrefour. Il motivo del licenziamento è semplice. I lavoratori erano stanchi di subire angherie, di ricevere paghe sempre in ritardo, di non avere le dovute tutele e si sono rivolti quindi al sindacato (CGIL).
In un primo momento c'erano stati miglioramenti. Poi, tutti a casa.
La proprietà più volte interpellata ha sempre disertato i tavoli di confronto. Venerdì durante il sit-in ha emesso un dossier - o almeno la proprietà ha inteso così le venti righe prodotte - dove spiegava l'allontanamento e dava, come unica possibilità ai lavoratori di essere reintregrati come soci della cooperativa, quella di denunciare il fatto di essere stati soggetti a ricatti e angherie da parte dei compagni anche attraverso i picchetti fatti in questo periodo.
Chiaramente una banale scusa per rompere il fronte dei cinquanta lavoratori, fortunatamente ancora compatto.
E' stata una mattinata di lotta. Quello che mi sorprende dei mediorientali è la grande dignità che hanno. Molto di più di tanti altri popoli. La loro situazione è chiaramente difficile, eppure se ti prendi un caffé, fanno di tutto per offrirtelo. Mendicare due lire non è nel loro modo di essere. Ovviamente escludendo ogni generalizzazione, come sempre.
Insomma, martedì incontro dal prefetto.
Il problema è che incontrarsi con queste realtà, lascia sempre una grande rabbia dentro. Qualche mese fa fu la volta di altri 40 immigrati che lavoravano alla Fiorucci essere licenziati, anzi liquidati come soci, dalla cooperativa dove lavoravano. Anche loro perché iscritti alla CGIL. Poi furono reintregrati.
Pomezia è una città ricca. Per lungo tempo la terza più industrializzata d'Italia dopo Torino e Milano. Il motivo è semplice. E' alle porte di Roma ed era la prima città del sud italia e quindi quella più a nord a beneficiare della cassa del mezzogiorno. Per cui, industrie fatevi avanti. Da quando è finita l'erogazione della cassa il polo industriale sta subendo un lento ma inesorabile declino. La produzione è stata tutta delocalizzata nei Paesi dell'Est Europa. Sopravvive solo la ricerca (specie chimica-farmaceutica) e si è sviluppato a dismisura il settore logistico.
Dicevo della rabbia. Rabbia dovuta al fatto che queste storie emergono e quindi uno può anche fare qualcosa. Ma in quanti magazzini lavorano immigrati. Quanti, come i cinquanta della Global Logistica, in quanto soci della cooperativa vengono pagati a cottimo, 4 centesimi a pacco per una media di 150 pacchi l'ora, sottoposti al ricatto, non solo della perdita del lavoro, ma a quello ben più grave di trovarsi, dopo 6 mesi, come clandestini e con la minaccia di essere rimpatriati?
Il mare dello sfruttamento e del nuovo schiavismo e davvero profondo e le isole dove approdare sono sempre poche. Come da tanto accade, molti sfruttati fanno la fortuna di pochi sfruttatori.


Liberazione 9 agosto 2008Aggiungo una piccola nota di egocentrismo. Questo è l'articolo uscito su Liberazione di ieri, 9 agosto, sulla lotta di questi lavoratori. La foto è mia. Vi riporto la pagina in .pdf


Il comunicato stampa fatto come Rifondazione di Pomezia

Dalla parte dei lavoratori della Global Logisitica

Continua la lotta dei cinquanta lavoratori licenziati alcuni giorni fa dalla Global Logistica di Santa Palomba. Stamattina i dipendenti hanno promosso l’ennesimo sit-in a cui hanno partecipato anche l’Assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi, una delegazione di Rifondazione Comunista di Pomezia – tra cui l’Assessore alle Politiche Sociali Anna Mirarchi e il Capogruppo Consiliare Franco Boager – e una delegazione sindacale della CGIL.

La storia è ormai nota e, nonostante la disponibilità ad un confronto da parte di istituzioni e sindacati, l’azienda – per il momento – ha respinto al mittente queste aperture.

