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postato da andrij83 alle ore 10:08
mercoledì, 23 aprile 2008

Completerò tutti i discorsi lasciati a metà... ma non prima di lunedì.

Nel weekend sarò impegnatissimo. Siamo ormai arrivati. Dopo mesi di incredibili sbattimenti (e ancora un paio di cosette mi tolgono il sonno) venerdì inizia l'ottava edizione dell'università di attac. Finalmente a Pomezia un'attività decente.

L'Università Popolare di Attac è un'occasione importante per discutere nel merito di temi di grandissima attualità come la crisi finanziaria che sta travolgendo il mondo.

Brochure ATTACCome avete potuto constatare ben pochi in campagna elettorale hanno affrontato il tema e manca, sopratutto a sinistra, una conoscenza diffusa di ciò che accade a livello economico per poter spiegare alla gente, in  modo semplice cosa accade. (Qui credo di potermi ricollegare a ciò che moltitudini scrive nel suo ultimo post).

Questa universtà popolare vuole essere proprio questo: un luogo per acquisire strumenti e conoscenze, un luogo di formazione orientato all'azione che serva poi alla costruzione di iniziative sul territorio.

La descrizione più stringente dei temi dell'università li avevo già riportati in un altro post. Per cui mi Locandinarisparmio di riscriverli e vi rimando lì (link). Qui riporto brochure e locandina dell'evento. Se avete amici, compagni, a Roma o dintorni magari fateglielo notare.

L'unica cosa che aggiugno è che, per chi decide di partecipare ed è di Pomezia o dintorni, può risparmiarsi di fare il bollettino e pagare la quota di partecipazione direttamente all'arrivo all'università.

Durante l'università ci sarà, sabato sera, lo spettacolo teatrale H2Oro "l'acqua - un diritto dell'umanità". Totalmente gratuito (al massimo metteremo un'urna per le sottoscrizioni volontarie per noi poverelli di attac pomezia) sia per coloro che partecipano all'università, sia per tutti gli altri, andrà in scena alle ore 21.00 al Cinema San Benedetto su Via Orazio (link).

Di questo spettacolo vi riporto descrizione e locandina.

L'acqua - un diritto dell'umanità

Uno spettacolo di teatro-documento per sostenere il diritto all’acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del “Bel Paese”, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti.
L’acqua non deve diventare “l’oro blu” del XXI secolo, dopo che il petrolio è stato “l’oro nero” del secolo XX. L’acqua deve invece essere considerata come bene comune, patrimonio dell’umanità.L’accesso all’acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l’acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell’area dei beni comuni, alla cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future.

Attraverso una documentazione rigorosa si affrontano i temi della privatizzazione dell’acqua, delle multinazionali, del contratto mondiale dell’acqua, delle guerre dell’acqua e delle dighe, degli sprechi e dei paradossi nella gestione dell’acqua in Italia, del cosa fare noi-qui-ora, della necessità di contrastare e
invertire l’indirizzo di mercificazione e privatizzazione.
Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all’insegna del denaro, ma della dignità umana.

h2oro intero

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categoria : locale, attac, in movimento

postato da andrij83 alle ore 14:31
sabato, 05 aprile 2008

Sempre più vicine le elezioni. Veltroni e Berlusconi sempre più ridicoli. L'altra sera Berlusconi era dai costruttori. Gli ha detto "dovete votare me, perchè io faccio i vostri interessi". Expo 2015 insegnerà. Fossi stato in un costruttore avrei pensato: "perchè Veltroni invece fischia". Dopotutto Roma è un capolavoro di cementificazione selvaggia e speculazione edilizia. Ma dopotutto in questo Veltroni e Berlusconi e i sindaci che gli fanno capo, che siano la Moratti o Chiamparino, sono uguali. E non solo in questo. Comunque, non voglio angosciare nessuno con questi frivoli temi.
Permettetemi qualche indicazione di voto:
Politiche: Sinistra Arcobaleno, sia alla camera che al senato.
Provinciali di Roma: Sinistra Arcobaleno.
Comune di Roma: voto di lista alla Sinistra Arcobaleno, consigliere: Tarzan (indipendente di Action) oppure Luigi Tamborrino (indipendente del Rialto Sant'Ambrogio). Sindaco, Armando Morgia (Sinistra Critica).
Voto disgiunto. E, speriamo, un consigliere in più a rappresentarci.

