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postato da andrij83 alle ore 15:50
giovedì, 24 luglio 2008

1. IO QUESTA COSA L'AVEVO GIA' VISTA

chinaglia400«Zucca, per anni, ha fatto il contabile. Gli piacevano più i numeri delle armi. E' scampato alla guerra tra clan, ai regolamenti di conti. Anzi, ha tenuto il punteggio. La mafia cercava un informatore a Marsiglia, e hanno scelto lui. Ha gestito bene la cosa. Come un imprenditore. Proprio questo era diventato negli ultimi anni. Un uomo d'affari. Se sapessi...».
«Non voglio sapere. Non mi interessa. Mi farebbe vomitare».
«Vedi, era meglio lavorare con lui che con i fratelli Poli. Loro, sono solo artigiani. Non hanno stile. Zucca, un giorno o l'altro, li avrebbe eliminati. Stavano diventando troppo inquieti. Soprattutto da quando sono sotto l'influenza di Morvan e Wepler. Pensano di ripulire Marsiglia. Sognano di appiccare il fuoco alla città. Un grande casino, che parta dai quartieri Nord. Orde di giovani che si danno al saccheggio. E' Wepler a occuparsi di questo, con l'aiuto degli spacciatori. Hanno il compito di aumentare la tensione tra i giovani. Ora, sono caldi. Da un lato, la violenza. Dall'altro, la paura e il razzismo. Sperano così di far arrivare in Comune i loro amici fascisti. E di stare tranquilli. Come ai tempi di Sabiani, l'onnipotente vice sindaco, amico di Carbone e Spirito, i due grandi capi della teppa marsigliese d'anteguerra. Potranno muoversi indisturbati e ottenere una posizione di forza rispetto agli italiani. Già s'immaginano di recuperare il denaro di Zucca».
Avevo ascoltato abbastanza da essere nauseato per secoli. Fortunatamente sarei morto prima! Cosa avrei potuto farne di tutto questo? Niente. Non pensavo di poter portare Batisti davanti a Loubet e fargli raccontare tutto. Non avevo nessuna prova contro di loro. Solo un'imputazione contro Mourrabed. L'ultimo della lista. Un arabo. La vittima designata. Come sempre. Babette non avrebbe neanche potuto scrivere un articolo. La sua etica era severa. Fatti, solo fatti. Così era riuscita a imporsi nella stampa.
Non mi vedevo neppure nel ruolo di giustiziere. Non mi vedevo più in nessun ruolo, neanche in quello di poliziotto. Non vedevo più niente. Ero frastornato. L'odio, la violenza. I malavitosi, gli sbirri, i politici. E la miseria come sfondo. La disoccupazione, il razzismo. Ci si dimenava, ma il ragno avrebbe finito per divorarci.
[Jean-Claude Izzo - Casino Totale]

2. IL CONGRESSO

7congressomenuCi siamo al momento della verità. Chi sarà il nuovo segretario di Rifondazione Comunista. In tanti scommettono Vendola. Ma io fossi in lui non lo farei. Le europee sono vicine, il momento è quanto mai difficile. Pur se si riuscisse a ritrovare una improbabile unità di intenti, non sarà così facile risalire la china. E se Vendola diventasse segretario e Rifondazione alle europee raccogliesse un misero 2,5%?!? Bruciato come dirigente politico e umiliato in quanto anche Presidente della Regione Puglia. Certo che qualcuno dovrà rischiarsi. Non si può fare un discorso conservativo in questo momento difficile. Ma Vendola non credo abbia voglia di bruciarsi. Potrebbe provarci Ferrero. Ha comunque un certo spessore, gode di buoni rapporti anche all'esterno del partito (sia con altri partiti che con pezzi dei movimenti) e non dovrebbe avere le stesse ambizioni di Vendola e quindi lo stesso rischio nel bruciarsi. Ma temo che non andrà così. Temo che ci sarà una mediazione al ribasso e che, alla fine, la mozione 2 vorrà il segretario nazionale. E allora io vedo o un ritorno di Giordano, oppure un Gennaro Migliore. Del resto qualcuno deve cadere sul campo di battaglia per il re e la patria.
Ovviamente, spero di sbagliarmi. Domenica vedremo.


