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postato da andrij83 alle ore 10:50
martedì, 15 aprile 2008

rifondazioneLa resa dei conti è già, giustamente credo, iniziata. Credo che i dirigenti che hanno portato Rifondazione Comunista e l'intera sinistra a questo sfacelo, debbano ammettere le proprie responsabilità e lasciare gli incarichi a qualcun'altro.

Ma dare tutta la colpa di questa storica, enorme, spropositata sconfitta ai soli dirigenti sarebbe ingiusto, oltre al fatto che nasconderebbe i veri problemi della Sinistra oggi in Italia, e non solo.

Proverò a buttare lì qualche tema che, credo, non possa essere sottovalutato nel dibattito futuro che si aprirà nel Partito e, mi auguro, nella società.

Il primo punto è la dimostrazione che in Italia una forza comunista non appartiene al passato, non è ancora da consegnare alla storia. Ma non perché chi ci voti sia o si senta comunista. Personalmente tra i miei coetanei in tanti votavano Rifondazione Comunista pur non essendo comunisti. La discussione non riguarda, quindi, tanto falce e martello si, falce e martello no; o l'aggettivazione Arcobaleno o Comunista che sia. Il problema principale oggi, il punto di forza ieri, sta tutto nella coerenza. E' stato questo il capitale che ha dissipato Rifondazione – e soprattutto Rifondazione – in questi due anni di governo e poi durante la campagna elettorale. Personalmente mi sono trovato compagni e amici che da sempre, fin dal 2001 – quando Rifondazione scelse di presentarsi da sola, rischiando anche in quel caso di star fuori dal Parlamento – ci consegnavano il proprio voto che avvicinandomi mi hanno confidato che, questa volta, avrebbero votato PD. La loro spiegazione era semplice. Al governo avete fatto le stesse cose. Oggi, se proprio devo scegliere, preferisco puntare su chi può battere Berlusconi e una destra pericolosa ed eversiva. Nonostante ci abbia provato a convincerli a non cedere a questa logica, sono convinto che dalle mie parole – cosa che ho letto anche nelle parole di tanti altri compagni – trasparisse la poca convinzione, la poca passione, il contrario di ciò che da sempre aveva contraddistinto la mia militanza.

Quindi, non credo che ora la discussione sia tra sinistra o comunista, ma credo che si debba recuperare la coerenza dell'agire.

Qui mi ricollego al secondo tema. Il progetto di società che ha proposto la Sinistra l'Arcobaleno. Non posso negare di aver provato imbarazzo ascoltando in televisione Bertinotti. Il tema forte della nostra campagna è stato: “non facciamo sparire la sinistra”. Forse avremmo anche dovuto spiegare a cosa serve una sinistra in Italia. Durante tutta la campagna elettorale in più, nell'ambito della sinistra arcobaleno, hanno continuato a mendicare un'alleanza con il PD. Sperando anche in un ricongiungimento post elettorale.

Ma allora, stando a ciò, la Sinistra in Italia a cosa serve? A provare a stemperare – senza tuttavia riuscirci, l'esperienza di governo sta lì a dimostrarlo – le politiche neo-liberiste di governi in ciò radicali, oppure a proporre una visione alternativa di società?

Rifondazione Comunista nel 2001 lo fece, propose una visione diversa e organica di società. Fu premiata. Superò gli sbarramenti e durante gli anni di opposizione rilanciò temi importanti. Dai diritti del lavoro, con la difesa dell'art. 18, ai temi della pace, con l'opposizione alla guerra in Afghanistan prima e in Iraq poi.

Oggi, questa sconfitta ci dà una grande opportunità. L'ultima. Quella di ritornare nella società e ripensare e rilanciare, mediandola con i movimenti e con le forze attive e più progressiste una nostra idea della società stessa. Bisogna ripartire dal 2001. Dalla visione del mondo che sviluppammo durante il contro-G8 di Genova, anche grazie ad esperienza nuove con cui venimmo a contatto.

Credo che per farlo però sia il momento di lasciare spazio ai giovani di Rifondazione Comunista. Durante una recente inchiesta è emerso che tra i giovani comunisti in tante e tanti fecero la tessera a Rifondazione per la prima volta nel 2002, proprio sulla scorta del G8. Io fui tra questi. Personalmente lo feci perché in quel momenti vidi in Rifondazione Comunista una forza aperta alla società, non il solito partito burocratizzato e chiuso in astruse logiche di potere. Purtroppo, dal 2005 in poi il partito ha subito una trasformazione. Si sono scelti i gruppi dirigenti in base all'area di appartenenza e non al merito. La discussione è stata azzerata. Rimanere nel partito in questo clima non è stato facile. Ho visto molte compagne e compagni andare via, delusi in quanto inascoltati. La diversità di vedute, grande ricchezza di Rifondazione, si è trasformata in un motivo di esclusione. Bisogna quindi cambiare rotta e, per farlo, lo ripeto, serve un nuovo gruppo dirigente, formato in buona parte da chi entrò dopo il G8, perché delle idee nate in quegli anni si nutre e si sono nutriti quei centinaia di compagni. Solo loro sono in grado di immettere una nuova linfa nelle arterie del partito.