Comunque, parlando di cose serie, in questo periodo sono stato super-impegnato per organizzare la cosa che riporterò di seguito. Vi invito a partecipare. Potrebbe essere anche l'occasione buona per vedersi di persona.
Università popolare di ATTAC
Ottava edizione
Pomezia, 25 - 27 aprile 2008

La finanziarizzazione dell'economia mondiale e la sua crisi.
Come restituire potere ai cittadini?


Con Susan George e Michel Husson

Relazioni di A. Baranes, M. Bersani, L. Cirillo, G. Cremaschi, D. Danna, S. Lucarelli, E. Screpanti, V. Sodano, T. Vitale

Il processo di finanziarizzazione dell’economia mondiale è cominciato, con concomitanza con la seconda globalizzazione, nell’ultimo quarto del XX secolo. E’ stato caratterizzato da una rinnovata ed accresciuta importanza del capitale finanziario, libero di spostarsi senza vincoli tra i mercati mondiali, dall’aumento dei tassi d’interesse a lungo termine, a vantaggio dei rentiers ma a detrimento delle condizioni occupazionali in tutto il mondo e delle possibilità di sviluppo delle economie arretrate. Questo processo ha comportato un aumento dell’instabilità dell’economia mondiale negli anni Ottanta e Novanta, fino all’odierna crisi dei mutui subprime statunitensi, che minaccia l’innesco di una recessione su scala mondiale. La finanziarizzazione è stata accompagnata dall’adozione di politiche economiche neoliberiste, dalle privatizzazioni su larga scala delle economie pubbliche, fino ad arrivare a servizi essenziali come la gestione dell’acqua e dei rifiuti, erodendo il potere decisionale dei cittadini e svuotando il fondamento stesso della democrazia. Vogliamo interrogarci in questa sede - dopo aver approfondito le dinamiche attuali della crisi dell’economia mondiale - sulle possibili contromisure da adottare, dalle proposte di tassazioni globali alla ripubblicizzazione dei servizi pubblici essenziali e alla difesa dei beni comuni.

Per ulteriori informazioni, per sapere come arrivare a Pomezia e per i costi di partecipazione: www.attac.it
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categoria : nazionale, locale, attac, in movimento

postato da andrij83 alle ore 10:06
lunedì, 10 marzo 2008

14 - 15 - 16 MARZO 2008
FORUM ITALIANO DEI DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
ACQUA PUBBLICA, DAL BASSO SI PUÒ !
Manifesto_Eventi_14-15-16_MarzoA4_altissima_risoluzione
TRE GIORNI PER L’ACQUA PUBBLICA :

- per fare il punto sul percorso sin qui compiuto e sulle prossime tappe da intraprendere per consolidare ed estendere le battaglie condotte dal popolo dell’Acqua ;

- per dare forza alla vertenza in corso sul territorio della provincia di Latina ;

- per dimostrare con la presenza concreta che la battaglia per la ripubblcizzazione dell’Acqua nell’Ato di Aprilia-Latina è una vertenza di tutto il movimento per l’Acqua.

www.acquabenecomune.org

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categoria : nazionale, locale, in movimento

postato da andrij83 alle ore 21:19
mercoledì, 30 gennaio 2008

Allora, con questo post tenterò di spiegare la giustizia in Italia a voi beceri degenerati che parlate di giustizia senza sapere nulla di diritto penale, civile, costituzionale.