3. PRIVATIZZIAMO ANCHE L'ARIA


treni-disastroBrunetta è partito seguito da tutto il centro-destra. Privatizzare tutto. Università, sanità, servizi pubblici. Quel poco che ancora resiste a difesa di un diritto per tutti (all'istruzione, alla salute, ecc...) va messo in mano al mercato, ai privati e lasciato a chi se lo può permettere.
Tutto frutto dell'ideologia neo-liberista. E poi sono i comunisti ad avere un'ideologia che li rende cechi. Loro, invece no. Il neo-liberismo, il mercato, la libera concorrenza, funzionano. Di dimostrazioni ce ne sono a bizzeffe... per esempio... mhhh.... per esempio...
Per esempio le ferrovie. Dopo le privatizzazioni ora i treni sono sempre in orario, accoglienti, puliti, funzionanti. Certo, a volte capita ci sia il sole e ritardano. A volta capita che piova e ritardano. Certo, sui regionali i controllori non passano perché per legge in cabina devono essere in due e i tagli del personale hanno fatto si che solo in due siano sui treni. Certo, a volte si spezzano. Certo, i prezzi sono sempre vantaggiosi. Io infatti, vado a Torino in aereo perché mi piace volare e inquinare, non perché il treno ci mette 7 ore e mezza, viaggio scomodo e pago 100 euro a/r e con l'aereo invece un'ora e dieci, viaggiano degnamente e pagando attorno ai 130 euro a/r.
Oppure le scuole. Si sa, le private (paritarie è un termine che non riconoscono) danno la stessa preparazione delle pubbliche. Io, di fatti, non conosco nessuno che si sia comprato diplomi o attestati di varia natura.
Le autostrade. Queste si che sono migliorate. Meno incidenti. Il traffico azzerato. Certo, i pedaggi sono aumentati in maniera spropositata. Ma non poteva non essere così visto il grande miglioramento dei servizi.
Apparte questo, non riescono a trovare neanche scuse nuove per giustificare i regali che vogliono fare ai loro amichetti dai volti noti. Dopo 20 anni ancora con la cazzata del dipendente pubblico che non fa nulla. Ora, ho la fortuna di lavorare in un ufficio pubblico da un pò e quindi vedo le cose come funzionano. Poi, poste italianecome tutti i comuni mortali mi capita di entrare in banca (se non altro per pagare le rate universitarie). Beh, mi sembra che non cambi molto dal mio ufficio. Appena possono escono e si vanno a prendere un caffé. Si fermano a chiacchierare tra loro anche quando c'è qualcuno allo sportello. Il problema è che la gente ci crede ancora a queste cose. Vabbè, siamo in un'era di rincoglionimento totale, quindi non mi aspetto neanche nulla di più. Però mi da fastidio chi se la prende con lo Stato (inteso come insieme di beni pubblici) quando il treno ritarda o magari quando trova fila alla posta. Mi verrebbe da dirgli: "bello, sono privatizzate. Lo Stato non c'entra più niente. E' il mercato. E' il privato. C'è il profitto. Prenditela con la borsa, con l'economia, con chi ti pare... ma non con lo Stato né tantomeno con i politici. O quantomeno, prenditela con i politici che privatizzano".
"Gli autobus di Roma sono sempre pieni e in ritardo. 'Sto comune non funziona. L'amministrazione non fa nulla"... "Amica... Trambus Spa... il Comune conta come il due di picche e non decide nulla!!!"

