Completerò tutti i discorsi lasciati a metà... ma non prima di lunedì.
Nel weekend sarò impegnatissimo. Siamo ormai arrivati. Dopo mesi di incredibili sbattimenti (e ancora un paio di cosette mi tolgono il sonno) venerdì inizia l'ottava edizione dell'università di attac. Finalmente a Pomezia un'attività decente.
L'Università Popolare di Attac è un'occasione importante per discutere nel merito di temi di grandissima attualità come la crisi finanziaria che sta travolgendo il mondo.
Come avete potuto constatare ben pochi in campagna elettorale hanno affrontato il tema e manca, sopratutto a sinistra, una conoscenza diffusa di ciò che accade a livello economico per poter spiegare alla gente, in modo semplice cosa accade. (Qui credo di potermi ricollegare a ciò che moltitudini scrive nel suo ultimo post).
Questa universtà popolare vuole essere proprio questo: un luogo per acquisire strumenti e conoscenze, un luogo di formazione orientato all'azione che serva poi alla costruzione di iniziative sul territorio.
La descrizione più stringente dei temi dell'università li avevo già riportati in un altro post. Per cui mi
risparmio di riscriverli e vi rimando lì (link). Qui riporto brochure e locandina dell'evento. Se avete amici, compagni, a Roma o dintorni magari fateglielo notare.
L'unica cosa che aggiugno è che, per chi decide di partecipare ed è di Pomezia o dintorni, può risparmiarsi di fare il bollettino e pagare la quota di partecipazione direttamente all'arrivo all'università.
Durante l'università ci sarà, sabato sera, lo spettacolo teatrale H2Oro "l'acqua - un diritto dell'umanità". Totalmente gratuito (al massimo metteremo un'urna per le sottoscrizioni volontarie per noi poverelli di attac pomezia) sia per coloro che partecipano all'università, sia per tutti gli altri, andrà in scena alle ore 21.00 al Cinema San Benedetto su Via Orazio (link).
Di questo spettacolo vi riporto descrizione e locandina.
L'acqua - un diritto dell'umanità
Uno spettacolo di teatro-documento per sostenere il diritto all’acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del “Bel Paese”, per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti.
L’acqua non deve diventare “l’oro blu” del XXI secolo, dopo che il petrolio è stato “l’oro nero” del secolo XX. L’acqua deve invece essere considerata come bene comune, patrimonio dell’umanità.L’accesso all’acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l’acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell’area dei beni comuni, alla cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future.
Attraverso una documentazione rigorosa si affrontano i temi della privatizzazione dell’acqua, delle multinazionali, del contratto mondiale dell’acqua, delle guerre dell’acqua e delle dighe, degli sprechi e dei paradossi nella gestione dell’acqua in Italia, del cosa fare noi-qui-ora, della necessità di contrastare e
invertire l’indirizzo di mercificazione e privatizzazione.
Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all’insegna del denaro, ma della dignità umana.

La resa dei conti è già, giustamente credo, iniziata. Credo che i dirigenti che hanno portato Rifondazione Comunista e l'intera sinistra a questo sfacelo, debbano ammettere le proprie responsabilità e lasciare gli incarichi a qualcun'altro.
Ma dare tutta la colpa di questa storica, enorme, spropositata sconfitta ai soli dirigenti sarebbe ingiusto, oltre al fatto che nasconderebbe i veri problemi della Sinistra oggi in Italia, e non solo.
Proverò a buttare lì qualche tema che, credo, non possa essere sottovalutato nel dibattito futuro che si aprirà nel Partito e, mi auguro, nella società.
Il primo punto è la dimostrazione che in Italia una forza comunista non appartiene al passato, non è ancora da consegnare alla storia. Ma non perché chi ci voti sia o si senta comunista. Personalmente tra i miei coetanei in tanti votavano Rifondazione Comunista pur non essendo comunisti. La discussione non riguarda, quindi, tanto falce e martello si, falce e martello no; o l'aggettivazione Arcobaleno o Comunista che sia. Il problema principale oggi, il punto di forza ieri, sta tutto nella coerenza. E' stato questo il capitale che ha dissipato Rifondazione – e soprattutto Rifondazione – in questi due anni di governo e poi durante la campagna elettorale. Personalmente mi sono trovato compagni e amici che da sempre, fin dal 2001 – quando Rifondazione scelse di presentarsi da sola, rischiando anche in quel caso di star fuori dal Parlamento – ci consegnavano il proprio voto che avvicinandomi mi hanno confidato che, questa volta, avrebbero votato PD. La loro spiegazione era semplice. Al governo avete fatto le stesse cose. Oggi, se proprio devo scegliere, preferisco puntare su chi può battere Berlusconi e una destra pericolosa ed eversiva. Nonostante ci abbia provato a convincerli a non cedere a questa logica, sono convinto che dalle mie parole – cosa che ho letto anche nelle parole di tanti altri compagni – trasparisse la poca convinzione, la poca passione, il contrario di ciò che da sempre aveva contraddistinto la mia militanza.