ASSOLTI:

Palermo - Assolto Totò Riina dal reato di mafia. Durante il mandato da Presidente del Consiglio, la sua maggioranza, aveva depenalizzato questo reato.

CONDANNATI:

Genova - 110 anni di carcere per 25 persone accusate di devastazione e saccheggio durante il G8

Firenze - 7 anni di prigione per «resistenza» a pubblico ufficiale durante le manifestazioni del 1999 contro la guerra della Nato contro la Jugoslavia.

Cosenza - chiesti 50 anni di carcere e 26 di libertà vigilata per la rete del sud ribelle accusata di voler sovvertire l'economia del Paese.

Cosenza 2 febbraioInfine... A volte succede che a Roma capitino anche di queste cose. Da Carta.org
Attivista di Action aggredito da neofascisti
CartaQui Roma e Lazio
Pugni, calci e insulti. E' stata un'aggressione premeditata quella di cui è stato vittima Paolo Vernini, il giovane attivista di Action che l'altro ieri sera, intorno alle 19.45, è stato malmenato da un gruppo di neofascisti di Fiamma Tricolore mentre stava lavorando come interinale alla stazione Termini. Una rappresaglia premeditata «perché – affermano i compagni del centro sociale La Strada - il gruppo era già passato nel pomeriggio e lo aveva insultato al grido di 'brutta zecca'. I neofascisti sono ripassati qualche ora dopo e hanno colpito Paolo con pugni, calci e colpi di cinghia. I medici hanno decretato 25 giorni di prognosi. L'agguato è scattato sotto le telecamere della metro e per questo speriamo vengano subito identificati gli aggressori che noi riteniamo essere militanti di Casa Pound». Netta la presa di posizione di numerosi esponenti politici. La consigliera regionale Anna Pizzo [indipendente Prc], oltre ad esprimere «piena solidarietà al ragazzo ferito», denuncia «il clima di impunità nei confronti di questi episodi» e sottolinea come «a distanza di otto mesi dai fatti di Villa Ada, ancora non esista ancora un vero colpevole. Alla luce di quanto avvenuto la scorsa sera, esigo un'assunzione di responsabilità da parte di tutti gli organi compenti, chiedo alla magistratura un'indagine approfondita e la chiusura delle sedi neofasciste».
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categoria : antifascismo, nazionale, in movimento

postato da andrij83 alle ore 09:57
venerdì, 04 gennaio 2008

Ancora un anno nuovo è iniziato. Anno spero importante per tante cose. Ma di questo 2008 credo ne parlerò tra un anno, se sarò ancora da queste parti. Quello che so è che sarà impegnativo, come del resto tanti altri.

Questo 2008 vorrei iniziarlo con un consiglio per tutti. Se avete spazi comuni, o conoscete librerie, o quant'altro, organizzate la presentazione di questo libro di cui qui sotto riporto la recensione.

Altra cosa. Ho aggiunto una tag: 'classe operaia'... andrà in paradiso?.. dopo una vita all'inferno?