Dopo la doppia sconfitta contro Aznar il PSOE ebbe il coraggio di azzerare il gruppo dirigente, facendo spazio a trentenni. Fu la chiave di svolta. Oggi, escluso il “vecchio” Zapatero, molti ministri sono sotto i quarant'anni. Credo questa sia l'unica strada anche per noi. Per rifondare un progetto – si badi, il progetto non il partito, i partiti si fondano sempre attorno ad un progetto ed un partito senza un progetto risulta un contenitore vuoto. La sinistra l'Arcobaleno è stata questo.

Altrimenti, possiamo continuare sulla stessa riga, credendo che cambiando due dirigenti si possano risolvere tutti i nostri problemi. Consapevoli che, se questa sarà la strada, presto né pagheremo nuovamente le conseguenze.

Manifestazione

Aggiornamento al post. Solo per chiudere il sondaggio. Allora allora allora. Prima del voto, il personaggio più credibile, simpatico, meno peggio de "la sinistra l'arcobaleno" è Fausto Bertinotti con 18 voti su 41. Seguono Diliberto con 16, Giordano con 3 e infine Mussi e Pecoraro Scanio con 2. Chissà dopo il voto?

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categoria : sondaggi, nazionale, locale, pensiero e dottrina

postato da andrij83 alle ore 21:47
martedì, 18 dicembre 2007

Lunedì 10 Dicembre 2001200 post, quasi più di due anni che questo blog è aperto. E' partito un pò per sbaglio, convinto che dopo poco lo avrei chiuso e invece... salvo qualche periodo di scarsa voglia, che spesso mi torna, odio internet, sono ancora qui.
L'ho aperto che da poco era passato il congresso di Venezia di Rifondazione, che da poco avevo lasciato Greenpeace (conservo ancora una cattiva idea su alcuni modi dell'associazione, non sulle fantastiche persone che ho conosciuto) con al mio attivo anche un segnalamento con tanto di foto e impronte è metà giornata in questura.
Sono passato attraverso le elezioni comunali e la mia canndidatura andata oltre ogni rosea aspettativa (link).
Sono entrato in ATTAC Italia. Ufficialmente da aprile, ma posso dire ufficiosamente da un anno, da quando mi sono sobbarcato 400 e passa chilometri di macchina, solo soletto, per andarmi a fare l'università popolare di Attac ad Urbino (link).
Sempre a dicembre dell'anno scorso abbiamo fondato un'associazione culturale "Aperta!Mente".
Sono arrivato ad oggi. Dove ciò che conta di più è l'amore.

Pur tuttavia questo blog ha - quasi - sempre parlato di politica. E' anche questo duecentesimo post continuerà a farlo. Sono probabilmente arrivato al punto di massima distanza con il mio Partito. Se ci sto ancora dentro e forse perchè rompere un rapporto così profondo, che dura da 7 anni, non è mai facile. E non è facile dopo tutto quello che al Partito si è dato. Eppure il distacco è sempre più netto.
Così mi sono buttato molto più su Attac. Speriamo di riuscire ad organizzare, per la prossima primavera, qui a Pomezia, un'edizione dell'Università Popolare. Sarebbe per noi e per la nostra triste Pomezia un grande momento di partecipazione e politica. Poi speriamo di organizzare la presentazione di qualche libro nei prossimi mesi. Vedremo.
Qualche parolina sull'unità a sinistra. Oggi se ne parla come necessità. Ma l'unità a sinistra c'era e, malgrado noi non la consideriamo più come il nostro principale interlocutore, c'è ancora. Il momento più alto di questa unità è stata Genova. Lì la sinistra, altermondista, anti-liberista, anti-capitalista, c'era. Lì anche Rifondazione Comunista c'era. Chi non c'era era la Sinistra Democratica, complice del massacro di marzo 2001 ai compagni napoletani. La Sinistra Democratica che votò la guerra in Afghanistan.
Quello, per Rifondazione Comunista, nata con l'intento di mettere assieme tutte le varie correnti di pensiero comuniste, era l'ambiente. Lì c'era l'unità a sinistra.
Oggi l'unità a sinistra invece la si vuol fare con i partiti, tra i partiti. Nell'ambito parlamentare e di governo. Con un simbolo studiato a tavolino da un'agenzia pubblicitaria. Dove oltre all'arcobaleno, campeggia un tricolore (lo sfondo del simbolo con le scritte "la sinistra" in rosso "l'arcobaleno" in verde). Come dire, dimentichiamoci l'internazionalismo proletario.
Ma non tutti sono pronti a svendere le proprie origini. E nonostante non sembri, sono convinto di non essere il solo a non avere voglia di abbassare la testa dinanzi al dominio neo-liberista; dinanzi alla precarietà e allo sfruttamento sul lavoro che produce morte; dinanzi al diritto all'abitare, negato ai più, mentre la speculazione edilizia la fa da padrone, devastando territori...
La lotta tra capitale e lavoro continua ogni giorno a mietere profitto per pochi e miseria per molti.
Uno spettro continua ad aggirarsi per l'Europa, lo spettro di chi ogni giorno lotta perchè il lavoro, i diritti delle persone vengano prima di ogni interesse economico... lo spettro del Comunismo, dei Comunisti.