“Già ieri mattina – ha dichiarato la Tibaldi – i dirigenti della cooperativa hanno disertato la prevista riunione in Regione sui licenziamenti adducendo motivazioni futili. Quest’oggi, invece, hanno rifiutato l’incontro con i rappresentanti istituzionali e sindacali consegnandoci una breve missiva dal contenuto discutibilissimo. Consegnerò questo “dossier”, come è stata  pomposamente definita questa scarna comunicazione aziendale, al prefetto Mosca nel corso dell’incontro da me richiesto ed ottenuto per martedì prossimo. All’incontro è stata invitata anche la società cooperativa, che spero voglia cessare dal comportarsi in modo irrispettoso verso i lavoratori, i sindacati e le istituzioni”.

Alla riunione col prefetto sarà presente anche una delegazione del Comune di Pomezia. Infatti, anche se l’azienda ufficialmente rientra nel territorio romano, vi sono importanti ricadute in termini di occupazione anche per il nostro comune dove alcuni dei lavoratori risiedono

Così si spiega anche la presenza di Rifondazione di Pomezia oggi.

Quando i lavoratori sono ricattati, ridotti a merce, costretti a vendersi sul mercato, rinunciando a diritti e sicurezza per rendersi appetibili e competitivi per le aziende e riuscire così ad ottenere un posto di lavoro, si registra una regressione non solo sul piano di diritti del lavoro, ma anche dei diritti dell’uomo.

La lotta dei lavoratori della Global Logistica è anche la nostra. Dobbiamo tutti assieme riaffermare un diritto, quello al lavoro, universalmente garantito, sottraendolo al mercato. Il lavoro non è una merce. Gli esseri umani non sono una merce”.

I cinquanta lavoratori della Global Logistica – alcuni da anni in Italia – se le cose rimarranno così, tra poco saranno dei clandestini. Il nostro impegno è di non lasciarli soli in questa difficile vertenza, che assume contorni tanto più inquietanti per i possibili risvolti razzisti dell’intera vicenda.

Ulteriori info sul blog di rifondazione di pomezia: http://prcpomezia.splinder.com

Permalink ? commenti (6)? commenti (6)(popup)
categoria : antifascismo, nazionale, internazionale, locale, in movimento, classe operaia

postato da andrij83 alle ore 20:46
giovedì, 05 giugno 2008

Direi che ho un futuro come redattore di volantini. Tre capolavori della propaganda politica. A parte tutto, vi invito - soprattutto per chi è di Pomezia - ad attingere e diffondere. Cliccando sulle immagini di sotto riportate avrete il formato originale.

Questo primo volantino lo distribuiremo sabato durante la manifestazione contro l'autostrada Roma-Latina. Poi ne editeremo una nuova versione con data e ora dell'assemblea pubblica. E' una battaglia persa, ma ci piace lottare. Attac Pomezia, che conta due iscritti, altri 3 militanti e altre 3-4 persone che ruotano attorno, contro Acea, la seconda multinazionale dell'acqua dopo la francese Suez (che tra l'altro ha circa il 9% di Acea). Chi vincerà?


Secondo volantino. Sull'accoglienza dovuta a Bush che l'11 giugno sarà di nuovo a Roma, per preparare nuove guerre assieme al suo fedele e scodinzolante alleato. A proposito, avete visto gli avvoltoi girare sulla carcassa del moribondo Iraq. Si è parlato di ricostruzione durante un'assemblea in Svezia (mi pare fosse la Svezia). Frattini ha preteso che anche l'Italia partecipi alla divisione della carcassa.
Tornando al volantino. Abbiamo voluto dare un taglio diverso rispetto a quelli che girano dei vari Patto Permanente contro la guerra.


Ultimo volantino. Sabato 7 a Pomezia, manifestazione contro l'autostrada Roma-Latina. Sicuramente tra le strade più pericolose d'Italia. Farne un'autrostrada a 8 corsie, deturpando paesaggi (tra cui parte della riserva naturale di Decima-Malafede, accanto alla residenza estiva del Presidente della Repubblica), effettuando espropri di case, terreni e fabbriche, non mi sembra proprio il modo di risolvere la questione. Mai sentito parlare di binari, ferrovia, treno?
Giusto. I costruttori grandi elettori di PD e PDL sarebbero disoccupati. Che razza di comunisti.
Questo è l'unico volantino firmato Rifondazione dei tre.