A casa non ci tornoA ricordarci che nel nostro paese esiste ancora una classe operaia non possono essere per forza le tragiche morti bianche sul lavoro di centinaia di operai/e. Un modo può essere quello di conservare la memoria delle tante lotte che hanno accompagnato la storia del movimento operaio nella seconda metà del secolo appena trascorso.
Appunto questo è quello che fa Ines Arciuolo nel suo libro “A casa non ci torno” (Stampa Alternativa - euro 15), dove attraverso la sua esperienza personale di militante e di operaia alla Brionvega di Milano ed alla Fiat Mirafiori di Torino, fa rivivere le speranze, le lotte, le conquiste, ma anche le amarezze e le delusioni di un’intera generazione di uomini e donne che hanno vissuto il periodo che va dall’autunno caldo del ’69 ai piani di ristrutturazione padronale degli anni ’80-’90.
Fondamentale per la sua formazione umana e politica sono l’esperienza del quartiere popolare in cui trascorre la sua infanzia, la vita comunitaria dove si sa  tutto di tutti e l’influenza del padre comunista già ai tempi del fascismo: da loro Ines erediterà quella “visione collettiva della vita”, quella concezione del mondo che escludeva l’indifferenza e che metteva al primo posto “il culto dell’intelligenza, dell’onestà e della centralità dell’individuo”, che accompagneranno sempre la sua esperienza di vita, di lavoro, di militante politica.
Non apprende dunque dai libri Ines, ma dalle persone.La sua militanza politica comincia a 18 anni nel PCI, ma già nel ’68, dopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia, restituisce la tessera ed aderisce all’UCI M-L(Unione dei Comunisti Italiani Marxisti-Leninisti) . Ma,  “chiusa come un riccio in un moralismo intransigente”, maturerà in lei sempre più il disagio e poi il rifiuto dell’apparato, del settarismo, dell’obbedienza cieca ad una linea imposta dall’alto, sia esso partito o sindacato. Al punto che, quando dovrà scegliere se diventare “dirigente” nell’ambito politico o rimanere a lavorare in fabbrica, lei sa sempre da che parte stare e senza esitazione sceglierà quest’ultima.
1) Perché è in fabbrica e soprattutto sul rapporto con le operai/e non nei panni di “rivoluzionaria di professione” o “funzionaria di partito” che Ines è veramente se stessa, quello è il ruolo sociale, politico che sceglie. Nel suo agire politico Ines è donna, quindi privilegia la creazione di relazioni, vuole “stare dentro le cose,né sopra né sotto” e ci sta nelle cose con tutta se stessa, corpo e mente, attenta ad ascoltare i bisogni, i desideri delle persone con cui lavora, a creare dal basso quella solidarietà di classe che da idea diventa pratica quotidiana e “forza materiale”. Vive dall’interno l’entusiasmante stagione dell’’assalto al cielo” degli sfruttati e proprio nella città-fabbrica con il contributo determinante del Pci e dei sindacati è tra i 61 licenziati dalla Fiat nell’’80.
E da “comunista eretica” dopo il licenziamento  si avvicina all’esperienza della rivoluzione sandinista in Nicaragua (dove vive per 5 anni ), che pur all’inizio sente lontana dalle sue coordinate ideologiche. La conquista l’allegria del popolo, l’entusiasmo di tanti giovani, la loro partecipazione al processo di trasformazione rivoluzionaria, che vuole costruire “el hombre nuevo”. Ma anche lì “si abbatte l’ombra della delusione” nel constatare la burocratizzazione e la corruzione del gruppo dirigente, oltre al progressivo distacco dal processo rivoluzionario del popolo , sempre più sfinito dalle difficoltà economiche e dagli attacchi della “contra”.
Il suo rientro in Italia nell’’88 sarà triste, segnato dalle difficoltà a riconoscere luoghi e persone.
In una visita che fa a Caserta, ci descrive questi luoghi con i segni ancora evidenti del terremoto dell’’80, che diventa quasi una metafora della distruzione non solo materiale del paese, ma della crisi di tante ideologie, di tante speranze. La sofferenza è tanta, aggravata dalle difficoltà di trovare un lavoro. Si concede una pausa di riflessione per cercare di rispondere ai tanti perché, di riprendersi dal senso di sconfitta. Ma anche qui Ines si ripropone con leggerezza, con ironia, senza mai perdere di vista l’autocritica, la consapevolezza del contesto in cui ha operato. E quando ritorna un’altra volta a Caserta, alle sue radici, per ritrovare se stessa, questa volta il suo sguardo si posa dolce , carezzevole, riappacificato, sui luoghi dell’infanzia.
Il libro ha infatti un’andamento circolare, comincia dal suo quartiere e ritorna alla fine al suo quartiere, per concludersi con le parole della nonna Teresinella “ ‘A vita è nu suonno e l’ammore è ‘na pazzia”.
Grazie Ines per il ritratto umano intenso, partecipato, a volte commovente che ci hai dato di quegli anni, grazie per i tanti spunti di riflessione, tuttora validi ed attuali che ci hai consegnato.
Catania 2/1/’08                                            
Teresa Modafferi
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categoria : libri, media, nazionale, locale, in movimento, classe operaia, pensiero e dottrina