P.S. Questo post è un insieme di tutto. Metto in file word una lettera che mi ha girato un compagno. Leggetela. Poi, anche se con due giorni di ritardo chiudo il sondaggio. Alla domanda "secondo voi, di fronte alla richiesta di casa Savoia, qual è la giusta soluzione" (si parlava chiaramente dei danni morali e della restituzione delle proprietà), avete risposto così: 1) hanno ragione. Risarciamoli - 7 voti (23%); 2) ghigliottiniamoli tutti (re e nobili) - 11 voti (37%); 3) sono pur sempre italiani. Teniamoli ma non cacciamo una lira - 2 voti (11%); 4) ricacciamoli in esilio - 10 voti (33%). Lettura dei dati. Di coglioni ancora ce ne sono... Poi, a questo link (clicca qui) l'intervento in aula di Fosco Giannini (senatore PRC) sul protocollo welfare. Interessanti anche i commenti sotto l'intervento. Approposito, anche oggi 5 morti sul lavoro. L'altro ieri è morto il quinto operaio della Thyssen Kroup. Volete sapere come andrà a finire questa vicenda? Un post di un anno e mezzo fa. Cambierà qualcosa? (link).

Due poesie di Majakovskij Vladimir Vladimirovic

IL PARTITO

Il Partito è un uragano denso
di voci flebili e sottili
e alle sue raffiche
crollano i fortilizi del nemico.
La sciagura è sull' uomo solitario,
la sciagura è nell' uomo quando è solo.
L' uomo solo
non è un invincibile guerriero.
Di lui ha ragione il più forte
anche da solo,
hanno ragione i deboli
se si mettono in due. Ma quando
dentro il Partito si uniscono i deboli
di tutta la terra
arrenditi, nemico, muori e giaci.
Il Partito è una mano che ha milioni di dita
strette in un unico pugno.
L' uomo ch' è solo
è una facile preda,
anche se vale
non alzerà una semplice trave,
ne tanto meno una casa a cinque piani.
Ma il Partito è milioni di spalle,
spalle vicine le une alle altre
e queste portano al cielo
le costruzioni del socialismo.
Il Partito è la spina dorsale
della classe operaia.
Il Partito è l' immortalità
del nostro lavoro.
Il Partito è l' unica cosa che non tradisce.


CANZONE DELLA GIOVENTU' COMUNISTA
Morte, non ardire!