Se vi serve un volantino, chiamate pure. Mi diverte scriverne.
Permalink ? commenti (4)? commenti (4)(popup)
categoria : guerra, nazionale, internazionale, locale, attac, in movimento, ripubblicizzazioni

postato da andrij83 alle ore 10:27
lunedì, 26 maggio 2008

No! al Trattato di LisbonaNei prossimi mesi in uno dei Paesi dell'Unione Europea ci sarà un nuovo Referendum. Dopo la bocciatura della Costituzione Europea avvenuta negli unici due referendum tenutisi, in Francia e in Olanda, questa volta ad andare al voto, sul Trattato di Lisbona, sarà l'Irlanda.

Questo Trattato aprirà, di fatto, la strada al libero mercato e alla precarizzazione del lavoro, facendo ampiamente suoi i dettami della direttiva Bolkenstein. Anziché essere rispettate in un'ottica di democrazia, pace ed ecologia, le istanze sociali dei cittadini europei non sono state prese in considerazione, e questo trattato scolpisce nella pietra l'immagine di una UE neoliberale. Affermando ancora una volta un principio di arroganza verso i cittadini europei, ogni richiesta di referendum è stata ignorata. L'unico Paese che andrà al voto sarà l'Irlanda. Per questo è importante che, almeno in questo Paese, la ratifica del trattato sia bocciata.

Noi diciamo SÌ all'Europa, ma vogliamo un nuovo inizio. Vogliamo un'Europa di pace, attenta ai problemi sociali ed ecologici, e diciamo NO alla militarizzazione dell'UE, alla sua svolta neo-liberale e all'abbassamento della soglia di democrazia.

Puntiamo a una Unione Europea di persone fatte dalle persone per le persone, ma questo sarà possibile soltanto quando a tutti i cittadini dell'UE verrà concesso il diritto di decidere da soli se il Trattato di Lisbona debba essere o meno il punto di riferimento dei loro futuri governi. Noi diciamo di NO.

Per questo motivo vi invito a firmare la petizione dove si chiede ai cittadini irlandesi di bocciare il Trattato. Un'altra Europa è Possibile!

http://www.irish-friends-vote-no-for-me.org/index.php?set_language=it

P.S. In pdf un file a cura di Attac con delle delucidazioni ulteriori sul Trattato

Permalink ? commenti (4)? commenti (4)(popup)
categoria : appelli, internazionale, in movimento

postato da andrij83 alle ore 10:07
giovedì, 22 maggio 2008

Un post vagamente vario.

Tanti avvenimenti in questi giorni e dedico un paio di righe a ciascuno di essi.

Consiglio dei Ministri di NapoliPrimo. Il Consiglio dei Ministri di ieri. Tante decisioni prese. Su una in particolare mi vorrei soffermare. L'equiparazione dei siti individuati per le discariche a zone militari, con condanne fino a 5 anni per chi li viola. Un modo come un altro per reprimere la protesta di coloro che da anni, ampiamente inascoltati, continuano a chiedere una strategia rifiuti zero. La prima domanda che mi è venuta in mente tuttavia è stata: «quando i cantieri della tav e quelli del ponte sullo stretto verranno equiparati a zone militari?». Del resto anche Prodi un regalo affine già ce l'aveva fatto (link). Comunque, l'inizio di una politica nuova ci aspetta. E razzismo e xenofobia più repressione delle istanze sociali in passato ha portato al fascismo.

Due. Parto da una domanda che mi ero fatto qualche post fa (qui), ovvero «quanto l'Italia ci metterà a rientrare in guerra?» Me la facevo vista l'acquisizione di Finmeccanica di una delle più importanti imprese della difesa americana. Oggi mi è arrivata una mail da radio città aperta. L'11 giugno prossimo Bush sarà di nuovo a Roma. Sarà una prima risposta alla mia domanda? (L'editoriale completo lo trovate qui: link). Iniziamo intanto a costruire una mobilitazione.