postato da andrij83 alle ore 21:47
martedì, 18 dicembre 2007

Lunedì 10 Dicembre 2001200 post, quasi più di due anni che questo blog è aperto. E' partito un pò per sbaglio, convinto che dopo poco lo avrei chiuso e invece... salvo qualche periodo di scarsa voglia, che spesso mi torna, odio internet, sono ancora qui.
L'ho aperto che da poco era passato il congresso di Venezia di Rifondazione, che da poco avevo lasciato Greenpeace (conservo ancora una cattiva idea su alcuni modi dell'associazione, non sulle fantastiche persone che ho conosciuto) con al mio attivo anche un segnalamento con tanto di foto e impronte è metà giornata in questura.
Sono passato attraverso le elezioni comunali e la mia canndidatura andata oltre ogni rosea aspettativa (link).
Sono entrato in ATTAC Italia. Ufficialmente da aprile, ma posso dire ufficiosamente da un anno, da quando mi sono sobbarcato 400 e passa chilometri di macchina, solo soletto, per andarmi a fare l'università popolare di Attac ad Urbino (link).
Sempre a dicembre dell'anno scorso abbiamo fondato un'associazione culturale "Aperta!Mente".
Sono arrivato ad oggi. Dove ciò che conta di più è l'amore.

Pur tuttavia questo blog ha - quasi - sempre parlato di politica. E' anche questo duecentesimo post continuerà a farlo. Sono probabilmente arrivato al punto di massima distanza con il mio Partito. Se ci sto ancora dentro e forse perchè rompere un rapporto così profondo, che dura da 7 anni, non è mai facile. E non è facile dopo tutto quello che al Partito si è dato. Eppure il distacco è sempre più netto.
Così mi sono buttato molto più su Attac. Speriamo di riuscire ad organizzare, per la prossima primavera, qui a Pomezia, un'edizione dell'Università Popolare. Sarebbe per noi e per la nostra triste Pomezia un grande momento di partecipazione e politica. Poi speriamo di organizzare la presentazione di qualche libro nei prossimi mesi. Vedremo.
Qualche parolina sull'unità a sinistra. Oggi se ne parla come necessità. Ma l'unità a sinistra c'era e, malgrado noi non la consideriamo più come il nostro principale interlocutore, c'è ancora. Il momento più alto di questa unità è stata Genova. Lì la sinistra, altermondista, anti-liberista, anti-capitalista, c'era. Lì anche Rifondazione Comunista c'era. Chi non c'era era la Sinistra Democratica, complice del massacro di marzo 2001 ai compagni napoletani. La Sinistra Democratica che votò la guerra in Afghanistan.
Quello, per Rifondazione Comunista, nata con l'intento di mettere assieme tutte le varie correnti di pensiero comuniste, era l'ambiente. Lì c'era l'unità a sinistra.
Oggi l'unità a sinistra invece la si vuol fare con i partiti, tra i partiti. Nell'ambito parlamentare e di governo. Con un simbolo studiato a tavolino da un'agenzia pubblicitaria. Dove oltre all'arcobaleno, campeggia un tricolore (lo sfondo del simbolo con le scritte "la sinistra" in rosso "l'arcobaleno" in verde). Come dire, dimentichiamoci l'internazionalismo proletario.
Ma non tutti sono pronti a svendere le proprie origini. E nonostante non sembri, sono convinto di non essere il solo a non avere voglia di abbassare la testa dinanzi al dominio neo-liberista; dinanzi alla precarietà e allo sfruttamento sul lavoro che produce morte; dinanzi al diritto all'abitare, negato ai più, mentre la speculazione edilizia la fa da padrone, devastando territori...
La lotta tra capitale e lavoro continua ogni giorno a mietere profitto per pochi e miseria per molti.
Uno spettro continua ad aggirarsi per l'Europa, lo spettro di chi ogni giorno lotta perchè il lavoro, i diritti delle persone vengano prima di ogni interesse economico... lo spettro del Comunismo, dei Comunisti.