Quindi, non credo che ora la discussione sia tra sinistra o comunista, ma credo che si debba recuperare la coerenza dell'agire.
Qui mi ricollego al secondo tema. Il progetto di società che ha proposto la Sinistra l'Arcobaleno. Non posso negare di aver provato imbarazzo ascoltando in televisione Bertinotti. Il tema forte della nostra campagna è stato: “non facciamo sparire la sinistra”. Forse avremmo anche dovuto spiegare a cosa serve una sinistra in Italia. Durante tutta la campagna elettorale in più, nell'ambito della sinistra arcobaleno, hanno continuato a mendicare un'alleanza con il PD. Sperando anche in un ricongiungimento post elettorale.
Ma allora, stando a ciò, la Sinistra in Italia a cosa serve? A provare a stemperare – senza tuttavia riuscirci, l'esperienza di governo sta lì a dimostrarlo – le politiche neo-liberiste di governi in ciò radicali, oppure a proporre una visione alternativa di società?
Rifondazione Comunista nel 2001 lo fece, propose una visione diversa e organica di società. Fu premiata. Superò gli sbarramenti e durante gli anni di opposizione rilanciò temi importanti. Dai diritti del lavoro, con la difesa dell'art. 18, ai temi della pace, con l'opposizione alla guerra in Afghanistan prima e in Iraq poi.
Oggi, questa sconfitta ci dà una grande opportunità. L'ultima. Quella di ritornare nella società e ripensare e rilanciare, mediandola con i movimenti e con le forze attive e più progressiste una nostra idea della società stessa. Bisogna ripartire dal 2001. Dalla visione del mondo che sviluppammo durante il contro-G8 di Genova, anche grazie ad esperienza nuove con cui venimmo a contatto.
Credo che per farlo però sia il momento di lasciare spazio ai giovani di Rifondazione Comunista. Durante una recente inchiesta è emerso che tra i giovani comunisti in tante e tanti fecero la tessera a Rifondazione per la prima volta nel 2002, proprio sulla scorta del G8. Io fui tra questi. Personalmente lo feci perché in quel momenti vidi in Rifondazione Comunista una forza aperta alla società, non il solito partito burocratizzato e chiuso in astruse logiche di potere. Purtroppo, dal 2005 in poi il partito ha subito una trasformazione. Si sono scelti i gruppi dirigenti in base all'area di appartenenza e non al merito. La discussione è stata azzerata. Rimanere nel partito in questo clima non è stato facile. Ho visto molte compagne e compagni andare via, delusi in quanto inascoltati. La diversità di vedute, grande ricchezza di Rifondazione, si è trasformata in un motivo di esclusione. Bisogna quindi cambiare rotta e, per farlo, lo ripeto, serve un nuovo gruppo dirigente, formato in buona parte da chi entrò dopo il G8, perché delle idee nate in quegli anni si nutre e si sono nutriti quei centinaia di compagni. Solo loro sono in grado di immettere una nuova linfa nelle arterie del partito.
Dopo la doppia sconfitta contro Aznar il PSOE ebbe il coraggio di azzerare il gruppo dirigente, facendo spazio a trentenni. Fu la chiave di svolta. Oggi, escluso il “vecchio” Zapatero, molti ministri sono sotto i quarant'anni. Credo questa sia l'unica strada anche per noi. Per rifondare un progetto – si badi, il progetto non il partito, i partiti si fondano sempre attorno ad un progetto ed un partito senza un progetto risulta un contenitore vuoto. La sinistra l'Arcobaleno è stata questo.
Altrimenti, possiamo continuare sulla stessa riga, credendo che cambiando due dirigenti si possano risolvere tutti i nostri problemi. Consapevoli che, se questa sarà la strada, presto né pagheremo nuovamente le conseguenze.

Aggiornamento al post. Solo per chiudere il sondaggio. Allora allora allora. Prima del voto, il personaggio più credibile, simpatico, meno peggio de "la sinistra l'arcobaleno" è Fausto Bertinotti con 18 voti su 41. Seguono Diliberto con 16, Giordano con 3 e infine Mussi e Pecoraro Scanio con 2. Chissà dopo il voto?