Costruisce, distrugge, taglia e strappa,
si calma, ribolle e schiuma,
romba, parla, tace e urla
il giovane esercito: i leninisti.
Noi siamo il sangue nuovo nelle arterie della città,
il corpo dei campi di biade,
il filo del tessuto d'idee.
Lenin visse, Lenin vive, Lenin vivrà.
Ci inondarono di dolore.
Portarono nel mausoleo
una particella di Lenin: il suo corpo.
Ma né putrfazione, né terra, né cenere,
toccheranno la parte migliore di Lenin: la sua opera.
Morte, deponi la falce!
Falso è il verdetto.
Con un tal uomo, cieli, niente stravaganze.
Lenin visse. Lenin vive. Lenin vivrà.
Lenin vive nella marcia del Cremlino,
guida degli schiavi del capitale.
Vivrà e sarà fiera la terra
del nome di Lenin.
Nel mondo ci saranno ancora rivolte:
attraverso tutti i confini la Comune si farà strda.
Lenin visse. Lenin vive. Lenin vivrà.
Ne prenda atto la morte, vecchia megera, che manda alla tomba e fa invecchiare:
«Lenin» e
«Morte» sono parole nemiche.
«Lenin» e «Vita» sono compagni.
Frena più forte la tristezza.
Col petto sommerso dal dolore.
Da noi non esca alcun lamento.
Lenin visse. Lenin vive. Lenin vivrà.
Lenin è vicino a noi.
Eccolo.
Cammina e morirà con noi.
E rinascerà in ogni nuovo essere,
come forza, come sapere, come bandiera.
Terra, trama sotto i piedi.
Al di là di tutte le frontiere, levatevi e diffondetevi, parole.
Lenin visse. Lenin vive. Lenin vivrà.
Anche Lenin ha cominciato dall'abbiccì:
la vita è l'officina del genio.
Dal fondo degli anni, dalla classe degli oppressi,
slanciati ad eguagliare Lenin.
Tremate, piani dei palazzi!
Borsa dei profitti,
colpita,
urlerai.
Lenin visse. Lenin vive. Lenin vivrà.
Lenin è il più grande dei grandi,
ma perfino questo prodigio hanno creato i piccoli di tutti i tempi:
noi, i piccoli del collettivo.
I muscoli indurisci in un nodo.
I denti-coltelli pianta nel sapere e trituralo.
Lenin visse. Lenin vive. Lenin vivrà.
Costruisce, distrugge, taglia e strappa,
si calma, ribolle e schiuma,
romba, parla, tace e urla
il giovane esercito: I LENINISTI.
Noi siamo il sangue nuovo nelle arterie della città,
il corpo dei campi di biade,
il filo del tessuto d'idee.
Lenin visse.
Lenin vive.
Lenin vivrà.
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categoria : sondaggi, nazionale, internazionale, locale, in movimento, pensiero e dottrina

postato da andrij83 alle ore 19:27
venerdì, 23 novembre 2007

Viva il Re!La rivoluzione parte sempre con l’eliminazione del parassitismo presente. Sotto questo punto di vista l’Italia già nel dopoguerra era partita – a mio avviso – malino. L’esilio e un’appendice costituzionale sono figli di una mediazione al ribasso. Tant’è… per 50 anni ha funzionato. Fin quando non è arrivato il centro-destra che - tra un monarchico e un nazionalista stinto - ha eliminato quell’appendice, riaprendo le porte del Regno, perdon, lo Stato al prode regnante.

Così, tra una idiozia e un’altra… Tra un appoggio apertissimo alla Nuova DC per le Autonomie – partito tanto indipendente quanto i 2 milioni di euro che ogni anno riceve da Forza Italia – da parte del bell’Emanuele Filiberto e tutto il resto… siamo arrivati al botto di oggi.

Risarcimenti per 260 milioni di euro per danni morali. Più la restituzione di tutti quelli che erano i beni di casa savoia.

Di fronte a ciò, io ho una contro proposta. Perché non li rispediamo da dove vengono. Certo io preferirei ancora la cara vecchia ghigliottina che tante gioie ha dato a suo tempo… ma con la moratoria sulla pena di morte, non me la sento proprio di andare contro il mio governo… Si è notata l’ironia anche in quest’ultima frase??? Vi prego, ditemi di si.

Tra l’altro visto il caso eccezionale chiudo il sondaggio con 2 giorni di anticipo e ne propongo un altro. Secondo voi, di fronte alla richiesta di casa savoia quel è la giusta soluzione: A) hanno ragione. Risarciamoli; B) ghigliottiniamoli tutti (re e nobili); C) sono pur sempre italiani. Teniamoli ma non cacciamo una lira; D) ricacciamoli in esilio.

Il sondaggio resterà aperto fino a domenica 16 dicembre. Votate! Votate! Votate!

E per chi ieri non avesse visto le iene, consiglio il servizio di Enrico Lucci con il piccolo Emanuele, l'erede al trono d'Italia. Sul sito della trasmissione dovrebbe già esserci.

ghigliottina

P.S. Dopo 20 giorni chiude il precedente e primo sondaggio della serie. I voti totali sono stati 23. Così distribuiti: 9 lavoro; 6 diritti degli omosessuali; 4 istruzione; 2 lotta all’immigrazione clandestina; 1 legalizzazione delle droghe leggere; 1 lotta alla criminalità; 0 per ambiente, cooperazione internazionale, disarmo, costruzione UE solidale.

Ognuno tiri le prorie parzialissime conclusioni. Una cosa però la ho appurata. Gente di destra in qualche modo arriva sul mio blog.

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categoria : sondaggi, provocazioni, nazionale