Poi varie notizie di servizio. Una, il 7 e l'8 giugno prossimi assemblea nazionale di Attac Italia a Verona. Città notoriamente ospitale e aperta ad accogliere le diversità. Se siete della zona magari un salto lo si può fare. Ulteriori informazioni sul sito (link). Due. Sabato prossimo ci sarà la presentazione del documento congressuale primo firmatario Acerbo (quello Ferrero-Grassi-Mantovani per capirci). Anche qui, se siete della zona, fate una capatina (link) e (link).

Permalink ? commenti (4)? commenti (4)(popup)
categoria : guerra, antifascismo, nazionale, internazionale, attac, in movimento

postato da andrij83 alle ore 10:08
mercoledì, 23 aprile 2008

Completerò tutti i discorsi lasciati a metà... ma non prima di lunedì.

Nel weekend sarò impegnatissimo. Siamo ormai arrivati. Dopo mesi di incredibili sbattimenti (e ancora un paio di cosette mi tolgono il sonno) venerdì inizia l'ottava edizione dell'università di attac. Finalmente a Pomezia un'attività decente.

L'Università Popolare di Attac è un'occasione importante per discutere nel merito di temi di grandissima attualità come la crisi finanziaria che sta travolgendo il mondo.

Brochure ATTACCome avete potuto constatare ben pochi in campagna elettorale hanno affrontato il tema e manca, sopratutto a sinistra, una conoscenza diffusa di ciò che accade a livello economico per poter spiegare alla gente, in  modo semplice cosa accade. (Qui credo di potermi ricollegare a ciò che moltitudini scrive nel suo ultimo post).

Questa universtà popolare vuole essere proprio questo: un luogo per acquisire strumenti e conoscenze, un luogo di formazione orientato all'azione che serva poi alla costruzione di iniziative sul territorio.

La descrizione più stringente dei temi dell'università li avevo già riportati in un altro post. Per cui mi Locandinarisparmio di riscriverli e vi rimando lì (link). Qui riporto brochure e locandina dell'evento. Se avete amici, compagni, a Roma o dintorni magari fateglielo notare.

L'unica cosa che aggiugno è che, per chi decide di partecipare ed è di Pomezia o dintorni, può risparmiarsi di fare il bollettino e pagare la quota di partecipazione direttamente all'arrivo all'università.

Durante l'università ci sarà, sabato sera, lo spettacolo teatrale H2Oro "l'acqua - un diritto dell'umanità". Totalmente gratuito (al massimo metteremo un'urna per le sottoscrizioni volontarie per noi poverelli di attac pomezia) sia per coloro che partecipano all'università, sia per tutti gli altri, andrà in scena alle ore 21.00 al Cinema San Benedetto su Via Orazio (link).

Di questo spettacolo vi riporto descrizione e locandina.

L'acqua - un diritto dell'umanità

Uno spettacolo di teatro-documento per sostenere il diritto all’acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del “Bel Paese”, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti.
L’acqua non deve diventare “l’oro blu” del XXI secolo, dopo che il petrolio è stato “l’oro nero” del secolo XX. L’acqua deve invece essere considerata come bene comune, patrimonio dell’umanità.L’accesso all’acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l’acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell’area dei beni comuni, alla cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future.

Attraverso una documentazione rigorosa si affrontano i temi della privatizzazione dell’acqua, delle multinazionali, del contratto mondiale dell’acqua, delle guerre dell’acqua e delle dighe, degli sprechi e dei paradossi nella gestione dell’acqua in Italia, del cosa fare noi-qui-ora, della necessità di contrastare e
invertire l’indirizzo di mercificazione e privatizzazione.
Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all’insegna del denaro, ma della dignità umana.