4. MA QUALE DIO?

CorsaOdio i cattolici che vorrebbero imporre una loro credenza a tutti. Mi riferisco ai casi di eutanasia in particolare. In Parlamento c'è chi non ha di meglio da fare che rompere le palle andando in giro a dire che la vita è sacra sempre, in tutte le sue forme e che il giudice non deve osare a decidere quello che non ha ancora deciso Dio.
Ma quale Dio? Vorrei dire a costoro di non rompere le palle a me, che in Dio non credo in nessuna forma e sostanza. Non credo in nessun Dio. Ateo. La vita è mia. Sono frutto di un miscuglio chimico-biologico. Della mia vita non sarà di certo Dio a decidere. Saranno altri gli eventi che decideranno. E soprattutto, della mia vita faccio ciò che voglio. Quindi, se un giorno starò così male che non varrà la pena continuare a rimanere "vivo" (messo apposta fra virgolette), deciderò io se farla finita o meno.
La superstizione in Dio la lascio a voi. Io, mi autodetermino da me, che ne sono in grado.
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categoria : uomini, nazionale, ripubblicizzazioni

postato da andrij83 alle ore 09:37
giovedì, 12 giugno 2008

Chi è della zona, partecipi.

15 anni dopo: pubblico è meglio

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categoria : libri, locale, attac, ripubblicizzazioni

postato da andrij83 alle ore 20:46
giovedì, 05 giugno 2008

Direi che ho un futuro come redattore di volantini. Tre capolavori della propaganda politica. A parte tutto, vi invito - soprattutto per chi è di Pomezia - ad attingere e diffondere. Cliccando sulle immagini di sotto riportate avrete il formato originale.

Questo primo volantino lo distribuiremo sabato durante la manifestazione contro l'autostrada Roma-Latina. Poi ne editeremo una nuova versione con data e ora dell'assemblea pubblica. E' una battaglia persa, ma ci piace lottare. Attac Pomezia, che conta due iscritti, altri 3 militanti e altre 3-4 persone che ruotano attorno, contro Acea, la seconda multinazionale dell'acqua dopo la francese Suez (che tra l'altro ha circa il 9% di Acea). Chi vincerà?


Secondo volantino. Sull'accoglienza dovuta a Bush che l'11 giugno sarà di nuovo a Roma, per preparare nuove guerre assieme al suo fedele e scodinzolante alleato. A proposito, avete visto gli avvoltoi girare sulla carcassa del moribondo Iraq. Si è parlato di ricostruzione durante un'assemblea in Svezia (mi pare fosse la Svezia). Frattini ha preteso che anche l'Italia partecipi alla divisione della carcassa.
Tornando al volantino. Abbiamo voluto dare un taglio diverso rispetto a quelli che girano dei vari Patto Permanente contro la guerra.


Ultimo volantino. Sabato 7 a Pomezia, manifestazione contro l'autostrada Roma-Latina. Sicuramente tra le strade più pericolose d'Italia. Farne un'autrostrada a 8 corsie, deturpando paesaggi (tra cui parte della riserva naturale di Decima-Malafede, accanto alla residenza estiva del Presidente della Repubblica), effettuando espropri di case, terreni e fabbriche, non mi sembra proprio il modo di risolvere la questione. Mai sentito parlare di binari, ferrovia, treno?
Giusto. I costruttori grandi elettori di PD e PDL sarebbero disoccupati. Che razza di comunisti.
Questo è l'unico volantino firmato Rifondazione dei tre.


Se vi serve un volantino, chiamate pure. Mi diverte scriverne.
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categoria : guerra, nazionale, internazionale, locale, attac, in movimento, ripubblicizzazioni

postato da andrij83 alle ore 23:19
martedì, 13 maggio 2008

Da una ventina di giorni leggiamo "il sole 24 ore". Credo sia il giornale più no-global che esista in Italia, fuori da ogni ironia. A tratti non serve neanche decostruire gli articoli per poi leggerli sotto un'ottica diversa.
Così, anche stamattina l'ho comprato. E, mentre ero sui mezzi, per andare alla riunione regionale d'area - approposito mi sono ritrovato con compagni che mai avrei immaginato (della corrente DP) - sono riuscito a dargli una letta.