In questo periodo sono molto impegnato su più fronti, di cui quello elettorale è l'ultimo. E ci tengo a sottolinearlo. Detto ciò, viene da sé che non ho molto tempo di scrivere sul blog. Idee e cose da scrivere ne avrei e più avanti lo farò. Intanto riporto articoli di altri che sento di condividere. Questo che riporto è di Alessandro Dal Lago, noto sociologo italiano, ed è apparso su Liberazione del 25 marzo. Il titolo del pezzo è anche il titolo del post.
Mi hanno chiesto di sottoscrivere un appello per la Sinistra arcobaleno. Sono un po' in imbarazzo perché sta per uscire un mio breve pezzo su "Micromega" in cui, tra il serio e il faceto, ma con amarezza, dico che oggi, a un meno di un mese dalle elezioni, non voterò il Pd, in quanto partito centrista di cui non condivido praticamente nulla, ma non voterei nemmeno la Sinistra arcobaleno, perché sono un elettore (di Rifondazione) profondamente deluso.
A rischio di sembrare tentennante o pentito, accolgo l'appello, ma resto profondamente deluso. Andrò a votare la Sinistra arcobaleno solo perché una voce di sinistra sopravviva nel nostro desolante panorama politico, non perché condivida gran parte di ciò che ha fatto negli ultimi due anni. Non sono iscritto a un partito (non lo sono mai stato) e ho rapporti del tutto labili con la società politica: qualche dibattito, appelli. Ho collaborato con realtà della sinistra radicale in materia di diritti umani e sociali. Scrivo sul Manifesto e qualche volta su Liberazione . Sono un po' disimpegnato, forse. Ma dal mio punto di vista di cittadino qualunque, i due anni trascorsi sono stati peggio che depressivi. Non una delle ragioni per cui avevo votato nel 2006 ha trovato soddisfazione pratica nell'azione della sinistra radicale al governo. L'abolizione dei Cpt. Interventi reali contro il precariato. Il ritiro dall'Afghanistan. Pacs e Dico. La commissione di inchiesta su Genova. La laicità dello stato, e così via. So bene che i tre partiti della sinistra allora al governo ci hanno anche provato, ma non ci sono riusciti, per i motivi che sappiamo. Aggiungo che l'immissione dell'ex-sinistra Ds nell'arcobaleno non mi riempie di gioia. Scusate la franchezza, ma se Mussi si fosse occupato un po' di più, e con idee più chiare, del suo ministero, l'università, l'istituzione in cui opero, non sarebbe al collasso (perché di questo si tratta). Dubito fortemente che i docenti universitari di sinistra lo voteranno. Ma quello che ritengo veramente indigesto è il contrasto tra la realtà e la retorica. Il modo verticistico con cui le quattro formazioni si sono aggregate. Una composizione delle liste, che non rispecchia la società italiana, ma il modo in cui il ceto politico vede la società italiana. L'usura di leader che hanno frequentato troppo Porta a porta e Ballarò . L'ammiccamento spesso strumentale alle realtà di base o antagoniste. E smetto qui, anche se la mia lista è molto più lunga. Sì, se a rappresentare in parlamento un minimo di decenza resterà solo, per dire, una Bindi, sarebbe una tragedia storica. E per quello confermo che andrò a votare. E quindi sottoscrivo l'appello. Ma credo che in questo paese una sinistra debba ricominciare in luoghi ben diversi dal parlamento e dal governo.

per fare il punto sul percorso sin qui compiuto e sulle prossime tappe da intraprendere per consolidare ed estendere le battaglie condotte dal popolo dell’Acqua ;
per dare forza alla vertenza in corso sul territorio della provincia di Latina ;
per dimostrare con la presenza concreta che la battaglia per la ripubblcizzazione dell’Acqua nell’Ato di Aprilia-Latina è una vertenza di tutto il movimento per l’Acqua.
Il 13 e 14 aprile andrò a votare e voterò la Sinistra l'Arcobaleno.
Non credo che chi passa spesso su questo blog avesse molti dubbi. Ma tant'è.
I motivi sono tanti e diversi. Credo che lo Stato democratico che si è costruito sia, oltre che fragile, anche poco democratico. Ma credo che in questa fase si stia tentando - per quanto possibile - di peggiorarlo ulteriormente. Credo che una forza di sinistra, in parte comunista, serva in Parlamento. E credo serva nel Paese. E' vero che in questi due anni questa forza non ha brillato. E' vero che di sconfitte ne sono state subite molte e di molto pesanti. E' anche vero che questo soggetto, questa lista è stato costruito di fretta, mettendo assieme pezzetti diversi che tra loro, a tratti, capita che si assomiglino poco.