h2oro intero

Permalink ? commenti (8)? commenti (8)(popup)
categoria : locale, attac, in movimento

postato da andrij83 alle ore 14:31
sabato, 05 aprile 2008

Sempre più vicine le elezioni. Veltroni e Berlusconi sempre più ridicoli. L'altra sera Berlusconi era dai costruttori. Gli ha detto "dovete votare me, perchè io faccio i vostri interessi". Expo 2015 insegnerà. Fossi stato in un costruttore avrei pensato: "perchè Veltroni invece fischia". Dopotutto Roma è un capolavoro di cementificazione selvaggia e speculazione edilizia. Ma dopotutto in questo Veltroni e Berlusconi e i sindaci che gli fanno capo, che siano la Moratti o Chiamparino, sono uguali. E non solo in questo. Comunque, non voglio angosciare nessuno con questi frivoli temi.
Permettetemi qualche indicazione di voto:
Politiche: Sinistra Arcobaleno, sia alla camera che al senato.
Provinciali di Roma: Sinistra Arcobaleno.
Comune di Roma: voto di lista alla Sinistra Arcobaleno, consigliere: Tarzan (indipendente di Action) oppure Luigi Tamborrino (indipendente del Rialto Sant'Ambrogio). Sindaco, Armando Morgia (Sinistra Critica).
Voto disgiunto. E, speriamo, un consigliere in più a rappresentarci.

Comunque, parlando di cose serie, in questo periodo sono stato super-impegnato per organizzare la cosa che riporterò di seguito. Vi invito a partecipare. Potrebbe essere anche l'occasione buona per vedersi di persona.
Università popolare di ATTAC
Ottava edizione
Pomezia, 25 - 27 aprile 2008

La finanziarizzazione dell'economia mondiale e la sua crisi.
Come restituire potere ai cittadini?


Con Susan George e Michel Husson

Relazioni di A. Baranes, M. Bersani, L. Cirillo, G. Cremaschi, D. Danna, S. Lucarelli, E. Screpanti, V. Sodano, T. Vitale

Il processo di finanziarizzazione dell’economia mondiale è cominciato, con concomitanza con la seconda globalizzazione, nell’ultimo quarto del XX secolo. E’ stato caratterizzato da una rinnovata ed accresciuta importanza del capitale finanziario, libero di spostarsi senza vincoli tra i mercati mondiali, dall’aumento dei tassi d’interesse a lungo termine, a vantaggio dei rentiers ma a detrimento delle condizioni occupazionali in tutto il mondo e delle possibilità di sviluppo delle economie arretrate. Questo processo ha comportato un aumento dell’instabilità dell’economia mondiale negli anni Ottanta e Novanta, fino all’odierna crisi dei mutui subprime statunitensi, che minaccia l’innesco di una recessione su scala mondiale. La finanziarizzazione è stata accompagnata dall’adozione di politiche economiche neoliberiste, dalle privatizzazioni su larga scala delle economie pubbliche, fino ad arrivare a servizi essenziali come la gestione dell’acqua e dei rifiuti, erodendo il potere decisionale dei cittadini e svuotando il fondamento stesso della democrazia. Vogliamo interrogarci in questa sede - dopo aver approfondito le dinamiche attuali della crisi dell’economia mondiale - sulle possibili contromisure da adottare, dalle proposte di tassazioni globali alla ripubblicizzazione dei servizi pubblici essenziali e alla difesa dei beni comuni.

Per ulteriori informazioni, per sapere come arrivare a Pomezia e per i costi di partecipazione: www.attac.it
Permalink ? commenti (22)? commenti (22)(popup)
categoria : nazionale, locale, attac, in movimento

postato da andrij83 alle ore 10:06
lunedì, 10 marzo 2008

14 - 15 - 16 MARZO 2008
FORUM ITALIANO DEI DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
ACQUA PUBBLICA, DAL BASSO SI PUÒ !
Manifesto_Eventi_14-15-16_MarzoA4_altissima_risoluzione
TRE GIORNI PER L’ACQUA PUBBLICA :

- per fare il punto sul percorso sin qui compiuto e sulle prossime tappe da intraprendere per consolidare ed estendere le battaglie condotte dal popolo dell’Acqua ;

- per dare forza alla vertenza in corso sul territorio della provincia di Latina ;

- per dimostrare con la presenza concreta che la battaglia per la ripubblcizzazione dell’Acqua nell’Ato di Aprilia-Latina è una vertenza di tutto il movimento per l’Acqua.

www.acquabenecomune.org

Permalink ? commenti (4)? commenti (4)(popup)
categoria : nazionale, locale, in movimento