Finmeccanica_LogoA pagina 7 c'era una bella notizia. Era già nell'aria da alcuni giorni. Ma ora è ufficiale. «Finmeccanica [...] il gruppo aerospaziale conquista il colosso Usa Drs Technologies, che per gli italiani significa salire al massimo livello dell'industria militare statunitense ed entrare direttamente nel mercato della Difesa si Washington».

Niente di meno.

Ora, i dibattiti che si possono aprire su queste riflessioni sono due.

BBC Iraq WarPrimo. Perché Finmeccanica, una Spa la cui fetta azionaria maggiore appartiene al ministero dell'economia e delle finanze e, quindi pubblica, investe in un settore chiave per quanto riguarda la Difesa statunitense. Dove per difesa va letto guerra preventiva e dottrina Bush, come del resto anche "il sole" evidenzia in altri punti.
Ma del resto c'è chi, come Attac, ripete da anni che le privatizzazioni tolgono potere di decisione ai cittadini, anche quando le Spa siano a maggioranza a capitale pubblico. Sono un regalo ai privati che, con denaro pubblico, riescono ad ottenere incredibili profitti. Regalo che, anche nel caso di Finmeccanica, viene soprattutto da governi di centro-sinistra, i primi che in Italia abbiano iniziato le grandi privatizzazioni. Quella di Finmeccanica risale al 1993. Ma poi c'è Acea SpA, municipalizzata mista pubblico privato del Comune di Roma, creatura di Veltroni, che oggi punta alla gestione dell'acqua, l'oro blu per cui tra qualche anno ci scanneremo. In questa chiave l'investimento di Finmeccanica sembra lungimirante. Per scannarici avremo bisogno di armi.

Il secondo punto invece riguarda più che altro una previsione per il futuro. Quanto ci metteremo prima di rientrare in una qualche impresa bellica statunitense?

Per giustificare questo punto riporto ampi stralci di un altro articolo sempre a pagina 7 del "sole 24 ore" di oggi. Alcuni di questi stralci servono anche a spiegare cos'è Finmeccanica e di quante cose si occupi.
«Il Wall Street Jorunal ha sottolineato ieri l'eccezionalità dell'operazione discussa: ha attribuito l'avanzata di Finmeccanica anche a quella che ha definito la "scrappy diplomacy" del Paese, una diplomazia aggressiva, indicando come durante il precedente Governo guidato Silvio Berlusconi il premier italiano avesse stretto rapporti di fiducia con la Casa Bianca di Geroge W. Bush.
L'avventura americana di Finmeccanica, di sicura, è di lunga data e da sempre porta con sè una forte componente tecnologica. L'azienda nel settore civile, è tra i principali fornitori di Boeing nel progetto del velivolo passeggeri 787 Dreamliner. Ha operato nelle teconologie ferroviarie Ansaldo Breda e Ansaldo STS (nata dall'acquisizione della United Switch & Signla). Vanta una prtacipazione importante, anzitutto con Telespazio, alla costruzione della Stazione Spaziale internazionale. Nei sistemi per il traffico aereo ha la Selex e nell'elettronica per la sicurezza la Elsag.
Il mercato statunitense , quando si tratta della Difesa, è tuttavia particolarmente cruciale e complesso: il Pentagono spende 625 miliardi di dollari l'anno per le Forze Armate, e anche escludendo le guerre in Iraq e Afghanistan l'investimento è di 500 miliardi di dollari l'anno. Con queste cifre, gli Stati Uniti rappresentano oltre la metà della spesa globale in armamenti e sistemi di difesa.
[...]
L'offensiva sul fronte delle acquisizioni non è l'unico recente vanto del gruppo italiano nella difesa americana. E' ancora fresco il suo principale successo in termini di contratti: la squadra di nuovi elicotteri presidenziali, battezzata US101, messa a punta dalla AgustaWestland grazie a una cordata con il colosso americano Lockheed Martin. Una commessa più delicata di quella per la Casa Bianca è difficilmente immaginabile.
Finmeccaninca ha inoltre un ruolo nel programma joint strike fighter, il caccia interforze, con Lockheed, Northrop e BAE Systems. Ha in corso contratti per il velivolo tattico da trasporto cargo Berlusconi e Bush
C27J, attraverso la Alenia North America assieme alla L-3 Communications. E con la OtoMelara per la fornitura di un cannone da 76 millimetri per la marina. E' poi tutt'ora in lizza, sempre con Lockheed, per una commessa di nuovi elicotteri "search and rescue" destinati all'aviazione statunitense, una fornitura stimata in 15 miliardi di dollari».
Domanda, quanto ci metteremo a rientrare in guerra, che si dovrebbe porre con maggior forza visto che i rapporti politici Italia-Usa ritornano spesso nella pagina.
«A favore del gruppo pubblico italiano hanno giocato i buoni rapporti diplomatici tra i due Paesi, cementati negli anni del Governo Berlusconi, e anche uno sponsor del calibro dell'ambasciatore italiano Giovanni Castellaneta».