P.S. Questo post è un insieme di tutto. Metto in file word una lettera che mi ha girato un compagno. Leggetela. Poi, anche se con due giorni di ritardo chiudo il sondaggio. Alla domanda "secondo voi, di fronte alla richiesta di casa Savoia, qual è la giusta soluzione" (si parlava chiaramente dei danni morali e della restituzione delle proprietà), avete risposto così: 1) hanno ragione. Risarciamoli - 7 voti (23%); 2) ghigliottiniamoli tutti (re e nobili) - 11 voti (37%); 3) sono pur sempre italiani. Teniamoli ma non cacciamo una lira - 2 voti (11%); 4) ricacciamoli in esilio - 10 voti (33%). Lettura dei dati. Di coglioni ancora ce ne sono... Poi, a questo link (clicca qui) l'intervento in aula di Fosco Giannini (senatore PRC) sul protocollo welfare. Interessanti anche i commenti sotto l'intervento. Approposito, anche oggi 5 morti sul lavoro. L'altro ieri è morto il quinto operaio della Thyssen Kroup. Volete sapere come andrà a finire questa vicenda? Un post di un anno e mezzo fa. Cambierà qualcosa? (link).

Due poesie di Majakovskij Vladimir Vladimirovic

IL PARTITO

Il Partito è un uragano denso
di voci flebili e sottili
e alle sue raffiche
crollano i fortilizi del nemico.
La sciagura è sull' uomo solitario,
la sciagura è nell' uomo quando è solo.
L' uomo solo
non è un invincibile guerriero.
Di lui ha ragione il più forte
anche da solo,
hanno ragione i deboli
se si mettono in due. Ma quando
dentro il Partito si uniscono i deboli
di tutta la terra
arrenditi, nemico, muori e giaci.
Il Partito è una mano che ha milioni di dita
strette in un unico pugno.
L' uomo ch' è solo
è una facile preda,
anche se vale
non alzerà una semplice trave,
ne tanto meno una casa a cinque piani.
Ma il Partito è milioni di spalle,
spalle vicine le une alle altre
e queste portano al cielo
le costruzioni del socialismo.
Il Partito è la spina dorsale
della classe operaia.
Il Partito è l' immortalità
del nostro lavoro.
Il Partito è l' unica cosa che non tradisce.


CANZONE DELLA GIOVENTU' COMUNISTA
Morte, non ardire!