Però credo che ci siano stati anche dei meriti che non sempre vengono riconosciuti a questa sinistra nell'ultimo governo. Mi riferisco al Dal Molin, alla Tav o alla battaglia per l'acqua pubblica. Sui primi due, credo che se i lavori siano stati fermati e siano fermi da ormai un paio danni, qualche merito va dato anche alla sinistra di governo. Certo, lì i movimenti cittadini hanno contribuito molto e sono stati e continuano ad essere i grandi protagonisti. Senza di loro avremmo già un bel buco sotto le montagne e aerei americani che vanno e vengono ancor più di quanto accada oggi. Ma sarebbe ingenuo pensare che sia solo per questo motivo. Ad Aprilia, qui vicino a Pomezia, è da molto autorizzata la costruzione di una centrale a turbogas. Aprilia, come Pomezia, è una di quelle città individuate in base alla passività dei cittadini. E invece la lotta contro la Turbogas ha tirato in piazza anche 10.000 persone, in una città di - credo - circa 40.000. Questo grande movimento è stato in ogni momento supportato dai rappresentanti di Rifondazione e della Sinistra presenti alla Regione Lazio, con odg, uscite dalla giunta e pressioni continue su Marrazzo. Morale. Anche qui la costruzione è ferma e i segnali che arrivano - anche dal tar - fanno pensare che alla fine i movimenti cittadini che lottano per la salvaguardia del loro territorio, l'avranno vinta. Sull'acqua invece, nonostante se ne parli poco, si sta consumando una dei più grandi attacchi ai diritti dei singoli. Privatizzare l'acqua significa che un bene comune, necessario alla vita stessa, diventerà un bene economico non più garantito a tutti. Contro questa prospettiva il forum dei movimenti italiani per l'acqua ha lanciato una legge di iniziativa popolare. Nei 6 mesi di raccolta firme la legge ha raccolta più di 400.000 firme ed è stata quindi presentata al Parlamento. La lotta, fatta propria anche da Rifondazione e la Sinistra, ha portato la legge ad essere discussa a tempi da record in commissione ambiente e alla moratoria di un anno degli affidamenti a privati o società miste pubblico-privato. Inoltre, battaglia dura c'è stata anche sul ddl lanzillotta dove, tra le varie privatizzazioni, c'era anche quella sull'acqua. Anche in questo caso la lotta ha pagato e il capitolo sull'acqua è uscito dal ddl. Sono sicuro che se il prossimo governo di coalizione Pd - PdL, ne avrà il tempo riproporrà il tema e, fermarli, sarà difficile.
Insomma, un compagno - fuori da tutti i partiti, ci tengo a sottolinearlo - una volta mi disse che non si aspettava niente di più dal governo Prodi. Che lui aveva sempre votato e, continuerà a farlo, per Rifondazione, perché convinto che servisse, ma che poi dipendeva da noi darci da fare ogni giorno perchè le cose cambino davvero.
Per questo voterò la sinistra l'arcobaleno. E per questo continuerò a lavorare, nel mio piccolo, per tentare di far aprire gli occhi a più persone possibili. Temi non ne mancano visto che tra poco a Pomezia si aprirà probabilmente una vertenza sull'acqua e visto che ci stiamo preparando a fronteggiarla, con chiunque voglia farne parte.
Ultima nota. In questi giorni Bertinotti appare spesso in tv. L'altra sera stava all'infedele. Me lo sono guardato quasi tutto. Mi piace la trasmissione. Devo dire che la7 fa dei programmi interessanti. Comunque, chiusa parentesi la7, torno a Bertinotti. Durante il dibattito ha citato una frase dettagli da un operaio sopravvissuto alla tragedia della miniera di Marcinelle. Gli disse: "finchè il carbone varrà più della vita di un uomo, gli uomini continueranno a morire per estrarre carbone". Vale la pena ragionarci su questa frase. E non solo in riferimento al lavoro, ma anche a quanto dicevo prima sull'acqua.
L'altro giorno un operaio di una cooperativa che aveva un appalto per la manutenzione dei binari - ancora non si è capito se dalla società della metro di Milano o dalla società che gestisce la Rete Ferroviaria Italiana - è morto. Quanti di voi hanno visto il film di Ken Loach Riff Raff? E' di oltre un decennio fa. Film scarno e semplice. Potrebbe essere la biografia dell'operaio morto. Insomma, se non lo avete fatto, guardatelo.