Prima di chiudere però, sento la necessità di riproporre la prima domanda. Chi di noi ha deciso che una società per azioni a maggioranza pubblica dovesse fare questi investimenti?

Cesare va a morire... e morirà!

P.S. Per chi volesse approfondire la conoscenza di Finmeccanica segnalo la pagina su wikipedia e il sito ufficiale della Spa. (link) e (link).

P.S. Sono azzerato di cervello. Capace che domattina rileggendolo con calma aggiusterò il mio italiano. Non cambierà comunque la sostanza. Scusate.
Bene, dopo qualche giorno aggiungo una cosa al post ma non ho cambiato nulla. Alla fin fine ho preferito lasciare tutto com'era. Ho tra l'altro, partendo da questo post, aggiunto una nuova tag (categoria): ripubblicizzazioni, da intendere anche come un no alle privatizzazioni.
Questa aggiunta è dettata da un altro articolo che leggo oggi sul "sole 24 ore" a pag. 19. Parla delle nomine nelle aziende di Stato. Ora, riprendendo ciò che dicevo sopra sul fatto che le privatizzazioni, anche quando si tratti di Spa a capitale interamente o anche solo in parte pubblico, tolgano potere decisionale ai cittadini. A partire per l'appunto dalle nomine, fino alle politiche che intraprendono le imprese. Eppure su questo punto non mi pare ci sia un grosso interesse. Così, poco importa se finmeccanica, come da post sopra, investa su arsenali da "difesa" o se Eni sia colpevole di devastazioni ambientali dall'Ecuador alla Nigeria, o ancora se Enel investa sul nucleare in Francia. Si perde la consapevolezza che queste politiche, sono politiche dello Stato Italiano, quindi di tutti noi. Per cui, apriamo gli occhi da subito invece di strapparci poi le vesti per le guerre, specie se in difesa di interessi petroliferi o se in Italia oggi è rilanciato con forza il tema del nucleare. Sono anni che lo Stato italiano investe sul questa politica energetica.
Comunque, dicevo delle nomine. Interessano le più importanti aziende di stato: Alitalia, Eni, Finmeccanica, Enel, Poste Italiane. I nomi già girano e anche le richieste dei partiti. In particolare della Lega che vorrebbe la presidenza di Enel, anche se - stando a quanto scrive il "sole" - poterbbe rinunciare perchè sprovvista dell'uomo giusto, piazzando comunque consiglieri di amministrazione in tutte le controllate.
I giochi politici si fanno anche e soprattutto in questo modo. Accordi sottobanco governo-opposizione e tra gli stessi partiti che di governo e opposizione fanno parte. Inutile dare la colpa alla casta come di certo qualcuno preferisce. Forse, come da sempre sostengo, è il momento di ripensare alla strada che il nostro Paese, dal punto di vista economico e di conseguenza sociale - visto il primato del mercato nel pensiero neo-libersita - ha intrapreso circa 15 anni fa.
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categoria : guerra, internazionale, ripubblicizzazioni