Costruisce, distrugge, taglia e strappa,
si calma, ribolle e schiuma,
romba, parla, tace e urla
il giovane esercito: i leninisti.
Noi siamo il sangue nuovo nelle arterie della città,
il corpo dei campi di biade,
il filo del tessuto d'idee.
Lenin visse, Lenin vive, Lenin vivrà.
Ci inondarono di dolore.
Portarono nel mausoleo
una particella di Lenin: il suo corpo.
Ma né putrfazione, né terra, né cenere,
toccheranno la parte migliore di Lenin: la sua opera.
Morte, deponi la falce!
Falso è il verdetto.
Con un tal uomo, cieli, niente stravaganze.
Lenin visse. Lenin vive. Lenin vivrà.
Lenin vive nella marcia del Cremlino,
guida degli schiavi del capitale.
Vivrà e sarà fiera la terra
del nome di Lenin.
Nel mondo ci saranno ancora rivolte:
attraverso tutti i confini la Comune si farà strda.
Lenin visse. Lenin vive. Lenin vivrà.
Ne prenda atto la morte, vecchia megera, che manda alla tomba e fa invecchiare:
«Lenin» e
«Morte» sono parole nemiche.
«Lenin» e «Vita» sono compagni.
Frena più forte la tristezza.
Col petto sommerso dal dolore.
Da noi non esca alcun lamento.
Lenin visse. Lenin vive. Lenin vivrà.
Lenin è vicino a noi.
Eccolo.
Cammina e morirà con noi.
E rinascerà in ogni nuovo essere,
come forza, come sapere, come bandiera.
Terra, trama sotto i piedi.
Al di là di tutte le frontiere, levatevi e diffondetevi, parole.
Lenin visse. Lenin vive. Lenin vivrà.
Anche Lenin ha cominciato dall'abbiccì:
la vita è l'officina del genio.
Dal fondo degli anni, dalla classe degli oppressi,
slanciati ad eguagliare Lenin.
Tremate, piani dei palazzi!
Borsa dei profitti,
colpita,
urlerai.
Lenin visse. Lenin vive. Lenin vivrà.
Lenin è il più grande dei grandi,
ma perfino questo prodigio hanno creato i piccoli di tutti i tempi:
noi, i piccoli del collettivo.
I muscoli indurisci in un nodo.
I denti-coltelli pianta nel sapere e trituralo.
Lenin visse. Lenin vive. Lenin vivrà.
Costruisce, distrugge, taglia e strappa,
si calma, ribolle e schiuma,
romba, parla, tace e urla
il giovane esercito: I LENINISTI.
Noi siamo il sangue nuovo nelle arterie della città,
il corpo dei campi di biade,
il filo del tessuto d'idee.
Lenin visse.
Lenin vive.
Lenin vivrà.
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categoria : sondaggi, nazionale, internazionale, locale, in movimento, pensiero e dottrina

postato da andrij83 alle ore 23:03
mercoledì, 21 novembre 2007

COMUNICAZIONE AI CITTADINI
A DICEMBRE PAGATE IL SALDO ICI COL MODELLO F24
 
Non è un mistero che per colpa dell'A.Ser., la società che per conto del Comune di Pomezia si occupa dell'ICI e della Tarsu, le casse del Comune siano sempre vuote. Questo nel corso degli anni ha portato a importanti tagli di bilancio. Nonostante le pressioni esercitate anche e soprattutto dal nostro Partito, tentare di togliere l'A.Ser. dal servizio di riscossione tributi e ristabilire l'ufficio tributi comunale è tutt'altro che facile e scontato.
Una prima opportunità però per aggirare lo scoglio è data dal modulo F24 attraverso il quale è possibile versare, tramite un qualsiasi sportello bancario o postale, sia l'ICI che la Tarsu direttamente nelle casse del Comune di Pomezia. In questo modo il 100% del pagato finirebbe nelle casse del Comune.
Ciò permetterà quindi al Comune di avere a disposizione maggiori fondi da investire per opere pubbliche e servizi al cittadino.
 
Nei prossimi giorni inizieremo a dare assistenza a tutti i cittadini nella compilazione del modulo F24.

Il manifesto.
modello f24 per saldo ici.
P.S. Per i frequentanti del mio blog non di Pomezia (direi la quasi totalità), non giudicate i simboli sul manifesto. Nel nostro ridente comune 6 anni fa arrestarono quasi tutta la giunta e il consiglio comunale per un giro impressionante di tangenti. Diciamo che da allora un ricambio non c'è stato. Quindi si è costretti a barcamenarsi con gli alleati del momento. Fortunatamente questi nostri sono onesti, oltre che nell'attualità pometina anche molto preparati.
Avevo pronto un post sull'uscita della famiglia savoia. Lo posterò venerdì, da casa della mia Creatura.
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categoria : locale, in movimento